Sono un illustratore e editore di fantascienza che oggi lavora su un altro fronte: il potere cognitivo delle infrastrutture algoritmiche. Da oltre vent’anni costruisco mondi: prima nella narrativa e nelle immagini, oggi nell’analisi del modo in cui l’AI sta diventando una forma di governance privata del significato.

Non mi occupo di “AI come tecnologia”, ma di chi la usa per definire ciò che è visibile, pensabile e dicibile nello spazio pubblico. La mia produzione recente (articoli, post, manifesti testuali) è focalizzata su: – sovranità cognitiva europea – governance privata del significato – neutralizzazione pratica dei diritti (GDPR, AI Act) tramite contesto industriale – narrazioni critiche sull’AI come infrastruttura politica, non gadget.

Continuo a lavorare come illustratore e editore di fantascienza (Rotwang Studio ed Edizioni Scudo che ho fondato), ma metto questa esperienza immaginativa al servizio della lettura del presente: non per abbellirlo, ma per renderlo leggibile.

Sono interessato solo a contesti in cui queste analisi servono davvero: giornalismo, ricerca, consulenza strategica, governance dell’AI, cultura critica.


Distruggete queste IA e fatele sparire per sempre assieme a chi le ha fatte?

Dai telai del 1811 ai modelli linguistici del 2024: il conflitto non è mai stato con la tecnologia, ma con ciò che erode del nostro modo di pensare. L’AI non prende decisioni al posto nostro: modella il terreno cognitivo su cui le prendiamo. Una riflessione sulla colonizzazione silenziosa del linguaggio, sul pensiero che si adatta al frame della macchina, e su ciò che rischiamo di perdere mentre tutto diventa più efficiente, più scalabile, meno umano.

Il tecnofascismo di Peter Thiel, Palantir e il potere infrastrutturale delle Big Tech

Peter Thiel ha tenuto conferenze segrete a Roma dal 15 al 18 marzo 2026. Ha scritto pubblicamente che "libertà e democrazia non sono più compatibili". Palantir ha contratti con istituzioni italiane. I partiti democratici italiani hanno taciuto. Un'analisi del tecnofascismo come potere infrastrutturale e del silenzio complice della politica democratica europea.

Come vi rovino l’ultima illusione di Sanremo: Il Festival come asset industriale integrato

Sanremo non è un festival, è un asset industriale. L'egemonia di Friends & Partners. Il monopolio che nessuno tocca. La fine dell'illusione Sanremo 2026: 186 milioni di fatturato, 18 Big su 30 nella stessa scuderia, un unico proprietario per artisti, biglietti e venue. L'inchiesta che svela il monopolio culturale di Friends & Partners/CTS Eventim e la sua neutralizzazione politica. Benvenuti nel negozio monomarca della musica italiana.