A former business manager, philosopher and technologist, he is the founder of SoloTablet (www.solotablet.it), a Web project that since 2010 has promoted critical reflection on technology and its effects, aimed at (Techno)awareness, knowledge and responsibility. An expert in marketing, communication and management, he has worked in managerial and executive roles in Italian and in multinational companies with international responsibilities. Focused on innovation, he has implemented programs aimed at change and innovation, increasing the strategic value of the company's relational capital and customer loyalty, through cutting-edge technologies and innovative approaches. Journalist and storyteller, author of twenty-two books, trainer, speaker at conferences, seminars and conventions. He is an expert in the Internet, social networking, collaborative environments on the network and social network analysis tools. Always available to discuss and dialogue. STULTIFERA NAVIS co-founder.
Oltre il postumano computazionale di N. Katherine Hayles
Questo testo sta dentro la sfida umanistica, culturale e filosofica posta da una tecnologia che con lโIntelligenza Artificiale ha creato una nuova frontiera, quella di macchine intelligenti capaci di pensare e di toglierci sempre piรน spazi di autonomia cognitiva e decisionale. Lโidea di questo testo รจ nata dalla lettura dei testi che ๐๐๐ญ๐ฌ๐จ๐ง ๐๐ฐ๐๐ง sta pubblicando sulla ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ di cui รจ Autore fin dal varo della nave. Leggendo Owen mi รจ capitato di interrogarmi spesso sul perchรฉ sia un fan cosรฌ poco critico del lavoro di Katherine Hayles, unโautrice, teorica e critica letteraria, da me frequentata in passato leggendo alcuni suoi libri, tra i quali How We Became Posthuman: Virtual Bodies in Cybernetics, Literature, and Informatics. Owen la cita in ogni suo testo, noncurante della sua โfuria iconoclasta contro la persona come sede del flusso di coscienzaโ, la cita al punto da avermi convinto a studiare meglio questa autrice dalla quale mi separano idee diverse sul futuro della specie umana sulla terra e sul postumanesimo. Per scrivere questo testo mi sono semplicemente messo a navigare tra gli scaffali della mia libreria per estrarre tutti o quasi i testi da me letti di autori (Lanier, Stiegler, Morozov, Zuboff, ecc.) che con la Hayles hanno sempre avuto una posizione critica. Il risultato รจ un testo che mi ha permesso di evidenziare ciรฒ che mi separa dal pensiero della Hayles e quindi anche dellโamico Matson Owen.
Prima che sia troppo tardi: fermiamo lโIA!
Tra scenari immaginati (ma nemmeno troppo) e prove scientifiche, un appello urgente ad agire prima che sia troppo tardi.
Una poesia di Tommaso Campanella, perfetta per i nostri tempi!
O subiamo i nostri tempi o sappiamo guardare alle cose che non vanno e chiediamo di parlarne. Una poesia di Tommaso Campanella, che con Bernardino Telesio ci ha offerto lezioni di morale in un tempo di grande decadenza intellettuale, morale e politica, il Seicento. Un tempo che non sembra dissimile dal nostro.
Catastrofe come diagnosi condivisa
Convergenze inattese tra Yudkowsky/Soares e Sadin Un contributo di riflessione per mettere a confronto due diagnosi dei rischi associati allโevoluzione attuale dellโintelligenza artificiale che sembrano, a una prima lettura, irriducibili l'una all'altra: quella di Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, sviluppata nel volume If Anyone Builds It, Everyone Dies (2025), e quella di รric Sadin, elaborata in Le Dรฉsert de nous-mรชmes (2025). Al di lร delle differenze metodologiche e disciplinari, che sono reali e non vanno minimizzate, i due approcci sembrano converfere su tre nodi fondamentali: 1] la struttura dell'allarme come kairos negativo, 2] la critica della complicitร passiva delle istituzioni e della comunitร scientifica, 3] il riorientamento del problema dall'ambito tecnico a quello antropologico. Tale convergenza non รจ casuale, rivela la presenza di una preoccupazione di fondo condivisa riguardo alla capacitร dell'umano di comprendere e governare ciรฒ che produce.
Corrompere i giovani
Giovani ribelli, rivoluzionari, e anziani coriacei e critici, hanno oggi il bisogno di trovare forme militanti di ribellione con lโobiettivo di contrastare la narrazione dominante, che li vorrebbe eternamente giovani e passivi, disorientati e โinterminabilmente privi di ogni marca di esistenza positivaโ. La collaborazione tra anziani e giovani deve nascere dalla comune percezione di trovarsi sulla soglia di un nuovo mondo, dentro una crisi dalla quale gli scenari futuri che potrebbero presentarsi romperanno ogni residuale collegamento con le tradizioni millenarie passate.
Investire sul benessere psicobiologico dei bambini
Prepararsi a (morire) invecchiare
โEntrarono nella camera, si spogliarono e quel che era scritto cha sarebbe accaduto, infine accadde, e unโaltra volta, e unโaltra ancora. Lui si addormentรฒ, lei no. Allora lei, la morte, si alzรฒ, aprรฌ la borsetta che aveva lasciato in salotto e prese la lettera coloro viola. Si guardรฒ intorno come se stesse cercando un posto dove lasciarla [โฆ] non lo fece. Andรฒ in cucina, accese un fiammifero, un umile fiammifero, lei che avrebbe potuto distruggere il foglio di carta con lo sguardo, ridurlo a una polvere impalpabile [โฆ] invece era il fiammifero di tutti i giorni che faceva bruciare la lettera della morte, quella lettera che solo la morte poteva distruggere. Non rimasero neanche le ceneri. La morte tornรฒ a letto, si abbracciรฒ allโuomo e, senza ben capire quel che le stava succedendo, lei, che non dormiva mai, sentรฌ che il sonno le faceva calare dolcemente le palpebre. Il giorno dopo non morรฌ nessunoโ.
Pratiche umaniste di resistenza
Un testo tratto dal mio ultimo libro ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ -๐๐ซ๐๐ญ๐ข๐๐ก๐ ๐ฎ๐ฆ๐๐ง๐ข๐ฌ๐ญ๐ ๐ฉ๐๐ซ ๐ซ๐๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐๐ซ๐ ๐๐ฅ ๐๐๐ญ๐๐ฏ๐๐ซ๐ฌ๐จ. Siamo tutti testimoni, nostro malgrado, di una rivoluzione tecnologica che con la pretesa di digitalizzare la vita, riducendola a semplici algoritmi, ci sta cambiando dentro, in qualche modo ibridizzando, automatizzando e robotizzando. Ha cambiato il mondo e come lo percepiamo, come pensiamo e come comunichiamo, convincendoci che tutto sia informazione.
Costruire un nuovo umanesimo
Abbracciare un nuovo umanesimo puรฒ trasformare tutti in costruttori di utopie capaci quindi di immaginare e dare forma a nuovi mondi verso i quali dirigersi, lasciandosi indietro un tecno-mondo diventato acquario trasparente, riflettente la realtร grigia e triste che lo racconta, portatrice di solitudini e infelicitร , ma soprattutto impossibilitata a soddisfare i bisogni reali delle persone che lo frequentano. Il disincanto crescente che interessa un numero crescente di persone รจ foriero di grandi cambiamenti, ma prima bisogna partecipare alla battaglia culturale che serve per alzare lo sguardo dagli schermi e immaginarsi territori utopici nei quali trasferirsi, non da soli ma insieme a molti altri.
Viviamo dentro un ologramma globale?
Ciรฒ che sta succedendo in Medio Oriente in questi giorni non รจ che lโultima espressione di una realtร che ci appare e ci viene raccontata nella sua espressione finale, ma che in realtร รจ il risultato emergente che racchiude in sรฉ tutti i possibili e le altre possibilitร che sono andate perse quando lo stato emergente รจ diventato quello finale.
Melanconia
Il continente senza qualitร .
La codardia e il servilismo dellโEuropa di questi tempi sono vergognosi. Il fastidio maggiore รจ determinato dal silenzio di leader europei e vertici delle istituzioni che non fanno alcuna dichiarazione sulle violazioni del diritto internazionale e si allineano, genuflessi e in silenzio, a sostegno di una nuova guerra illegale e irresponsabile. Il silenzio รจ tanto piรน rumoroso quanto piรน รจ evidente lโassenza di qualsiasi strategia dietro le scelte del presidente americano, probabilmente piรน interessato a mettere a tacere i media sul caso Epstein che a risolvere realmente i problemi del Medio Oriente.
Accelerazione, alienazione e risonanza
Accelerazione e alienazione. Per una teoria critica nella tarda modernitร , Una riflessione critica sul libro di Hartmut Rosa
Come andare avanti: speranza o coraggio?
Quando scrivo, il concetto sul quale mi soffermo spesso รจ quello della crisi. Nulla di casuale, anzi molto di contingente, visto che nella crisi ci troviamo tutti. Non tutti ne hanno piena consapevolezza, molti la esorcizzano rimuovendola, alcuni ne hanno giร accettato un esito apocalittico e per questo parlano di collasso di una civiltร in atto. Tutti gli altri fingono di non sapere e accettano le narrazioni che la negano parlando dโaltro (gli umani sono sempre stati bravi nella fugaโฆ)!
Una provocazione intellettuale
Viviamo dentro la complessitร , fatta di interdipendenze di tutto con tutto. Questa interdipendenza, globale e planetaria, รจ stata accelerata dalla tecnologia che ci ha dato lโillusione di poter progredire allโinfinito, anche a scapito della natura, ritenuta ormai parte integrante dellโantroposfera.
Scrivere, continuare a scrivere
Non si scrive sempre per farsi leggere, si scrive e basta, perchรฉ se non lo si facesse si sarebbe un poโ piรน infelici.
Tempi di crisi, tempi filosofici
Viviamo tempi filosofici, oltre che molto tecnologici e digitali. Filosofici lo sono perchรฉ siamo dentro una grande crisi che contiene una infinitร di crisi emergenti. Forse prevedibili ma che non riusciamo piรน a comprendere, affrontare e superare con concetti, formule, modelli e teorie (nebbie) universali tradizionali varie.
Dicono di lei e delle sue poesie
Due recensioni sui libri di Lavinia Capogna, autrice della Stultiferanavis. La prima รจ di Silvia Lanzi e recensisce il romanzo Il giovane senza nome. La seconda รจ di Marina Caracciolo.
Lo zucchero e il veleno
Sulla filosofia come placebo e sul pensiero che non consola
La vita emotiva sotto metrica: come le piattaforme digitali hanno reso le emozioni computabili
Le piattaforme digitali hanno operato una trasformazione radicale della vita emotiva attraverso l'introduzione di metriche quantificabili (likes/MiPiace, reazioni e interazioni, emoji, commenti, ecc.). Questo breve saggio prova ad analizzare come tali metriche non si limitino a misurare emozioni preesistenti ma le trasformino ontologicamente, (ri)creandole, rendendole discrete, computabili, estrattive, e funzionali all'accumulazione capitalistica. Attraverso l'analisi del caso Linkedin, si mostra come anche le emozioni professionali siano state colonizzate dal paradigma metrico. Infine, si discute il progetto Stultifera Navis come tentativo di resistenza attraverso l'abolizione radicale delle metriche affettive.