Ho il privilegio di fare il mestiere che mi sono scelta e costruita nel tempo. Sono psicologa e psicoterapeuta del modello Funzionale, che è una Psicoterapia Corporea cosiddetta, ossia un approccio che guarda alla complessità e all'integrazione della persona: oltre che attraverso il "classico" colloquio, lavoro dunque attraverso il movimento, la respirazione, le posture, il contatto, le immaginazioni guidate... Svolgo dal 2003 l'attività clinica, a Imola, nel mio studio, che negli anni si è ampliato molto e ad oggi è un centro di psicologia e psicoterapia in cui collaborano altre cinque colleghe, di approcci teorici diversi, riuscendo così ad offrire molti servizi, dalla diagnosi all'intervento, al lavoro di rete multidisciplinare, per bambini, adolescenti, adulti, anziani, coppie, gruppi. Negli ultimi anni, riservo volentieri parte del mio tempo alle supervisioni per (giovani) collegh* (anche online qualora risiedano lontano). L'altra mia anima, oltre a quella di terapeuta, è da formatrice (soft-skills, CNV- comunicazione non violenta, relazione d'aiuto, genitorialità...) che negli ultimi anni svolgo principalmente per equipe socio-sanitarie, ma non solo, in generale collaboro con grande piacere con team che operano in contesti organizzativi aziendali (pubblici e privati) disponibili ad aprirsi verso certi temi che definisco "umani". La divulgazione psicologica è inoltre un mio impegno costante, che porto avanti con passione, attraverso la scrittura. Non saprei stare un solo giorno senza leggere e scrivere, lo faccio da sempre, da quando ne ho memoria. Negli ultimi anni, la scrittura si è anche integrata nella mia dimensione professionale, attraverso l'apertura del mio blog www.psycho2psycho.it e la pubblicazione dei miei libri che hanno avuto un inaspettato successo di vendite, ma anche di pubblico, durante le presentazioni: esperienze, queste dell'incontro, nell'ascolto, nello scambio, nel confronto, che mi danno sempre grande nutrimento e per cui mi sento sempre profondamente grata.

Il Centro di Ir-Recupero

Si rese conto che la libertà dei trasparenti era una condanna dolcissima. Poteva camminare nelle piazze, passare davanti alle guardie, persino sfiorare il viso di chi aveva amato, e nessuno avrebbe battuto ciglio. Era diventata come il vento: una forza che sposta le cose ma non possiede un corpo.