Il ritorno del conflitto

Dalla fine della Guerra Fredda, l'ordine liberale ha eroso sistematicamente tutti quei corpi intermedi (sindacati, chiese, governi locali, associazioni professionali) che per secoli avevano fatto da cuscinetto tra individuo e potere. Il risultato non è stato l'individuo libero e cosmopolita promesso dall'ideologia, ma una società atomizzata in cui il conflitto politico è diventato totale, il divario tra élite e masse incolmabile, e il capro espiatorio una pratica industrializzata dai social media. Attraverso una rilettura atipica di Schmitt, Strauss e Girard, il saggio che segue mostra come il globalismo non ha superato le dinamiche più oscure della condizione umana, quanto semplicemente liberate dai contenitori che le tenevano a bada.

Da gendarme del mondo a pirata, a sconfitto!

Domani scade l’ennesimo ultimatum all’Iran, chiesto da un presidente Trump che ha dichiarato di volere riportare l’Iran (la Persia) all’età della pietra. Peccato che non si rifletta come l’età della pietra rischia di allargarsi ben oltre i confini persiani e danneggiare tutti, compresa la sonnolenta, impreparata e pavida Europa.

Sun Tzu nell'orbita bassa. Una guerra che dura da sessant'anni.

Sto leggendo due libri di Paul Szymanski. Appartengono entrambi alla serie Battle Beyond – Fighting Space Wars!, sono autopubblicati su Amazon e disponibili solo in inglese. Il primo, Memories of the Last of the Original Space Warfighters: 50+ Years Fighting Space Wars!, restituisce in registro memorialistico cinquant'anni di esperienza operativa al massimo livello della dottrina americana sulla guerra spaziale. Il secondo, The Battle Beyond – Fighting and Winning the Coming War in Space – Sun Tzu and the Art of War Applied to Space War, Volume 1, ha carattere dottrinario: applica i principi del Bingfa di Sun Tzu, composto in Cina fra il V e il IV secolo a.C., alle condizioni operative del teatro orbitale contemporaneo, e ne deriva settecentoquaranta strategie.