NOVITA'[2345]
Ἔρεβος — La permanenza dell’oscuro
Ciò che la struttura genealogica dei versi esiodei consente di pensare — e che la filosofia occidentale, nella sua lunga fedeltà alle metafisiche della luce, non ha quasi mai voluto raccogliere — è che l’oscurità non sia privazione, non sia στέρησις del chiaro, non sia l’assenza da cui la luce ci riscatta, ma il grembo da cui la luce discende per generazione diretta. Il Giorno non è l’altro della Notte: è sua figlia. L’Etere non è il contrario dell’Ἔρεβος: è la sua prole. Chi vuole la luce senza riconoscere l’oscurità da cui viene, onora un fantasma; chi teme l’oscurità come semplice negatività, teme la propria origine.
Παρθενογένεσις — Generare senza l'altro
La transizione dalla custodia all'esposizione non è un atto di volontà, è il momento in cui ciò che è in gestazione ha raggiunto una forma sufficientemente stabile per reggere il confronto con il mondo. Non una forma definitiva, ma una forma che non viene distrutta dall'incontro.
La stirpe di ΧΑΟΣ
La tentazione è di addomesticare questa stirpe, di tradurla in allegoria morale o in catalogo di psicopatologie. Ma Esiodo non allegorizza, non nel senso in cui allegorizzeranno i commentatori posteriori, nomina. E ogni nome che pronuncia è un volto dell’ineliminabile, non il contrario dell’ordine, ma ciò senza cui nessun ordine sarebbe necessario, ciò che dà all’ordine la sua urgenza e il suo tremore. Scendere nella stirpe di Χάος (Cháos) significa accettare che il primo gesto del cosmo non fu un atto d’amore ma un aprirsi senza ragione, e che da quell’apertura sorse una notte che ancora genera, senza padre e senza fine.
ΑΡΧΙΤΕΚΤΟΝΙΚΗ ΤΟΥ ΠΡΩΤΑΡΧΙΚΟΥ - Architettura del Primordiale
Questo ciclo è nato da una convinzione: che fosse necessario ritornare alla radice, non per nostalgia, ma per ritendersi prima di scoccare la freccia. La parola «caos» ridotta a sinonimo di disordine, la parola «eros» appiattita su sentimento, la parola «necessità» confusa con costrizione, la parola «terra» trasformata in risorsa da sfruttare, dietro ciascuna di queste riduzioni c’era una Potenza dimenticata, e la dimenticanza non era innocente. Ogni parola maltrattata è una Potenza che non viene più riconosciuta; e ogni Potenza che non viene più riconosciuta non cessa di agire, agisce al buio, senza nome, senza il contenimento che il riconoscimento offre.
Ἔρως
ΤΑΡΤΑΡΟΣ — L'abisso
ΓΑΙΑ — Il fondamento
Gaia insegna che il fondamento autentico include la possibilità del terremoto. Che la terra che sorregge è la stessa che può spaccarsi, e deve spaccarsi, quando ciò che è stato costruito su di essa diventa prigione.
ΧΑΟΣ. Lo spalancamento
La domanda che Χάος pone all’uomo contemporaneo non è una domanda alla quale si possa rispondere con un programma o un metodo. È una domanda anteriore a ogni programma: sei ancora capace di fare spazio? Di spalancarti, come la voragine si spalancò prima di tutto? Di accogliere il vuoto non come difetto ma come condizione? Di sostare nella notte senza accendere lo schermo?
ΓΕΝΕΣΙΣ - Il venire all'Essere
L’individuo moderno non «viene all’essere» secondo una φύσις propria. Viene prodotto da istituzioni, sistemi, tecniche. La scuola «produce» diplomati; l’università «produce» laureati; il mercato del lavoro «produce» professionisti; i media «producono» consumatori. Il vocabolario non è neutro.
Supereroi e supereroine dell'antichità
I personaggi mitologici sono i primi “supereroi e supereroine” della storia e per questo piaceranno ai bambini e alle bambine. Anche se i miti, di certo, non nascono per loro, è un bene che li conoscano attraverso una narrazione che, facendo uso di un linguaggio più semplice e adatto a loro, ne faciliti la comprensione ed eviti tutti quei particolari più crudi e violenti.