Architetti della disuguaglianza

Il newsmagazine 'Time' nomina 'Person of the Year' gli 'Architects of AI'. L'articolo che annuncia la nomina è in realtà una ambigua accettazione di una situazione economica e politica proiettata verso un incremento della forbice tra ricchezza e povertà. Dove la ricchezza è sempre più nelle mani di una ristretta élite di cui i tecno-scienziati sono la facciata esemplare. Più che dci 'Architetti dell'AI' si può dunque parlare di 'Architetti della disuguaglianza'.

Come va il mondo. I disagi del manager

In un quadro socio-economico e politico dominato dalla finanza speculativa, appare sempre più necessario un agire autonomo, anticongiunturale dei manager. Proprio per questo gli spazi di azione e le leve in mano ai manager sono ridotti e sviliti tramite indirizzi e controlli provenienti dalla finanza speculativa.

Enclosure of Knowledge Production: The Attempt at a Regime Purchase by Financial Capital

Viviamo in tempi molto difficili. La conoscenza e la sua produzione sono sottoposte a un duro attacco da parte del capitalismo liberale, che incentiva l'uso dell'astrazione statistica. L'astrazione statistica, nella forma della razionalità computazionale (IA), produce conoscenza probabilistica operativa. Ciò significa che la domanda che questo tipo di produzione di conoscenza ci pone – o il modo in cui rappresenta la scienza – non riguarda più cosa si debba dire o sapere oggettivamente. Ora la domanda è piuttosto cosa fare della conoscenza prodotta (da qui la conoscenza operativa). (Il saggio che segue è in lingua inglese)

L'etica oggi, in tempo di guerra. La lezione di Edward Bond

L’arte ha molto da insegnare: il libero sguardo dell’artista ci permette di osservare, per differenza, la miopia e la falsa coscienza dei politici, dei tecnici, degli imprenditori e dei manager. E anche la miopia di ognuno di noi. Il linguaggio dell’arte riguarda in modo speciale chi, in ambito aziendale, si trova a lavorare con le persone, e per le persone. Tra le arti, peculiare è il caso del teatro. L’analogia tra la scena teatrale e la scena sulla quale viviamo quotidianamente la nostra vita è evidente. Avendo in mente temi attualissimi: guerra, disagio sociale, senso di impotenza, neoliberismo, capitalismo finanziario, lasciamo la parola al drammaturgo inglese Edward Bond.

IL DONO

Grazie è tra le parole più comuni della nostra lingua; fa parte del vocabolario di base, è tra le prime parole insegnate ai bambini, elementare come mamma, papà, ciao… e poche altre, che costituiscono il nucleo di parole fondamentali della relazione. Tuttavia è parola che, osservo tra le pagine della mia memoria, sta perdendo campo, si dice di meno. Grazie è anche risposta reattiva, automatica: ricevo qualcosa – un oggetto, del denaro, un augurio – e dico (o dovrei dire) grazie.

Gentilezza, generosità e gratuità

Una proposta, una provocazione. Ecco l’incipit fornito da Carlo Mazzucchelli, che considero un compagno di viaggio “avanzato” in tutti i sensi: le sue camminate, i suoi viaggi, i suoi scritti, la sua cultura. La gentilezza, la generosità e sì, anche la gratuità che dimostra nel portare avanti progetti di spessore e soprattutto - e questo mi riguarda personalmente - nel non lasciarmi lungo la strada, non permettere che mi perda nello sconforto del deserto relazionale sempre più consolidato nel mondo che mi circonda.