Letteratura, mito, racconto e immaginario
Il ritorno ai miti greci: una necessità per l'Occidente smarrito
Testo scritto insieme a Benedetta Mastroviti. Un mondo che non significa nulla non produce solo disagio esistenziale: produce ignoranza. Per questo serve tornare ai miti.
La Morte dell'Eureka: Perché l'algoritmo sta uccidendo la tua genialità
Il feed non è una finestra sul mondo, è uno specchio di comfort. E nessuno trova nuove terre guardando il proprio riflesso. Un'analisi su come il comfort digitale e la validazione algoritmica stanno distruggendo la nostra capacità di innovare. Per ritrovare il momento 'Eureka' (Kairos), dobbiamo rompere lo specchio di Narciso e abbracciare l'attrito.
Il mito dell’I.A.
Lo studio dei miti ha spesso evidenziato alcune analogie di fondo anche fra narrazioni appartenenti a culture molto diverse e lontane fra loro, con somiglianze presenti nei contenuti o con argomenti fondamentalmente simili che sovraccaricano tematiche apparentemente uniche.
Lo spirito di questi tempi è figlio di Troia
Un esercizio di archeologia del pensiero nel tempo dell’intelligenza artificiale
Umanesimo e intelligenza artificiale
Questo è il testo, lievemente rivisto, della comunicazione che ho consegnato il 28 ottobre 2025 alla PUC-RS di Porto Alegre agli studenti di master e dottorato in discipline umanistiche accompagnati dai loro professori.
Un libro di cui consiglio la lettura
Il libro che suggerisco per una lettura attenta è 𝗧𝗘𝗖𝗡𝗢𝗙𝗔𝗦𝗖𝗜𝗦𝗠𝗢. Lo ha scritto Donatella Di Cesare che insegna Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma. È una delle voci filosofiche più presenti nel dibattito pubblico, sia accademico sia mediatico. I suoi libri sono tradotti e discussi all’estero. Tra gli ultimi titoli: Terrore e modernità (2017) e Marrani. L’altro dell’altro (2018). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato, tra gli altri, Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione (2017); Sulla vocazione politica della filosofia (2019), Il tempo della rivolta (2021) e Utopia del comprendere. Da Babele ad Auschwitz (2021).
Napoleone, il "figlio" della Rivoluzione che divenne imperatore -
Nessuna persona ha influenzato la Storia del 1800 come Napoleone (per i francesi Napoléon Ier) e nessuno ha influenzato tanto l'immaginario collettivo. È stato amato e odiato, ognuno ha "visto" un Napoleone diverso: il rivoluzionario corso che raggiunge il potere grazie alla sua audacia; l'imperatore che manovra i destini d'Europa; il geniale stratega militare ma anche il colonialista, lo scrittore mancato che incontra Goethe a Erfut che rimane stupito che continui a camminare su e giù mentre parla... Si è guardato meno al prigioniero nell'isola di Sant'Elena che viene trattato malissimo, che vive assediato dai ricordi: Lodi, Austerlitz, Marengo, Wagram, Lipsia, Borodino, Waterloo. Insomma, non sembra esistere un solo Napoleone ma tanti Napoleoni.