Atlante dei Miti Classici
Un atlante non è una mappa. La mappa mostra un percorso. L'atlante mostra un mondo.
Questo itinerario nasce dalla convinzione che i miti greci non appartengano al passato: appartengono alla struttura. Sono le forme attraverso cui l'esistenza si è fatta comprensibile per la prima volta, e continuano a operare, silenziose, sotto ogni racconto che l'Occidente ancora si racconta di sé. Ignorarle non le dissolve. Le rende inconsce.
L'atlante si muove su tre assi coordinati. Il primo è filologico e mitologico: ogni figura, ogni potenza, ogni racconto viene esaminato nelle fonti, nelle varianti, nelle attestazioni — con la distinzione sempre visibile tra dato filologico e lettura ermeneutica. Il secondo è terapeutico, nel senso di Asclepio: le Potenze antiche vengono riconsegnate all'esperienza interiore del lettore, non come allegorie da decifrare ma come forze da riconoscere nella propria vita. Il terzo è pedagogico: la paideia come arte dell'esposizione, come tenere lo spazio perché qualcosa possa attraversare.
I tre assi non si succedono: si tengono insieme. Come nella tradizione greca non si dava separazione tra conoscere il mito, essere guariti dal mito e essere formati dal mito.
La Stultifera Navis è la casa giusta per questo viaggio. Navigare fuori dagli algoritmi significa navigare fuori dalle semplificazioni: le Potenze primordiali non si consumano in un morso, non si riducono a messaggi, non si esauriscono in una lettura. Richiedono ritorno.
Questo atlante non ha una destinazione finale. Ha approdi.
Ad oggi la successione dei saggi è la seguente:
Itinerario del ritorno ai miti greci
Il ritorno ai miti greci: una necessità per l'Occidente smarrito
Ἀνάγκη — Ananke
Χρόνος — Chronos
ΓΕΝΕΣΙΣ - Il venire all'Essere
ΧΑΟΣ. Lo spalancamento
ΓΑΙΑ — Il fondamento
ΤΑΡΤΑΡΟΣ — L'abisso
Ἔρως
Itinerario del ritorno ai miti greci
Per tornare a vivere, la mitologia deve essere ricollocata nel suo medium originario, quell'ambiente in cui "suonava" ancora, suscitando risonanza dentro e fuori.
Il ritorno ai miti greci: una necessità per l'Occidente smarrito
Testo scritto insieme a Benedetta Mastroviti. Un mondo che non significa nulla non produce solo disagio esistenziale: produce ignoranza. Per questo serve tornare ai miti.
Ἀνάγκη — Ananke
Il lavoro pedagogico è oggi indispensabile perché siamo disancorati dal reale. La crisi educativa contemporanea nasce da un equivoco profondo: abbiamo confuso la formazione con l’eliminazione del limite. Abbiamo educato generazioni a credere che ogni vincolo sia un’ingiustizia, che ogni frustrazione sia un trauma, che ogni necessità sia un abuso. Il risultato non è stata una maggiore libertà, ma una crescente fragilità psichica. Una pedagogia della Necessità non è una pedagogia autoritaria. È una pedagogia realistica.
Χρόνος — Chronos
La modernità ha separato ciò che il mito univa. Ha dissociato il tempo dalla necessità interiore della trasformazione. Ha dissociato Senex da Puer, producendo insieme ossessione della giovinezza e tirannia delle procedure. E ora, ultimo inganno, ci offre il "qui ed ora" come salvezza.
ΓΕΝΕΣΙΣ - Il venire all'Essere
L’individuo moderno non «viene all’essere» secondo una φύσις propria. Viene prodotto da istituzioni, sistemi, tecniche. La scuola «produce» diplomati; l’università «produce» laureati; il mercato del lavoro «produce» professionisti; i media «producono» consumatori. Il vocabolario non è neutro.
ΧΑΟΣ. Lo spalancamento
La domanda che Χάος pone all’uomo contemporaneo non è una domanda alla quale si possa rispondere con un programma o un metodo. È una domanda anteriore a ogni programma: sei ancora capace di fare spazio? Di spalancarti, come la voragine si spalancò prima di tutto? Di accogliere il vuoto non come difetto ma come condizione? Di sostare nella notte senza accendere lo schermo?
ΓΑΙΑ — Il fondamento
Gaia insegna che il fondamento autentico include la possibilità del terremoto. Che la terra che sorregge è la stessa che può spaccarsi, e deve spaccarsi, quando ciò che è stato costruito su di essa diventa prigione.