NOVITA'[1387]
“Io sono l’eco, tu sei l’origine” *
Dalle immagini di un film visionario, agli effetti che le moderne tecnologie producono nelle nostre vite. Di fronte allo strapotere di un pugno di aziende che gestiscono risorse economiche e tecnologie in misura inimmaginabile anche solo in un recente passato, è comprensibile e anche molto umano osservare con passivo disincanto il corso degli eventi, considerando inevitabile quanto accade. Eppure, è proprio nell’idea racchiusa in quella parola - inevitabile - che si cela il rischio di diventare inconsapevolmente complici di un disegno che nulla si cura di quanto accade alle nostre vite. Siamo tutti disposti a definire pazzi gli ideologi del transumanesimo, meno attenti a chiederci se in qualche modo non stiamo contribuendo a questa deriva. Una lunga riflessione e un invito a non abbandonare mai la curiosità, lo spirito critico, la libertà di pensare, a dispetto degli eventi.
Dall’occhio umano alla visione artificiale (POV #09)
Trevor Paglen e Lev Manovich: L’immagine può ancora dirsi un’esperienza umana o, con l’AI, la cultura visiva sta assumendo forme che prescindono dal nostro sguardo? La storia dell’immagine non si conclude con la fotografia. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, miliardi di immagini vengono generate, analizzate e archiviate senza alcun intervento o sguardo umano, non servono occhi per produrle, né spettatori per legittimarle. È su questo che si confrontano due voci autorevoli del dibattito contemporaneo: Trevor Paglen, artista e geografo che indaga le infrastrutture politico-militari della visione automatica, e Lev Manovich, teorico dei media digitali che interpreta l’immagine come dato, processo e linguaggio computazionale. Entrambi interrogano ciò che accade all’immagine quando il ruolo dell’osservatore umano non è più centrale, e a “guardare” sono soprattutto le macchine.
Il potere dell’immagine
Nell’epoca delle immagini generate dall’intelligenza artificiale, l’esperienza visiva si confronta con una realtà nuova, simulata, ma perfettamente credibile. Chi le genera non si limita a rappresentare il mondo, ma ne orienta la percezione, influenzando ciò che riconosciamo come vero e ciò in cui siamo disposti a credere. Qual è, oggi, la riflessione sul potere di chi produce immagini?