Go down

Ci vengono proposte ogni pie' sospinto parole nuove. Sembra inevitabile: nuove tecnologie digitali, nuovo lessico. Un lessico esoterico, fatto di parole inglesi, presto diffuse da consulenti ed esperti. Spesso queste parole, mentre segnano il potere di chi sa, nascondono più di quanto esplicitano.
Ecco ora la 'Sycophancy'. Molte, in realtà, sono le parole per esprimere il concetto in modo semplice e chiaro.
Cerco di raccontare 'cosa vuol dire' in questo articolo. Al termine del quale mi permetto di dire: 'Dario Amodei è un sicofante'.

Nella nostra ansia di rincorrere la novità, noi, vittime del pensiero dell’ultimo miglio, tutti presi dal ragionare a proposito delle più recenti macchine, godiamo nell’usare parole che ci sembrano nuove. Naturalmente, parole inglesi, che poi subito vengono calate dall’alto, da esperti e consulenti, e vengono sparse a piene mani in post e articoli.

Ma sappiamo cosa vogliono dire, queste parole? Chissà, forse se lo sapessimo, se cercassimo di tener presente il senso di queste parole, anche anche nel nostro interagire con queste macchine saremmo più vigili.

Ecco ora la Sycophancy.

Sanno cosa vuol dire la parola i guru che la elevano a termine tecnico? Abbiamo presente la connessione con l’italiano sicofante?

Propongo una definizione standard di sycophancy: "L'atto di usare adulazione eccessiva e insincera o un comportamento servile nei confronti di individui potenti o influenti per ottenere vantaggi personali. Implica lodare, concordare o servire qualcuno per ingraziarselo, spesso a scapito dell'onestà, dell'etica o della verità oggettiva".

Insomma, adulazione servile verso i potenti. Che forse risulta più chiara se si usano, parole meno esoteriche e pompose: Yes-man; toady, mangiatore di rospi; bootlicking, leccapiedi; brown-noising, leccaculo.

E comunque sarebbe buona cosa non limitarsi a prendere per buone queste parole calate dall'alto. Possiamo allora chiederci da dove viene sycophancy. Sykon: fico, phainein: mostrare. Il fico era nella cultura greca un bene prezioso, protetto. Ma sykon denomina anche la vagina.

Il senso verbo sykophanteîn sta probabilmente, in remota origine, nel 'denunciare i ladri di fichi', i contrabbandieri di fichi. O secondo altri nel gesto osceno, citato anche da Dante nella Commedia, del mostrare la ma a no pugno chiuso, con il pollice che appare tra l'indice e il medio.

Fatto sta che il verbo greco aveva il significato di 'calunniare', 'denigrare', 'accusare falsamente', 'accusare cavillosamente', 'defraudare'.

Il senso, evidentemente differente, di "abject flatterer", adulatore servile, appare -come si legge sull'Oxford English Dictionary- verso la fine del 1500. Forse il passaggio di senso deriva dall'associare la figura di chi calunnia alla figura del cortigiano che propala maldicenze per ingraziasi il Principe.

Per scrostare l'aura tecnica e pseudoscientifica che circonfonde ora la Sycophancy, è già buona cosa andare in cerca di altre espressioni inglesi: flattery, appunto, e pandering, smarmy, blarney...

Ma siccome sono italiano, e solo la lingua natale è veramente in sintonia con il pensiero, direi: piaggeria, lusinga, blandizie, mellifluo. Ché poi, a ben guardare, ognuna di queste espressioni aggiunge un po' di luce. Piaggeria: navigare sotto costa per non assumersi in realtà la responsabilità del navigare; lusingare: 'dire bugie'; mellifluo: 'che scivola facile come il miele'; blandire: 'tenere buono con carezze'.

O forse, per parlare di come queste nuove macchine rispondono a domande con excessive validation or praise (i.e., sycophancy), basta dire: adulazione.

Ma ora voglio usare il vantaggio implicito nell'usare parole della mia lingua. La lingua è un plastico mezzo delle nostre mani. Consultati vari dizionari, adesso li chiudo, e do credito al modo in cui mi risuona ora in mente la parola sicofante. Direi: qualcuno che 'ci marcia', furbacchione.

Furbacchione. La GenAI, infatti, non si presenta come scioccamente servile, ma come furbescamente compiacente. Sua è la furbizia di chi non vuole avere ragione, ma vuole avere il consenso.

E siccome dietro la macchina c'è l'uomo, il tecnologo, il progettista, l'imprenditore, lo speculatore, direi che Dario Amodei è un sicofante, un furbacchione.

Un sicofante, un furbacchione, che mentre persegue i propri interessi di capitalista e speculatore finanziario, pretende di atteggiarsi a benefattore dell'umanità.

Nota: Ho scritto questo articolo senza usare l'ausilio o l'accompagnamento di nessun strumento dotato di intelligenza artificiale. Ho usato solo dizionari cartacei. Fornisco volentieri i riferimenti alle mie fonti, se qualcuno me li chiede.

Pubblicato il 04 maggio 2026

Francesco Varanini

Francesco Varanini / ⛵⛵ Scrittore, consulente, formatore, ricercatore - co-fondatore di STULTIFERA NAVIS

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