Il lavoro rubato, secondo Asimov. Una profezia sul declassamento umano

Molto prima dell’IA generativa, Isaac Asimov aveva già raccontato il trauma sociale della sostituzione del lavoro umano con le macchine umanoidi. In Abissi d’acciaio i robot sostituiscono dapprima il lavoro di commessi e fattorini, ma la loro diffusione minaccia presto di soffiare il posto anche a poliziotti, impiegati, colletti sempre più bianchi. Ci sono proteste, declassamenti, folle inferocite e uomini che capiscono di poter essere rimpiazzati non solo nella forza lavoro, ma anche nel giudizio, nelle competenze, nelle funzioni mentali. Ma il bersaglio vero del romanzo non è la macchina in sé. Asimov mostra con lucidità sorprendente che una società senza protezioni trasforma ogni progresso in una minaccia, e che il vero incubo non è la macchina che lavora meglio dell’uomo, ma il sistema che rende quella superiorità una condanna per chi resta indietro.

Alla sera leoni, alla mattina robot

Se c’è qualcuno che mostra i segni da disturbo da stress post traumatico, quelli siamo noi quando ci troviamo  di fronte all’irruzione dell’incontrollabile, di quel leone interiore che non si lascia addomesticare e che chiede ascolto e trasformazione. Siamo noi il robot, e di leoni ce ne troviamo di fronte uno nuovo ogni giorno: la tecnologia, le guerre, la crisi economica, il cambiamento climatico

Anni tecnologici che hanno cambiato il mondo

Questo testo è stato tratto dal mio libro 𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐭à 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐫𝐨𝐧𝐚𝐯𝐢𝐫𝐮𝐬. Pensieri sintetici, numerose riflessioni critiche, opinioni non conformistiche e visioni future politicamente scorrette sulla tecnologia, i suoi effetti e il suo futuro. In un prossimo futuro potremmo essere sostituiti da robot o, più probabilmente, ci lavoreremo insieme (cobot), forse interagiremo con essi tramite il nostro cervello e il pensiero, forse con le nostre emozioni. I nostri corpi si trasformeranno in versione cyborg e umanoide.