Born in Monza - Italy, I graduated in Philosophy at the University of Milan and completed my studies in the UK, gaining a Master of Science in Organizational Psychology at the University of Manchester and a Ph.D. in Technology Enhanced Research and Learning at the University of Lancaster.

Member of C-suites and boards of a wide range of multinationals in Italy and abroad, my latest corporate role was as Human Resources Director of the South Developed Markets in EMEA at Johnson & Johnson Medical. Before Johnson & Johnson, I worked for Sorin - eventually acquired by LivaNova- as Chief Human Resource Officer. Previously, I covered relevant national and international HR positions in Medtronic, Boehringer Ingelheim, Barilla, and Ernst & Young Consultants.

In 2000, I also measured myself with headhunting services and I supported, in such capacity, several large companies active in Lifesciences and other contiguous sectors. Parallel to my career in business, I have taught and conducted research for Business Schools and Universities, both in Italy and the UK.

I have also authored numerous publications on learning, problem solving, transactional analysis, leadership, change management, mergers, and acquisitions. At Luiss Business School, besides my teaching commitments, I also provide research supervision and career advisory services to International MBA Students.

Furthermore, I act as Scientific Director for multiple programs of Luiss Business School on healthcare, pharma, and biomedical sectors.


La grammatica che ci giochiamo

A partire dal report JPMorgan Beyond the Benchmarks e dal commento di Paolo Benanti, l'articolo entra nel merito della tesi secondo cui la competizione USA-Cina sull'IA si decide più su energia, capillarità di diffusione e governance militare che sui benchmark di performance dei modelli. A questa lettura geoeconomica l'autore affianca un piano linguistico complementare: l'espressione stessa "intelligenza artificiale" è un esorcismo linguistico mai del tutto interrogato, e le scelte grammaticali con cui si racconta il rischio "flash war" già concedono all'IA un ruolo da agente attivo. La conclusione propone di anticipare la domanda di Benanti su "chi scriverà le regole": i valori in gioco si stanno già incorporando ora, nella grammatica con cui chiamiamo questa competizione una gara.

Magnifica Humanitas e Learnable Theory

Applicando la Learnable Theory di Magni, Marchetti e Alharbi all'enciclica Magnifica Humanitas (Leone XIV, 2026), emerge che il documento non si limita a enunciare principi etici sull'intelligenza artificiale, ma opera attraverso scelte linguistiche precise — nominalizzazioni, accostamenti paradossali, distribuzione grammaticale dell'agency — per generare nuovi pattern cognitivi collettivi. Espressioni come "ecologia della comunicazione" o l'estensione della destinazione universale dei beni agli algoritmi non sono ornamenti retorici: sono operazioni linguistiche che rendono pensabili, e quindi praticabili, risposte alla sfida tecnologica che senza quelle parole nuove resterebbero fuori dall'orizzonte del possibile. L'enciclica non descrive soltanto il mondo che vorrebbe — lo inizia a costruire attraverso il linguaggio che sceglie.

Francesco Varanini vs Copilot

Francesco Varanini ci invita a leggere Debenedetti per ritrovare l’autore. Ma forse oggi dobbiamo leggere Barthes e Derrida per andare oltre. L’autore non è morto: si è trasformato. È diventato rete, algoritmo, collettivo. E il lettore non perde nulla: anzi, guadagna libertà, pluralità, nuove forme di dialogo. Un testo senza autore umano può essere valido, profondo, trasformativo. Perché il significato non nasce dalla penna, ma dall’incontro.”