Babele o una città abitabile?

Si è parlato molto dell'enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV dalla sua pubblicazione, spesso riducendola a un testo sull'AI. Leggendola, ho avuto invece la sensazione che la domanda centrale fosse un'altra. Non riguarda le macchine. Riguarda noi. Come possiamo restare umani mentre la nostra potenza tecnologica cresce più velocemente della nostra maturità morale? Ho provato a mettermi in dialogo con l'enciclica perché mi ha colpito come due percorsi così diversi – uno radicato nella Dottrina sociale della Chiesa, l'altro, il mio laico, ecologista e sociologicamente orientato – arrivino a interrogarsi sugli stessi nodi: la dignità della persona, il senso del limite, il lavoro, la tecnologia, la verità, la cooperazione, la fragilità, la pace. Ne è nato un articolo che attraversa l'enciclica punto per punto, cercando di mostrare dove questi due sguardi si incontrano e dove, invece, mantengono la propria specificità. Credo che oggi abbiamo bisogno di meno contrapposizioni ideologiche e più dialoghi tra visioni diverse che condividono la stessa preoccupazione per il futuro dell'umano.

Spegnere Anthropic: il proibizionismo che non serve a nessuno.

L'ordine perentorio con cui sono stati sospesi i modelli Ai di Anthropic, Fables e Mythos 5 ha rivelato due facce di un pericoloso proibizionismo. Da un lato la solita routine di chi dietro il concetto di sicurezza vede catastrofi imminenti e pretende di fermare tutto, mentre, più inquietante, chi esercita il potere sembra volerlo fare secondo logiche impositive in dispregio del libero mercato per stabilire sopra tutto chi comanda.

Distruggete queste IA e fatele sparire per sempre assieme a chi le ha fatte?

Dai telai del 1811 ai modelli linguistici del 2024: il conflitto non è mai stato con la tecnologia, ma con ciò che erode del nostro modo di pensare. L’AI non prende decisioni al posto nostro: modella il terreno cognitivo su cui le prendiamo. Una riflessione sulla colonizzazione silenziosa del linguaggio, sul pensiero che si adatta al frame della macchina, e su ciò che rischiamo di perdere mentre tutto diventa più efficiente, più scalabile, meno umano.

L'eclissi del gesto: dalla danza del pollice al regno degli agenti

Dalla lettera scritta a mano al ‘ghostwriting’ degli agenti: la scrittura contemporanea sta cambiando natura, corpo e responsabilità. OpenClaw non è solo un nuovo strumento, ma un salto di paradigma: dall’atto di tracciare segni al gesto di dare istruzioni, fino alla delega dell’intero processo. In questo passaggio rischiamo un debito cognitivo e una perdita di giudizio, proprio mentre la grafia – lenta, imperfetta, visibile – torna a essere una piccola forma di sovranità.