Che fare se la democrazia è assente. Ovvero: fiducia in sé stessi

Viviamo in tempi in cui la 'democrazia' appare un concetto astratto. Assente sulla scena politica ed economica. Privo di qualsiasi presa sulla realtà che viviamo quotidianamente. Sembra assente ogni democrazia nelle decisioni dei governanti. Sembra assente ogni 'democrazia' nella rete di relazioni che oggi disciplina i corpi e crea discorsi. Per scoprire spazi oggi praticabili nel complesso terreno sul quale oggi si esercita il potere, serve tornare a ricordare la storia delle idee e delle pratiche moderne riguardanti la libertà è l'azione civica. Jean-Jaques Rousseau, il conte Mirabeau, Wilhelm von Humboldt, John Stuart Mill, Percy Bysshe Shelley, Henry David Thoreau, Walt Whitman, Ralph Waldo Emerson ci accompagnano nel tentar di capire come non soccombere al dominio dei nuovi tiranni ed al dominio che oggi emana da macchine digitali oppressive.

Schiena diritta, dignità, etica, amore per la propria patria

Il titolo è riferito a Mark Carney, Primo Ministro del Canada e all’intervento da lui fatto al forum di Davos che sta facendo parlare mezzo mondo. Carney ha svelato l’ipocrisia delle relazioni internazionali, sottolineando la fine dell'ordine internazionale basato sulle regole e illustrando come il Canada si stia adattando, per costruire un'autonomia strategica pur mantenendo valori come i diritti umani e la sovranità.

Chi governa l’economia AI? (POV #20)

Yanis Varoufakivs e Mariana Mazzucato: tecno-feudalesimo vs Stato imprenditore. Quale sarà l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla nostra democrazia? Chi deve governare l’AI, lo Stato o il mercato? In questo articolo di POV sono a confronto le visioni di due importanti economisti contemporanei che si occupano in particolare degli aspetti di politica, economia e democrazia. Yanis Varoufakis interpreta l’AI come parte di una transizione verso un “tecno-feudalesimo”, dove pochi soggetti digitali esercitano un potere extra-statale, estraendo valore e sottraendolo alla sfera democratica. Mariana Mazzucato, al contrario, individua nello Stato l’unico soggetto in grado di orientare l’innovazione tecnologica attraverso missioni pubbliche, affinché i risultati dell’AI siano condivisi e messi al servizio del bene comune. Due approcci diversi - uno più conflittuale e orientato alla redistribuzione dal basso, l’altro più istituzionale e centrato sulla progettazione collettiva - che ci costringono a ripensare i fondamenti della democrazia economica nell’era algoritmica.

From Smith to Marx (Kark): Recovering a Political Economy

Between Adam Smith and Karl Marx lies not a chasm, but a dialectic—a historical arc that marks birth, betrayal, and critique of modern capitalism. Contrary to popular caricature, Marx didn't simply oppose Smith. He inherited him, transformed him, and exposed the contradictions Smith could not resolve. What most people miss is that both thinkers, in radically different ways, were engaged in the project of moral political economy—a vision now largely abandoned.

La patria a prezzo di saldo

La Groenlandia più che un’isola è un test: qui l’idea non è conquistare, ma pagare; non trattare con uno Stato, ma sedurre un popolo. Quando il denaro si offre come scorciatoia della storia, che cosa resta di una cittadinanza ridotta a cifra e convenienza?

Non si discute con le macchine. O la catastrofe morale dei computer scientist

L'esigenza primaria nell'azione politica e culturale oggi necessaria consiste nell'evitare di stare al gioco che impone a tutti di parlare con la macchina, di guardare alla macchina, di considerare centrale nella nostra vita l'interazione con la macchina. Ciò che è necessario oggi è l'abbandono di queste vie di fuga, ed il ritorno invece a guardare il faccia gli altri esseri umani senza mediazioni macchiniche. Il primo interlocutore con cui è necessario oggi parlare e discutere, lungi dall'essere una macchina, è un umanissimo essere: il creatore di queste macchine. Il computer scientist. Del suo operato dobbiamo discutere. Con lui dobbiamo discutere, richiamandolo alla responsabilità del suo agire.

Una teoria politica dell’AI: verso l’intelligenza collettiva

Questo articolo non pretende di offrire risposte definitive. Al contrario, vuole chiudersi con un impegno: trattare queste domande non come un esercizio teorico, ma come una necessità politica urgente. Perché se l’AI diventerà parte delle fondamenta della nostra vita collettiva, allora il modo in cui la progetteremo, la governeremo e la criticheremo determinerà non solo il futuro della tecnologia, ma il futuro stesso della democrazia.

Il senso umano del lavoro: una lettura della filosofia del lavoro di Massimiliano Pappalardo

Nel panorama contemporaneo, la riflessione sul lavoro spesso si concentra su aspetti economici e tecnologici, trascurando la dimensione esistenziale e umana dell’esperienza lavorativa. In questo contesto si inserisce la filosofia del lavoro di Massimiliano Pappalardo, filosofo italiano e saggista, che propone una visione in cui il lavoro è inteso come impresa del pensiero e luogo di realizzazione personale.

Capitalismo psicometrico: Quando i dati diventano identità

Quando Spotify assegna la tua età di ascolto, LinkedIn calcola il tuo coinvolgimento più vicino o ChatGPT ti nomina ricercatore attento ai dettagli, assistiamo alla fine dell'argomento moderno. L'individuo autonomo, interpretativo e autodeterminante viene sostituito da un "divisuale" algoritmico: una forma dati distribuita ottimizzata per la previsione e il controllo.

La politica del conflitto di Charles Tilly e Sidney Tarrow: una recensione

Una recensione la cui scrittura è servita a rielaborare e a comprendere meglio il quadro teorico e metodologico adottato dagli autori, per poi analizzare i concetti chiave e i contenuti principali dell'opera. Il testo contiene anche una valutazione critica dei punti di forza e dei limiti del libro, la cui rilevanza per gli studi contemporanei sulla politica rimangono comunque indiscussi