Aprile 2026
La sacralità come arma: dalla teologia dell'alleanza all'ideologia dell'espropriazione
Esiste un momento preciso in cui una tradizione religiosa smette di essere una struttura di senso e diventa uno strumento di potere. Il passaggio è raramente esplicito: procede per slittamenti successivi, per piccole sostituzioni lessicali, per riletture che mantengono intatta la superficie del testo sacro mentre ne alterano radicalmente la funzione. È un processo che ho imparato a riconoscere osservando le organizzazioni, dove il divario tra ciò che si dichiara e ciò che si pratica è spesso la variabile più informativa. Ma applicato alla tradizione teologica ebraica e al suo impiego da parte dell'attuale classe dirigente israeliana, questo divario assume proporzioni che riguardano direttamente la vita e la morte di intere popolazioni.
Quando l'antisemitismo diventa uno scudo
Opporsi fermamente alla violenza degli insediamenti, al blocco degli aiuti, alle uccisioni di massa di civili o alle strutture dell'apartheid significa giudicare uno stato e la sua ideologia—non odiare un popolo.
Fuoco, tecnologia, guerra
Nell’era in cui tutti ci siamo eletti a novelli Titani, capaci grazie alla tecnologia di sfidare gli Dei dei nostri tempi psico-malati, Prometeo, colui che regalò agli umani il fuoco, che Zeus non voleva dare loro, sembra vergognarsi del suo generoso gesto e provare dei rimorsi. Prometeo, che secondo l’etimologia usata da Esiodo era colui che sapeva prevedere, sembra oggi rendersi conto, vergognandosi, di non avere previsto nulla di ciò che sta succedendo. La Terra si è riempita di fuochi (guerre, combustioni da sottosuolo e mobilità, e non solo) che poco hanno a che fare con il Fuoco oggetto del suo dono. La saggezza che insieme al fuoco doveva servire a guidare lo spirito di iniziativa umano si è deteriorata fino a scomparire.
Origini dei conflitti e delle guerre
La repubblica proibisce severamente ogni manifestazione ed esaltazione dell’odio, nella gestione delle relazioni umane a tutti i livelli: interpersonali, familiari ed extrafamiliari, fra comunità diverse, tra religioni teologicamente lontane, tra gli stati di ogni ideologia e di ogni continente.
La guerra può risolvere i conflitti? Libri per riflettere sull'interrogativo
La guerra può risolvere i conflitti? O può solo allontanarli da noi? Forse la guerra può solo illuderci, facendoci credere di poter allontanare da noi conflitti esistenti in luoghi apparentemente lontani, ma anche in luoghi vicini, e dentro noi stessi. Gaston Bouthoul, Franco Fornari, Edward Bond ci aiutano a riflettere.
Risolvere i conflitti. O aggravarli.
La stupidità della guerra
Definisci bambino
Una mia poesia che nasce dalla sofferenza generata dalla tragedia umanitaria del genocidio in atto nella Striscia di Gaza, dove molti bambini stanno vivendo atrocità e perdite impensabili. La poesia nasce anche come reazione alla controversa frase pronunciata da Eyal Mizrahi, presidente della federazione Amici di Israele, durante un dibattito televisivo, in cui ha chiesto di "definire bambino" in riferimento ai bambini di Gaza. Questa domanda ha suscitato un forte dibattito e indignazione, con molte reazioni che hanno sottolineato come un bambino non debba essere definito o ridotto a numeri o categorie, ma semplicemente protetto come vita preziosa. Il testo si inserisce quindi in un dibattito ampio e acceso sulla guerra, sul genocidio in corso e sulla necessità di riconoscere e difendere l'umanità dei bambini in questa drammatica situazione.
Abbiamo paura di Trump?
Al margine del World Economic Forum, Trump ha lanciato il suo "Board of Peace", un club internazionale alternativo all'ONU. Vi aderiscono diversi paesi arabi (Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania Turchia, Indonesia, Qatar e Pakistan), insieme a Israele, Marocco, Bahrein, Ungheria, Armenia, Azerbaijan, Kazakhstan, Argentina e Bielorussia . L'Ungheria ha rotto il fronte europeo, mentre l’Italia si è detta "interessata". Sempre a Davos Jared Kushner ha poi presentato il "Master Plan" per Gaza: sicurezza, smilitarizzazione e un'economia "made in USA" fondata su turismo, trasporti ed energia. "Non c’è un piano B", ha detto, attribuendo ad Hamas la responsabilità di ogni possibile fallimento.
Il Tao infranto: Trump, l’Iran e l’arte (dimenticata) della guerra
C’è una cosa curiosa della guerra: quasi tutti citano L’arte della guerra di Sun Tzu, ma pochi sembrano averla letta davvero. Un’analisi dell’operazione “Epic Fury” in relazione ai principi de “L’Arte della Guerra” di Sun Tsu
Da gendarme del mondo a pirata, a sconfitto!
Domani scade l’ennesimo ultimatum all’Iran, chiesto da un presidente Trump che ha dichiarato di volere riportare l’Iran (la Persia) all’età della pietra. Peccato che non si rifletta come l’età della pietra rischia di allargarsi ben oltre i confini persiani e danneggiare tutti, compresa la sonnolenta, impreparata e pavida Europa.
D/Istruzioni per l’uso
Stiamo assistendo all’uccisione in diretta della democrazia. Si è alla ricerca di strumenti di prevenzione a cominciare dall’abbecedario.
Addio alle armi: etica e origini del pensiero negoziale
È difficile stabilire il momento in cui gli esseri umani sono stati capaci di inventare uno strumento in grado di sostituire la guerra per risolvere i loro conflitti. Tracce in questa direzione si possono trovare nella storia di molte civiltà fin da tempi remoti. Eppure, l’arte della negoziazione fatica a liberarsi di un male antico che ha le sue radici proprio nella guerra. Per millenni gli esseri umani hanno risolto le loro contese, e continuano a farlo, attraverso la lotta, lo scontro fisico, la guerra, accettando di concedere, ed essere quindi disposti a mediare, solo se sconfitti. E questo spiega quanto sia difficile risolvere i conflitti, e quanto questo dipenda, non tanto dalla situazione, quanto dalla nostra disponibilità e capacità di pensare e agire in modo diverso.