Educazione, Lavoro, Organizzazione e Apprendimento
No other choice
Un film che solleva interrogativi potenti: come si sopravvive in una società il cui primo comandamento è estirpare ogni forma di solidarietà e moralità dai lavoratori? e perché continuiamo a desiderare di definirci attraverso il nostro lavoro anche quando è proprio questo a consumarci?
From Smith to Marx (Kark): Recovering a Political Economy
Between Adam Smith and Karl Marx lies not a chasm, but a dialectic—a historical arc that marks birth, betrayal, and critique of modern capitalism. Contrary to popular caricature, Marx didn't simply oppose Smith. He inherited him, transformed him, and exposed the contradictions Smith could not resolve. What most people miss is that both thinkers, in radically different ways, were engaged in the project of moral political economy—a vision now largely abandoned.
Seduti a un tavolo che si è spostato
Non stiamo uscendo di scena e non siamo stati cacciati dalla stanza, abbiamo continuato a parlare, a decidere, a lavorare, come se fossimo ancora a capotavola.
Digital Illusions: Technology as the quiet psychedelic of schooling
Digital technologies are, for today’s school, something like psychedelic mushrooms. They generate illusions that are utterly native to the school itself…
A Crying child in the family/school
....𝐰𝐨𝐧’𝐭 𝐛𝐞 𝐒𝐚𝐯𝐞𝐝 𝐛𝐲 𝐚 𝐜𝐡𝐚𝐭𝐛𝐨𝐭 = 𝐜𝐡𝐢𝐥𝐝𝐫𝐞𝐧 𝐚𝐬 𝐩𝐚𝐰𝐧𝐬 𝐨𝐟 𝐟𝐚𝐭𝐞
L'AI e il paradosso della competenza
In un’epoca dove molti promettono che la tecnologia penserà al posto nostro, la responsabilità di pensare bene resta irriducibilmente umana. Il paradosso dell’expertise è proprio questo: gli strumenti che dovrebbero liberarci dal pensiero richiedono più pensiero, non meno. Più disciplina, non meno. Più consapevolezza, non meno. La tecnologia amplifica. Ciò che viene amplificato dipende da ciò che si costruisce prima di incontrarla.in un’epoca dove molti promettono che la tecnologia penserà al posto nostro, la responsabilità di pensare bene resta irriducibilmente umana. Il paradosso dell’expertise è proprio questo: gli strumenti che dovrebbero liberarci dal pensiero richiedono più pensiero, non meno. Più disciplina, non meno. Più consapevolezza, non meno.
Hermes e l'educazione connessa.
Educazione come movimento, conoscenza come diritto: viaggio nell'SDG4 Nel mondo antico, Hermes era il messaggero degli dèi. Volava tra Olimpo e Terra con sandali alati, portando parole, intuizioni e transizioni. Era il dio della comunicazione, dei viaggi, dei commerci — ma anche delle soglie, dei passaggi, delle trasformazioni. Oggi, in un mondo digitale che corre più veloce della luce, Hermes torna a parlarci. E lo fa con ali di fibra ottica.
Il senso umano del lavoro: una lettura della filosofia del lavoro di Massimiliano Pappalardo
Nel panorama contemporaneo, la riflessione sul lavoro spesso si concentra su aspetti economici e tecnologici, trascurando la dimensione esistenziale e umana dell’esperienza lavorativa. In questo contesto si inserisce la filosofia del lavoro di Massimiliano Pappalardo, filosofo italiano e saggista, che propone una visione in cui il lavoro è inteso come impresa del pensiero e luogo di realizzazione personale.
Il Principe in Azienda: Lezioni Rinascimentali per la Governance del XXI Secolo
Lezioni Rinascimentali per la governance del XXI secolo 1 - di Luca Sesini e Beppe Carrella
Eleanor Rsync, o dell'equilibrio difficile
Come forse si riesce - ma non è facile né garantito
Quid est pretium? Ontologia del valore nelle organizzazioni digitali
L'invisibilità strutturale del valore e il paradosso metodologico dell'agilità.
Il lavoro che vogliamo
Il mondo di lavoro come lo conoscevamo non esiste più, perché il capitalismo finanziario ha preso il sopravvento. Lo scopo delle aziende non è più produrre beni o servizi, ma il profitto a tutti i costi e destinato a pochi. Il ruolo di manager cambia drasticamente. Si vuol far credere che l'azienda possa essere guidata solo da dati e dall'intelligenza artificiale, riducendo così l'azione autonoma dei manager. Mentre crescono anche i vincoli esterni, perché il potere si è spostato fuori dalle aziende. Ancora più difficile è la presenza delle donne nel management: lo stesso essere donne crea sempre più difficoltà ad essere ascoltate. Perché le donne spesso portano una visione coraggiosamente contrastante. Non pensiamo di cambiare tutto e subito, ma sappiamo che un cambiamento oggi può aprire spazi imprevedibili. Questa visione non viene solo dalla speranza, ma dalla consapevolezza della nostra forza. Gli argomenti esposti in questo documento saranno oggetto di discussione sabato 24 gennaio 2026, ore 10.30-13.30, presso la Libreria delle Donne, via Pietro Calvi, 29, Milano. Sarà anche possibile partecipare in streaming.
Perché l'introduzione acritica dell'intelligenza artificiale nelle scuole è un problema?
Le linee guida ministeriali parlano di "utilizzo etico", di "mitigazione dei rischi", ma questo linguaggio rischia di fare l'effetto della proverbiale foglia di fico, a nascondere le pudenda di un'operazione che non può per definizione essere etica, né mitigata in alcun modo nel momento in cui a portarla avanti è Big Tech. La professoressa Daniela Tafani ci aiuta a comprenderne le ragioni:
Ghost Workers in the AI Machine: U.S. Data Worker Big Tech’s Exploitation
Come ormai sempre accade nel mondo virtuale nel quale amiamo nuotare, pochi si interrogano sugli effetti e sulle conseguenze della diffusione delle nuove tecnologie, per come sono oggi pensate, realizzate, gestite e distribuite. Ciò sta accadendo anche con l’intelligenza artificiale, che richiede l’impiego di migliaia di esseri umani per garantire l’efficienza e l’efficacia che le viene richiesta. Pochi si sentono coinvolti dal lato oscuro delle IA caratterizzato da sfruttamento e bassi salari, delocalizzazioni selvagge e colonizzazione nei paesi più poveri. Mondo civile, intellettuali, mondo accademico, politica, ecc. dovrebbero riflettere e aprire dibattiti pubblici su una realtà di sfruttamento del lavoro e in un futuro prossimo venturo di disoccupazione di massa. Altro che sorti progressive e fantasmagorie varie della IA. La riflessione dovrebbe interessare sia i numerosi licenziamenti in corso, di cui non è responsabile la IA ma i proprietari delle aziende che licenziano dopo avere introdotto la IA in azienda, sia il fatto che per funzionare l’IA ha bisogno di una grande quantità di lavoro. Peccato che sia precarizzato, povero, sfruttato, per lo più in paesi poveri. Ma non solo, come il progetto qui segnalato racconta.
Il deserto di noi stessi: critica radicale all'intelligenza artificiale
Una recensione sull'ultimo libro di Éric Sadin, un autore che seguo da sempre. Il libro, "Le désert de nous-mêmes. Le tournant intellectuel et créatif de l'intelligence artificielle", è stato pubblicato in Francia da L'Échappée (2025). Non ancora disponibile le versione italiana.
La Trappola dell'Oracolo: Perché l'IA deve imparare a tacere
Non cercate la risposta perfetta. Cercate la domanda difficile. L'educazione del futuro non riguarda le risposte, ma la capacità di porre la domanda giusta. L'Occidente sta commettendo un errore fatale: usare l'IA come un Oracolo che fornisce risposte immediate, creando atrofia mentale. Questo articolo propone il "Progetto Socrate": un'architettura dove la tecnologia agisce come uno specchio per creare attrito cognitivo, non per eliminarlo. Una riflessione su come l'imperfezione biologica sia il nostro vero vantaggio competitivo.
Intervista ImPossibile a Karl Marx (IIP #14)
L’AI e il futuro del lavoro Come cambia il capitalismo nell’epoca dell’intelligenza artificiale? È da questa domanda che nasce l’idea di interrogare Karl Marx come strumento critico per leggere un presente in cui lavoro, potere e tecnologia si stanno trasformando con una rapidità senza precedenti. Marx è uno dei pensatori più influenti dell’età moderna perché ha analizzato con rigore il legame tra struttura economica e rapporti sociali. Secondo lui, la produzione materiale non è soltanto un’attività tecnica, ma il terreno su cui si modellano le istituzioni, le identità e le idee. È l’“essere sociale”, afferma, a determinare ciò che pensiamo e il modo in cui viviamo insieme. Questa prospettiva è particolarmente utile oggi, quando l’intelligenza artificiale riorganizza la produzione, misura il tempo, automatizza il lavoro, governa il flusso dei dati e ridisegna i rapporti di forza tra chi possiede le piattaforme e chi vi lavora dentro. La sua analisi delle classi sociali, della produzione di valore e delle dinamiche di potere permette di leggere l’AI non come una semplice innovazione tecnica, ma come una nuova fase del capitalismo, con conseguenze profonde su lavoro, diritti e democrazia. Questa intervista impossibile adotta il metodo di Marx per interrogarlo sull’intelligenza artificiale non come semplice innovazione tecnica, ma come forza sociale. L’obiettivo è capire che cosa l’AI produce nella struttura della società, quali rapporti di potere rafforza, quali forme di lavoro trasforma, quali disuguaglianze accentua o ridisegna.
JIRA contro il mondo: anatomia di una scelta che condiziona l'intera organizzazione per anni
La decisione di adottare un bug tracking system trascende la mera selezione tecnologica. Questa scelta vincola l'organizzazione per anni, condizionando i processi operativi quotidiani, determinando quali metriche saranno tracciabili e quali rimarranno invisibili, influenzando la curva di apprendimento dei nuovi assunti e il carico amministrativo sui team esistenti. JIRA si è affermato come standard de facto nelle organizzazioni enterprise, ma le alternative presentano compromessi specifici che possono risultare preferibili in contesti determinati. Comprendere questi compromessi richiede un'analisi che vada oltre le feature list commerciali per esaminare l'adeguatezza metodologica rispetto ai sette requisiti identificati nel precedente articolo.
Oltre lo strumento: come costruire una cultura della qualità che sopravvive ai tool
La domanda che ogni organizzazione si pone dopo aver esaminato gli strumenti disponibili è apparentemente pragmatica: quale bug tracking system dovremmo adottare? La risposta vera, quella che raramente viene pronunciata esplicitamente, è che la domanda stessa è formulata male. Non esiste uno strumento universalmente superiore, così come non esistono processi universalmente applicabili. Esistono contesti organizzativi specifici, ciascuno caratterizzato da vincoli, obiettivi e livelli di maturità differenti, e strumenti che si adattano meglio o peggio a questi contesti particolari. La selezione appropriata richiede un esercizio di auto-diagnosi organizzativa che precede qualunque valutazione tecnologica. Prima di confrontare feature list, prima di calcolare costi di licensing, prima ancora di installare versioni di prova, l'organizzazione deve comprendere sé stessa attraverso sei dimensioni critiche che determinano quale compromesso tecnologico risulterà sostenibile nel tempo.
I sette requisiti metodologici che distinguono un bug tracking system efficace da un semplice repository di segnalazioni
La scelta di un bug tracking system viene frequentemente affrontata attraverso confronti superficiali: qual è l'interfaccia più moderna, quale costa meno, quale richiede meno tempo di setup. Questo approccio trascura la questione fondamentale. Uno strumento di gestione dei difetti non costituisce semplicemente un database dove registrare segnalazioni, bensì l'infrastruttura tecnologica che deve supportare processi di quality assurance strutturati secondo modelli consolidati nella letteratura scientifica. La differenza tra un sistema efficace e un mero repository risiede nella capacità di implementare requisiti metodologici specifici che trasformano la registrazione passiva in governance attiva della qualità.