Etica dell'IA e della tecnologia
Il fondamento valoriale della vita
Il benessere supremo si ottiene con un approccio Zen all’esistenza, con la piena consapevolezza che, vivendo completamente nel momento presente, si scioglie ogni legame al tempo passato e futuro, si comprende che la sofferenza è indotta dall’attività mentale e che si può vivere in modo sciolto e naturale nella spontaneità dell’attimo.
L’errore di fondo: l’IA è neutra (e non neutrale)
Il vero nodo, allora, non è se l’IA sia neutra in teoria, ma chi decide come viene progettata, implementata e governata. Perché è in quelle decisioni — spesso invisibili — che si gioca il futuro della nostra autonomia, della coesione sociale e della dignità umana.
Governance etica dell’AI e Risk Management ESG nel 2026
Come cambia la gestione del rischio nell’era della sostenibilità digitale ...
Quid est pretium? Ontologia del valore nelle organizzazioni digitali
L'invisibilità strutturale del valore e il paradosso metodologico dell'agilità.
La Nave degli Sciocchi: Quando mettere in dubbio l'efficienza ti rende un maniaco
La nostra vera libertà e il nostro peso impongono di rischiare il giudizio, nominare ciò che conta, decidere esplicitamente quali valori dovrebbero prevalere, invece di seguire ciecamente ovunque portino la "crescita del PIL" o la decantata "libertà personale". La sfida etica definitiva rimane: non se avere valori, ma quali e in quale ordine.
L'immoralità del "Non Moralizzare": Come le Business School ci deludono
"Le scuole di business non dovrebbero moralizzare. Il loro compito è insegnare management ed economia, non imporre valori. Le questioni morali appartengono alla coscienza privata—o, al massimo, agli elettivi di etica, non al curriculum di base."
Il monaco di vetro
Filosofia e pratica della trasparenza operativa nell'organizzazione contemporanea
Intervista ImPossibile a Friedrich Nietzsche (IIP #07)
L’AI e la morte di Dio (e dell’uomo) Quale potrebbe essere oggi la risposta di Friedrich W. Nietzsche di fronte alla rapida affermazione dell’Intelligenza Artificiale? Filosofo tedesco tra i più influenti del XIX secolo, Nietzsche (1844–1900) ha rappresentato un punto di svolta nel pensiero moderno, elaborando il concetto di superamento dell’uomo e denunciando la profonda crisi dei valori occidentali. Critico severo della morale convenzionale e “profeta” della figura del superuomo, Nietzsche ha messo in luce le illusioni dell’Occidente, proclamando la “morte di Dio” e il conseguente senso di vuoto che ne deriva.
L’eco e la risonanza. Sulla vanità digitale e la miseria del pensiero riflesso.
Tutti parlano, pochi ascoltano e quasi nessuno pensa. Sui social, l’intelligenza non serve: basta l’algoritmo giusto. Ogni citazione diventa trampolino, ogni riflessione pretesto, ogni nome un appiglio per scalare la gerarchia dell’attenzione. Dove un tempo si cercava il dialogo, oggi si collezionano “visualizzazioni” come trofei. E il sapere, ridotto a sfondo decorativo, serve solo a lucidare l’ego. Questo testo non è un lamento: è un piccolo esperimento antropologico sulla vanità digitale, quella che ci rende meschini non perché cattivi, ma perché disperati all’idea di non essere visti.
Ingegneria sociale: studio dei comportamenti individuali alla ricerca di vulnerabilità umane
Parliamo di sicurezza informatica e di nuove tecniche finalizzate a carpire informazioni da usare per pratiche illegali e criminali. Sono descritte come tecniche di ingegneria sociale (social engineering) perché si basano sullo studio dei comportamenti individuali online alla ricerca (footprinting) di dati, informazioni e potenziali vulnerabilità per poi sferrare l’attacco. Sono tecniche cresciute in parallelo con il rafforzamento dei sistemi informatici e del software che rendono sempre più complicati un attacco informatico. L’essere umano presenta al contrario molte debolezze che possono essere sfruttate da un ingegnere sociale a proprio vantaggio.
Riflessioni a latere
Non è più tempo di farsi accarezzare le orecchie ma di drizzarle e attivarle per resistere alle tante retoriche e narrazioni prometeiche in atto che non aiutano a comprendere la realtà, a capire quanto oggi la tecnologia, tanto decantata, potrebbe essere messa sotto scacco, come abbiamo tutti sperimentato durante la pandemia.