I am a theorist of the mind. I earned my university degree in Foreign Languages and Literatures at IULM, Milan, in 1989, under the supervision of Silvio Ceccato. I collaborated with the Laboratory for the Culture of the Artificial, directed by Massimo Negrotti at the University of Urbino, and served as a contract professor at the Faculty of Sociology of the same university. In 2002, I founded the research network www.mind-consciousness-language.com. In 2025, I launched Aletheia. A Journal of Literary and Linguistic Studies. Currently, I collaborate with the Open Research Unit for Business Leaders, directed by Luca Magni at LUISS Business School. I serve as Review Editor of Frontiers in Consciousness Research, as an editorial board member of the International Journal of Brain and Cognitive Sciences, and as a member of the IEEE Task Force on Towards Human-like Intelligence.
Dire senza dire. Non dire dicendo (I)
Emotion, Consciousness, and Attention
Emotions are a specific type of conscious experience that helps preserve the integrity of our self by guiding us toward actions that restore our state of equilibrium in response to unexpected or unusual events. Emotions accomplish this function by informing us that our self has entered a state of disequilibrium, indicating the nature of this disequilibrium (positive vs. negative, or pleasure vs. displeasure) and its intensity (strong or weak), signaling—through appraisal processes or some mechanisms of direct elicitation—that this disequilibrium has been caused by an object and typically identifying which object it is, and, finally, guiding us—by eliciting specific physiological responses and action tendencies—toward actions aimed at restoring the original equilibrium or establishing a new equilibrium acceptable for our self.
Dire senza dire. Non dire dicendo (II)
Il potere di una congiunzione
Dire senza dire. Non dire dicendo (III)
CERVELLI IN FUGA o CERVELLI IN SALVO?
Dire senza dire – Non dire, dicendo (IV)
DALL'ORIGINE: Un esempio di come le preposizioni possono servire sia a mostrare che a non-mostrare, e quindi sia a far pensare/capire che a non-far pensare/capire
Dire senza dire – Non dire, dicendo (V)
IL LATO OSCURO DEL PROVERBIO "IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE"
Dire senza dire. Non dire dicendo (VI)
OGNI TANTO, LE PUBBLICITÀ SANNO ESSERE TRASPARENTI!
Paul Valéry e le parole
Il rapporto tra linguaggio e pensiero è uno dei problemi più affascinanti della filosofia e della teoria della letteratura. Tra gli autori che hanno riflettuto con maggiore profondità su questa relazione vi è certamente Paul Valéry, poeta e saggista che nei suoi celebri Cahiers analizzò con straordinaria finezza il funzionamento della mente e il ruolo delle parole nella formazione del pensiero.
Rallentare il pensiero: il tempo del senso tra Bagaglia e Porotto
In un tempo dominato dalla velocità, il pensiero rischia di perdere profondità. La riflessione di Franco Bagaglia e la poesia “E dopo” di Raffaella Porotto convergono su un punto essenziale: solo rallentando e sostando negli intervalli del tempo può emergere il senso. Ciò che appare vuoto o inutile si rivela allora come lo spazio stesso della comprensione.
Elogio dell’errore: perché l’arte ci ricorda chi siamo
Viviamo in un tempo in cui, sempre più influenzati dall’AI, tendiamo a imitare il suo modo di scrivere: usiamo una scrittura lineare, levigata, senza inciampi, per sembrare professionali, per non essere giudicati, per non mostrare fragilità. Una lingua che non trema, non rischia, non si contraddice. È la tentazione di una comunicazione “perfetta”, priva di fratture. Ma questa perfezione è un inganno: non ci assomiglia.
Il cono d’ombra del linguaggio: come le parole plasmano e oscurano la realtà
Le parole non sono mai innocenti. Come osserva Carlo Mazzucchelli, “usate in modo improprio le parole diventano strumenti potenti per edulcorare la realtà, per manipolarla e nasconderla o per ricoprirla di una spessa polvere che rende impossibile riconoscerne la sua artificialità e provenienza”. In un contesto dominato da linguaggi semplificati, automatizzati e ripetuti, il rischio non è soltanto quello di dire il falso, ma qualcosa di più sottile: non vedere più ciò che le parole stesse contribuiscono a occultare.
Il bosco di plastica del linguaggio
Nel suo ultimo racconto Mille pagine, Gianluca Piattelli ci conduce in un bosco apparentemente naturale che nasconde, dietro l’illusione della vita, un mondo artificiale di plastica. Attraverso la storia di uno scrittore ingannato da un manoscritto generato dall’AI, il racconto mette in luce i dilemmi e i pericoli dell’intelligenza artificiale: la facilità con cui ci può ingannare, il rischio di confondere creatività e simulazione, e le conseguenze delle nostre ingenuità nel giudicare ciò che è artificiale. In his latest story Mille pagine, Gianluca Piattelli leads us into a seemingly natural forest that conceals, behind the illusion of life, an artificial, lifeless world of plastic. Through the story of a writer deceived by a manuscript generated by AI, the tale highlights the dilemmas and dangers of artificial intelligence: the ease with which it can mislead us, the risk of confusing creativity with simulation, and the consequences of our own naïveté in judging what is artificial.