Calogero (Kàlos) Bonasia
Il mio lavoro comincia da una domanda concreta: come si svolge davvero un’attività in un’organizzazione? Per rispondere osservo le operazioni quotidiane, le eccezioni, i passaggi che rallentano, le decisioni che nessuno riesce più a ricostruire. Cerco di capire chi fa che cosa, con quali informazioni, responsabilità e conseguenze. Da questa analisi definisco i processi. Li rappresento, documento regole e responsabilità, verifico i dati disponibili e progetto gli strumenti che devono sostenerli. Un flusso di lavoro risulta utile quando chiarisce che cosa fare, chi deve assumere una decisione, dove registrarla e come correggere un errore prima che diventi una consuetudine. Lavoro nelle tecnologie dell’informazione dal 1991. Ho iniziato nell’Aeronautica Militare, in un contesto nel quale la continuità delle comunicazioni richiedeva procedure precise, responsabilità riconoscibili e attenzione alle conseguenze di ogni passaggio. In seguito ho lavorato alla digitalizzazione documentale nella Pubblica Amministrazione: protocollo informatico, classificazione archivistica, firma digitale, conservazione digitale sostitutiva a norma di legge, manuali di gestione e formazione delle persone che dovevano usare quei sistemi. La gestione documentale mi ha insegnato che un documento conserva una traccia quando qualcuno ha stabilito come acquisirlo, classificarlo, consultarlo e conservarlo. Con la Marina Militare ho lavorato come Senior Business Process Manager, portando competenze di gestione documentale e organizzazione della conoscenza. Ho definito processi documentali e modellato flussi su SharePoint, ricostruendo il ciclo di vita del documento dall’acquisizione alla classificazione, fino alla conservazione. Negli anni della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ho contribuito a pratiche e criteri di organizzazione documentale e della conoscenza che hanno trovato seguito nei servizi oggi rappresentati dall’app IO e dal Fascicolo Digitale del Cittadino. Allora si discuteva ancora di come rendere riconoscibili responsabilità, documenti e informazioni nel rapporto digitale fra cittadini e amministrazioni. Uso Jira dal 2004 e BigPicture dal 2014. Sono stato fra i primi professionisti in Italia a impiegarli per la governance di portafoglio e la pianificazione multi-programma: processi, capacità, dipendenze, priorità e dati per il project management e il PMO. Ho portato lo stesso criterio nelle attività DevOps, nella configurazione dei sistemi Atlassian e nella pianificazione dei progetti di sviluppo software. Nel corso della mia attività ho accompagnato oltre 100 organizzazioni nella definizione di processi documentali e digitali, nella gestione dei rilasci, nella pianificazione delle attività, nel controllo delle dipendenze e nella costruzione di report utili alle decisioni. Ho erogato oltre 7.500 ore di formazione a gruppi tecnici, project manager e sponsor. Oggi ricopro il ruolo di Executive Program Manager. Affianco la direzione aziendale nella lettura di capacità, avanzamento, dipendenze, rischi e dati della delivery. Progetto e verifico strumenti di pianificazione e controllo, conduco audit interni e lavoro perché le informazioni su cui si decide siano consultabili, comprensibili e controllabili.
Memoria, narrazione e crisi di significato: una riflessione filosofica sull'essere contemporaneo
L’essere umano vive sospeso in una tensione temporale: tra passato, presente e futuro, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. In questa condizione, memoria, narrazione e linguaggio si rivelano i pilastri della nostra esistenza. Sono strumenti essenziali per dare senso al caos del mondo, ma cosa accade quando questi pilastri si incrinano? Quando il tempo si riduce a lavoro e consumo, quando il linguaggio diventa sterile e i rituali perdono il loro valore simbolico? Siamo forse di fronte a una crisi non solo della memoria, ma anche del nostro essere-nel-mondo.
Il tempo del cambiamento
Il tempo rappresenta il nesso fondamentale fra la nostra esistenza e il divenire. Abitiamo un'epoca in cui il presente si contrae mentre il futuro accelera verso la propria obsolescenza. Questo ritmo inarrestabile, determinato dall'incalzare delle innovazioni e delle contingenze, ci obbliga a ripensare il nostro rapporto con la dimensione temporale e con i valori che la connotano. L'urgenza pertiene alla sfera dell'agire, della domanda "quando", laddove l'importanza risiede nella dimensione dell'essere, in ciò a cui conferiamo senso. Eppure il discrimine fra questi due ambiti si è assottigliato, sospingendoci verso scelte precipitose che di rado onorano ciò che davvero rileva.
Pensiero, paradossi e narrazioni: viaggio nelle contraddizioni dell’umanità contemporanea
Viviamo in un’epoca in cui il mito della razionalità e della produttività domina il pensiero, spesso soffocando la spontaneità e il pluralismo. Oggi, i comportamenti autodistruttivi come bulimia, autolesionismo o abuso di sostanze sembrano essere sempre più diffusi, specialmente tra i giovani. Questi fenomeni non sono compartimenti stagni, ma facce della stessa medaglia, entrambe radicate nella difficoltà di trovare un equilibrio tra controllo e vulnerabilità.
Proxy Culture: come tecnologia ed etica ridefiniscono il nostro rapporto con la realtà
Un proxy non è un semplice simbolo, ma un’entità che assume un ruolo operativo, permettendo un’interazione che sostituisce il contatto con il referente originale. Questa idea trova le sue radici nella semiotica di Charles Sanders Peirce, che distingue tra icone, indici e simboli. Nella proxy culture, però, i confini tra queste categorie si dissolvono. Un proxy non si limita a rappresentare; diventa esso stesso il referente operativo. Per esempio, una fotografia digitale non è solo la rappresentazione di un ricordo: diventa il ricordo stesso per chi la osserva.
Sapere e tradizione come ingredienti del futuro
Una governance basata esclusivamente sulla conoscenza potrebbe cadere nella trappola dell’elitismo, alienando i cittadini comuni e creando una nuova forma di disuguaglianza. Tuttavia, ignorare il valore della competenza significa perpetuare un sistema inefficace e vulnerabile.
Bug, virtù e codice: lo stoicismo applicato al testing del software
Gli stoici ci invitano ad accettare ciò che non possiamo controllare – in questo caso, l’inevitabilità dell’errore in sistemi complessi – e a concentrare la nostra energia su ciò che possiamo cambiare: il modo in cui affrontiamo questi errori e impariamo da essi. Questa prospettiva trasforma il testing da un semplice controllo di qualità a un viaggio di scoperta e miglioramento continuo.
Tra razionalità e narrazione: riflessioni sull’infocrazia
Viviamo in un’epoca che Heidegger avrebbe definito di Gestell, dove l’essere umano è ridotto a risorsa tecnologica e il suo rapporto con il mondo è mediato dall’informazione.
Ma tu, amico mio, sai perché stai zappando?
Ti sei mai fermato a riflettere sul significato delle tue azioni quotidiane? In questa semplice domanda si cela una profonda riflessione. Perché facciamo ciò che facciamo? Perché ci alziamo ogni mattina e affrontiamo la nostra routine? Nel mondo aziendale, frenetico e scandito da obiettivi, scadenze e riunioni, fermarsi a riflettere sembra quasi un lusso.
Il sapere sommerso: le tesi di laurea come base per l’intelligenza artificiale?
Un’analisi del potenziale nascosto delle tesi di laurea italiane come base di conoscenza per l’intelligenza artificiale, tra barriere legali, opportunità tecnologiche e il sogno di un sapere finalmente accessibile a tutti.
DevOps e la rivoluzione del “saper fare”: filosofia, tecnologia e pragmatismo
Immaginate di essere al volante di un’auto d’epoca, impeccabile e affascinante. Ogni dettaglio è curato, il motore gira come un orologio svizzero, ma ora vi trovate su una superstrada moderna, circondati da auto elettriche che sfrecciano veloci e silenziose. Questa immagine illustra perfettamente il rapporto tra i modelli tradizionali di gestione IT, come ITIL o SDLC, e le necessità del mondo attuale, dominato da velocità, agilità e imprevedibilità.
Sette modi di pensare al pensiero: una riflessione filosofica ed epistemologica
L’arte di pensare è una delle caratteristiche più distintive dell’essere umano, ma al tempo stesso una delle più complesse. Riflettere sul pensiero significa affrontare una duplice sfida: capire come formuliamo idee, decisioni e strategie, e comprendere i limiti e le distorsioni insite nel nostro modo di ragionare. Questo articolo, ispirato sia alla pratica manageriale sia alla tradizione filosofica, esplora sette elementi fondamentali del pensiero, connettendoli a riflessioni epistemologiche e filosofiche di ampia portata.
Imparando dalle piante
“Il mondo vegetale, descritto da Stefano Mancuso come una rete decentralizzata e collaborativa, si rivela essere un modello perfetto per i team Agile. In un progetto software, infatti, non c’è un’unica entità che prende tutte le decisioni: ogni membro del team, dal Product Owner agli sviluppatori, contribuisce attivamente, in una sorta di intelligenza collettiva.”
Dall’invidia al momento presente: filosofia e intelligenza emotiva sul lavoro
La vita, con tutte le sue imperfezioni, è una continua ricerca di significato. E in questo viaggio, anche un’emozione come l’invidia o una tempesta inaspettata possono guidarci verso una maggiore consapevolezza e una serenità più profonda.
Il paradosso del cambiamento: Agile come l’“eterno ritorno” di Nietzsche
Le metodologie Agile e Scrum hanno rivoluzionato la gestione dei progetti, soprattutto in ambito software, proponendo un modello basato sull’adattabilità e sul cambiamento continuo. Tuttavia, da una prospettiva filosofica ed epistemologica, questi metodi lasciano emergere una serie di interrogativi profondi.