NOVITA'[2511]
Breve anatomia di una transizione storica
Prima o poi dovremo assumerci la responsabilità , specialmente come Europa, e dovremo fare i conti con il fatto che la globalizzazione non costituiva il punto di arrivo della storia ma, invece, il prodotto di una particolare configurazione geopolitica; venuta meno questa configurazione, la storia torna a manifestarsi nella sua forma più autentica ovvero come competizione tra interessi, identità, culture e visioni del mondo differenti.
Il Primo Maggio nel tempo che cambia
Una riflessione sul lavoro che cambia e sulla distanza crescente tra realtà e strumenti per comprenderla. Un tentativo di tenere insieme scuola, economia e società senza semplificazioni.
Vita, morte e miracoli della globalizzazione
Nel mio piccolo difendo l’umano perché questo mi interessa. Sono un umanista, non faccio politica. Un umanista convinto, anche se questa parola sembra quasi essere diventata una parolaccia al giorno d’oggi. Nelle mie opere letterarie parlo dell’essere umano a tutto tondo. Ci dicono che con la tecnologia le distanze fra le persone si siano ridotte. Adesso sono tutti molto vicini. Sarà forse per questo che ci sono così tanti tamponamenti emotivi per evidente mancanza di rispetto, di empatia, di cura? La globalizzazione è un ordine economico, e come ogni ordine può essere combattuto e corretto. È giunta l’ora di combattere, non per rifiutare completamente la civiltà digitale, ma per trasformarla nella sua natura e ritrovare l’ideale umanista che motivava i primi utopisti alla nascita del digitale.