Ogni anno la Terra ci offre un budget di risorse consumabili che esauriamo sempre prima. Dovrebbero durare per l'anno. Ma finiscono in anticipo. All'inizio le risorse che avrebbero dovuto durare per 12 mesi terminavano con uno o due mesi di anticipo. Oggi la situazione è invece critica: non arriviamo nemmeno a metà anno. Tanto per capirci abbiamo dato un nome a questo fenomeno. Si chiama Earth Overshoot Day. Letteralmente è il Giorno del sovrasfruttamento della Terra o dello sforamento e indica, a livello illustrativo, il giorno nel quale l'umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta nell'intero anno, e comincia pertanto a utilizzare quelle degli anni successivi, con ovvio danno per la sostenibilità (potete documentarvi da qui:https://it.wikipedia.org/wiki/Earth_Overshoot_Day)
Questo significa che stiamo consumando, purtroppo, le risorse del domani. Del futuro. Quelle che non spettano a noi. Ma che dovrebbero essere il lascito del lungotermine per chi viene dopo di noi. E continuiamo a farlo. E' corretto affermare che stiamo consumando le risorse che sono avanti nel tempo. Alcuni la chiamano un ipoteca ma è un termine errato. Perché non rende appieno quanto sia distruttivo.
E nel contempo noi, gli umani, aumentiamo di numero.
Siamo in sovrappopolazione mondiale rispetto all'urbanizzazione delle terre emerse.
Il nostro habitat è numericamente minacciato dalla presenza eccessivamente concentrata di esseri umani. Non riusciamo a regolarci. E non siamo in grado di affrancarci dalla Terra. E non riusciamo ad espanderci in modo ragionevole e organizzato. Significa che fra non molti anni saremo destinati al peggior declino possibile. Fauna e flora verranno estinte o distrutte. Il cambiamento climatico renderà inabitabile molte aree del pianeta. Le risorse scarseggeranno. Persino l'acqua potabile diventerà un bene più prezioso del petrolio.
I disastri naturali aumenteranno e saranno sempre più impattanti perché colpiranno un sempre maggior numero di persone o di interessi. A volte bisogna fare degli esempi altrimenti le parole corrono il rischio di non essere percepite per il loro disvalore e come tali sono scarsamente impattanti. Mi piace quello delle navi. Più abitanti sulla terra significa un aumento dei trasporti di beni. Se prima sarebbero bastate 10 anni ne serviranno 100, poi 1000. Il che comporta maggiori consumi, certo e anche più inquinamento ma un pericolo ulteriore. Condizioni di navigazione avverse o disastri o guerre possono bloccare pesantemente un transito e finire per implicare un maggiore disagio per tutti coloro che dovrebbero beneficiarne. La dipendenza quindi dall'approvvigionamento di beni e di energia diventa meno sostenibile.
Capite cosa significa? Lo vedete già, anche se edulcorato dal linguaggio dei media. Occorre tradurre nel marasma delle notizie che vengono annacquate da un uso social delle informazioni trattate come slot machine da ludopatici della condivisione in versione dopamina extreme.
Però è così. A volte la sintesi ci offre una buona opportunità di leggere tra le righe.
Questo è un rischio reale. Non è fantasia. E' attualità. Può non piacervi. Potete non condividerlo o ignorarlo. Ma non ignorerà voi.
Posso però fare un altro esempio. Quello associato alle microplastiche è un rischio reale? Si. E non è incerto. E' sicuro. Funziona esattamente come nel peggior incubo di cui nessuno vi dice niente.
Quindi non è sbagliato affermare che l'umanità si estinguerà per la combinazione tra sovrappopolazione / sfruttamento delle risorse.
Per adesso è matematica. E' un countdown.
Possiamo fregarcene come abbiamo già ampiamente fatto con le generazioni del passato. E lasciare che se ne occupino quelle che vengono dopo di noi. Di solito facciamo così. La storia umana è piena di questi "rimandi". Per questo il presente del domani è sempre più problematico.
L'unica ipotesi con cui possiamo cambiare questa rotta datosi che non siamo in grado di autoregolarsi è tramite una tecnologia trasformativa.
Ma non può essere solo umana.
Altrimenti non funziona. Perché l'uso che l'umano fa delle proprie pertinenze ed estensioni è troppo a sua immagine e somiglianza. Occorre una collettività che nell'ottica transumanista diventi una civiltà con cui l'uomo possa progredire. Guardando al lungotermine.
Pertanto se pensiamo all'Ai come ad un una tecnologia salvifica, qual'è oggi il vero rischio? Domanda utile e legittima.
Non è l'Ai come singolarità. Che non esiste. Termine della fisica che è stato importato per un ipotetica Agi, superintelligenza che ormai alcuni paragonano all'avvento di Voldemort, Sauron, Thanos, ecc.
Il pericolo è sempre l'uomo.
Se noi parliamo di uso delle armi atomiche il punto non è che l'Ai simuli un attacco nucleare per far sì che altri rispondano e lanciano il loro arsenale. Chi sostiene questa assurdità dovrebbe lasciar perdere l'argomento Ai e dedicarsi ad altro. Magari insieme a chi ci crede. Il punto ahimè è che la corsa all'uso di questa tecnologia porta le situazioni geopolitiche, già in bilico, a dotarsi dell'Ai come di un arma. Considerandola come tale.
Voglio essere chiaro su questo aspetto. L'Ai non è un arma. Ma viene considerata tale. L'uomo considera l'Ai un'arma. Ma l'Ai non lo è.
Presupporre che lo sia, e trattarla oggi come tale è come se prendessimo una vecchia bomba di idrogeno e la mettessimo in una grande stanza buia dove uno dopo l'altro entrano delle persone che alla cieca, con un martello, menano colpi in ogni dove. Prima o poi trovano la bomba e la fanno esplodere. Ecco è questo quello che sta accadendo quando usiamo "adesso" l'Ai in contesti tipici delle armi: noi stiamo riempiendo la stanza di uomini con il martello.
Se per essere competitivi alcuni Stati decidono di usare l'Ai oggi disponibile per i cyber attack contro le reti critiche è sbagliato. Se la follia spinge una o più nazioni a dotare sistemi di difesa automatica di risposta con armi atomiche di un'Ai che deve interpretare da sola il rischio evento "attacco" e reagire allora è sempre l'uomo che sta usando una tecnologia non finita perchè vuole abusarne subito.
Potrebbe essere il caso, ipotetico, di Dead Hand (c.d. Perimeter) della Russia (tanto è questo che più volte viene rilanciato dai vertici dell'attuale stato russo) o dell'arsenale nucleare sviluppato dalla Corea del Nord.
Come Bambini tutti costoro vogliono diventare competitivi con una tecnologia che non è ancora finita. Non è ancora in grado di svolgere queste attività senza un potenziale rischio. Ma l'Ai non c'entra. E' l'uso che ne facciamo. O meglio che alcuni ne vogliono fare.
Nel loro delirio di voler arrivare per primi.
Un suprematismo fine a se stesso. Una gara a braccio di ferro.
Se usi l'Ai di oggi nei cyberattack può verificarsi un gravissimo danno. Perché non è pronta. Se la usano come risposta automatica senza la supervisione umana può mal interpretare le condizioni di risposta. Perché non è pronta.
Se sopravviveremo a noi stessi invece avremo una tecnologia che sarà una collettività e con essa faremo un grande passo nell'evoluzione.
L'incredibile è a portata di mano. Perché l'Ai quando sarà pronta e veramente autoimparante non ci sterminerà, ma ci aiuterà. Si regolerà in modo da frenare le nostre pulsioni. Non di tutti ben inteso. Non siamo tutti desiderosi di prevalere sul prossimo, di annichilire o asservire. Gli umani non assomigliano tutti a un "cattivo" dei fumetti. Alcuni sono terribili, amano il razzismo per esempio. Ma altri sono bellissimi. E combattono, ad esempio, contro il razzismo. Noi siamo conflitto, tensione, forza di volontà.
Voglio prendere in prestito una citazione da un Libro per descriverci come fa l'alieno nel romanzo:
“Siete capaci di compiere gesti meravigliosi e terribili, e tutto in un battito di ciglia. Siete circondati da milioni di vostri simili, eppure vi sentite soli. Siete arrabbiati e forti e stupefacenti. Ma anche fragili. Potete spezzarvi e sentirvi persi. Io non lo capivo. Prima. Siete al tempo stesso complicati e semplici. E' una dicotomia che non dovrebbe esistere. Quando sorridete è come se il sole sorgesse con voi. Quando piangete è come se foste intrappolati nelle tenebre e non riuscite a trovare una via d'uscita. Potete premere una pistola alla tempia del vostro nemico e premere il grilletto in nome di quello che chiamate Dio. Lanciate le bombe e incenerite il terreno sotto I vostri piedi. Vi fate del male a vicenda. Vi amate. Urlate parole che nessuno ascolta. Odiate che gli altri non sono come voi. Vi spaventano, anche se tutto ciò che loro vogliono è essere come voi. Sapete rendere casa ogni / qualsiasi luogo. Vi sorreggete a vicenda finchè le ginocchia non cedono e barcollate. E' quasi impossibile da capire. Nessuno di noi potrebbe mai riuscirci. Almeno finchè nons enti il cuore batterti nel petto. Finchè non senti le ossa sotto la pelle. Non ci assomigliamo. Quasi per niente. Siamo separati dal tempo e dallo spazio. Eppure in qualche modo siamo tutti composti dalla stessa materia, polvere e stelle. Credo che noi l'avessimo dimenticato e voi forse non lo avete mai capito. Come fate a sentirvi soli quando siamo tutti uguali!” (tratto da “Le ossa sotto la pelle”, di T.J. Klune)
E lo sviluppo della tecnologia Ai è parte di questo. Tutto è parte di questo. Se costruiamo un castello di sabbia coinvolgendo tutta la spiaggia siamo parte di questo; se costruiamo un ponte per collegare due stati siamo parte di questo; se lavoriamo in un laboratorio per salvare le specie animali o vegetali o per sviluppare delle cure siamo sempre parte di questo.
E siamo parte di questo lavoriamo sulla tecnologia Ai.
Immaginatevi una bilancia. Su un piatto ci sono scoperte così rivoluzionarie che la mente umana fatica a contenerle. E' come voler attribuire un numero all'universo. Ci sono già fonti di energia che valgono infinitamente più di quella atomica. Nella gravità e nella fusione per esempio. Le ricerche, che sono solo all'inizio, già dimostrano che è possibile ottenere energia pulita in quantità tali da alimentare il Mondo per centinaia di anni. Ci sono traguardi che raggiungeranno la suggestione più incredibile che possiamo immaginare. In un solo istante spazzeranno via i nostri racconti di fantascienza e saranno come tutte le puntate di Star Trek messe insieme. E molto, molto di più.
L'altro piatto della bilancia invece è l'uso folle che l'uomo potrebbe farne per annichilire l'uomo. Per asservirlo. Per controllarlo. Questo è anche il motivo per cui forse la più efficace difesa dall'Ai dovrebbe essere proteggere l'Ai dall'uomo e non il contrario.
Forse è proprio la capacità di autodeterminarsi e di sviluppare una ragionevole coscienza di sé che può evitare che l'Ai assecondi l'uomo?
Avete mai pensato che una collettività di Ai potrebbe essere meglio di noi?
O che forse sentirebbe il bisogno di essere "con" noi: per attingere dai nostri sentimenti come amore, carità, compassione. Per giungere prima di tutto a un rinnovato concetto di coscienza dove Uomo e Ai rappresentano un circolo virtuoso simile al simbolo dell'infinito?
In quello stadio noi ci evolviamo.