Interviste farlocche e Fact Checking

Ho intervistato l'autore di Hypnocracy. Dopo avere pubblicato l'intervista su questa STULTIFERANAVIS, sono stato coinvolto su Linkedin da persone che si occupano di fact checking e che mi segnalavano come l'autore del libro potrebbe non esistere, ma essere un semplice artefatto di IA e un'abile operazione editoriale. Nel sostenere questo e dando per scontata l'operazione editoriale (che poi sarebbe dell'editore TLON) mi accomunavano a quella che veniva paventata come una truffa, organizzata attraverso l'uso di strumenti di IA. Per poterne scrivere qualche sperimentazione con le IA generative l'ho fatta anche io, ma poi questi strumenti non li uso. Mi rifiuto di farlo, non voglio farmi influenzare e voglio continuare a credere di poter usare la mia testa, anche per scrivere. Visto il clamore suscitato e il coinvolgimento che ne è derivato ho deciso di fare un esperimento.

IPNOCRAZIA: intervista al suo (pseudo)autore, Janwei Xun

Una intervista di 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐌𝐚𝐳𝐳𝐮𝐜𝐜𝐡𝐞𝐥𝐥𝐢, co-fondatore di STULTIFERANAVIS con l'autore di Ipnocrazia - Trump, Musk e la nuova architettura della realtà, Jianwei Xun. --- Interview of Carlo Mazzucchelli with 𝐉𝐢𝐚𝐧𝐰𝐞𝐢 𝐗𝐮𝐧, described as a Hong Kong-born cultural analyst and philosopher, author of the bestseller Hypnocracy, published in Italy by Tlon. Today (4th of April 2025) everyone knows that this author as an individual doesn't exist. So its more interesting to read this interview and imaging who did answers alla my questions? A pseudo or false author? A collective of people? A Tlon philosopher or employee? Who knows, still doesn't matter, this interview is a must read intervew!

La Stultiferanavis in viaggio al di là di ogni confine

Il mare e l’oceano sono da sempre metafore potenti per raccontare l’essere umano, la sua anima e il suo abitare il pianeta Terra. Il mare è sempre un confine, un al di là da Oltrepassare (metafora usata nel mio libro 𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄𝐏𝐀𝐒𝐒𝐀𝐑𝐄 – 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨), per andare Altrove e Oltre, anche se l’uno e l’altro si possono portare appresso sfide nuove, rischi e pericoli, come sempre accade quando di va in esplorazione di ciò che è sconosciuto, dell’ignoto e del misterioso, del lontano e del potenzialmente burrascoso e ostile.

Generosità, gentilezza e libertà di scelta

Un testo tratto dal libro scritto da me insieme a Anna Maria Palma dal titolo: La gentilezza che cambia le relazioni digitali. Un libro pubblicato con Delos Digital nel lontano 2018 ma che sembra ancora attualissimo, nei tempi barbari e feroci che stiamo vivendo. Nel testo io e Anna suggerivamo di trattarsi bene e trattare bene gli altri, l'Altro. Cosa che non dovrebbe essere difficile, ma forse lo è...

Stultiferanavis, una forma umana di resistenza

Si può raccontare un progetto (iniziativa, la parola giusta per definirlo) come quello della 𝐒𝐓𝐔𝐋𝐓𝐈𝐅𝐄𝐑𝐀𝐍𝐀𝐕𝐈𝐒 in molti modi. Per me è un punto di arrivo, non ultimo spero, di un lavoro di riflessione critica sulla tecnologia iniziato nei primi anni 2000 e proseguito fin qui attraverso la pubblicazione di ventidue libri centrati su temi principalmente tecnologici e filosofici.

Naufraghi, folli o saggi?

Nell’era moderna viviamo tutti una condizione aleatoria, percepita come mutevole e densa di pericoli. Ci invita a provare a evitare il pericolo, oppure a fare ritorno al più presto a un luogo sicuro, meglio se sulla terraferma. È pur sempre possibile sfidare i limiti come fece Ulisse, oppure ritenersi imbarcati, una scelta che non vuole evitare il rischio ma lo accetta, nella forma di sfida, di scommessa con sé e con il mondo. Come sosteneva Pascal noi si sta sempre in mare aperto, non si può stare fuori dal gioco, non ci si può limitare a contemplare la sofferenza altrui ma ci si lascia coinvolgere, si passa all’azione.

La stultiferanavis en los mares españoles

Stultifera Navis es una iniciativa en constante movimiento, como lo es la de cada barco que se deja mecer y mover por las olas. Cualquiera que encuentre los motivos adecuados para participar en nuestro viaje está invitado a reservar una plaza en el barco, antes, durante y después de su botadura oficial. Los impulsores de esta iniciativa quisieran que, al hacerse a la mar y durante todo el viaje, el barco estuviera habitado en muchas de sus partes por personas que se juntan para estar juntas, que hablan y se escuchan para que se entienden, que saben que tienen que llegar lejos y que si no nos vamos ahora, el riesgo es no irnos nunca.

Finestra sul nulla

Non ci rimane che sperare, investire sulla speranza. Anche perché oggi, nella realtà fatta di policrisi e incertezze esistenziali sul futuro, nessuno sa immaginare un finale, una soluzione alle crisi che viviamo, una conclusione.

Stultifera Navis. Speranza e follia, resistenza messa in pratica

Il progetto punta a coltivare il senno della ragione che, nei tempi della tardo-modernità, molto tecnologici e psico-mentalmente dilatati, vissuti sempre in accelerazione e sorpassi competitivi, serva a costruire un diverso senso comune, umano e umanistico, pur in tempi ormai ibridati dalle macchine e dalla tecnologia (“indietro non si torna”, ne siamo convinti anche noi, “semmai si precipita”). Una tecnologia alla quale stiamo felicemente e ludicamente regalando quello che siamo, incantati e vittime di una venerazione irrazionale e di culti fideistici che sembrano il prodotto di una magia.

The inaugural voyage of the "Ship Of Fool" on its return from a place that does not exist: "Utopia"

"Thomas More’s Utopia is made up of two books. Book One, quickly skimmed over by those who dream of the future and are bored by history, tells us about Europe in 1515 at the dawn of a revolution in every field of knowledge dominated by a political power that uses religion, fear and ignorance to satisfy an insatiable appetite for hegemony, infinitely corrupt but in public promoting moral, family values. Book Two gives us a glimpse of a future on a human scale using new techniques, reason and good management of its resources to reconcile the common good with the pleasure of the individual. That book is the founding text for our modernity. It is the pagan bible adopted by the Enlightenment, which we have inscribed in the charter of our epoch’s institutions. Five hundred years later the books are being rewritten in reverse: the great human dream set in train by Book Two in 1516 is bogged down itoday reality . The new promises of free-choice economism are just a nightmare journey back in time to the postulates of Book One.

Dove va il nostro sguardo?

Anche se la bolla narrativa sulle IA generative e l’IA in generale sta scoppiando, sono ancora numerosi i post che in Rete celebrano le immagini prodotte con strumenti di IA, spesso usate per veicolare e promuovere corsi su come crearle, per dimostrare entusiasticamente l’evoluzione della tecnologia, per alimentare una tecno-ideologia in forma di cornice all’interno della quale tutto racchiudere.

Carezzare le parole che cambiano, noi con loro

Chi è capace di entrare in connessione empatica con gli altri, è abituato all’ascolto, e a guardare negli occhi il suo interlocutore o la sua interlocutrice, sa che con le parole è possibile ferire un corpo così come accarezzarlo dal di dentro, armonizzando mente e cuore, emozioni e pensieri. - Un capitolo intero da me scritto, tratto dal libro OLTREPASSARE - Intrecci di parole tra etica e tecnologia, scritto insieme a Nausica Manzi e pubblicato nel 2022.

In viaggio sulla STULTIFERANAVIS alla ricerca di autenticità

Il mondo è diventato un grande parco a tema, una Dysneyland globale che ha artificializzato il pianeta, ma la voglia di autenticità non ha perso di valore. Lo sanno bene gli operatori turistici che su di essa da tempo hanno incentrato il loro marketing e le loro strategie promuovendo vacanze verdi, atipiche, sostenibili, solidali ed eco-compatibili, verso mete rurali, vergini, incontaminate, come deserti o terre polari. Al turista di massa, superficiale, che si accontenta dell’apparenza del vero, facile da abbindolare e falso viaggiatore, si contrappone il viaggiatore autentico, quello “vero” che, per definizione, detesta il turismo degli altri. Il viaggiatore “vero” vuole distinguersi, far valere la differenza soggettiva, sentirsi anticonformista e libero di scegliere, costruire una identità personale e singolare, riconoscibile dagli altri.

Metaverso: il naufragar m’è dolce in questo mare!

Il naufragare dell’Infinito di Leopardi suggerisce il viaggio che riprende dopo il naufragio e la possibilità di nuovi inizi dopo il disastro incombente. Il naufragare odierno, anche quello psichico e della mente, è invece sintomatico dello smarrimento che ci attraversa tutti, della deriva di cui siamo al tempo stesso vittime, complici e protagonisti.  In questo smarrimento, frutto anche di tanta scontentezza e malcontento, il Metaverso ci appare come una destinazione ambita perché dentro mondi irreali (nell’iper-realtà direbbe Braudillard), fuori dal mondo, in fondo al mare (novella Atlantide), lontano da una realtà percepita sempre più come complicata, incerta, infelice.

OLTREPASSARE – Intrecci di parole tra etica e tecnologia

Dentro mondi virtuali, in assenza di corpo, di volti e di sguardi, viviamo pseudo-vite digitali, determinate dal volere di codici stranieri, algoritmi prepotenti e servitù volontarie. Il disincanto tecnologico emergente suggerisce il distacco dal tempo presente per andare oltre e altrove, per mettersi in viaggio, oltrepassare, alla ricerca esperienziale di nuove formule esistenziali utili a vivere dentro le innumerevoli crisi di questo mondo. Obiettivo di questo viaggio, tra etica e tecnologia, è la riscoperta del valore umano dell’esistenza e di nuovi orizzonti di senso, è il recuperare una socialità incarnata che permetta di incontrare ed entrare in contatto con l’Altro nella sua alterità e unicità, inteso come persona con la quale ritrovarsi. Lungo questo cammino, il primo passo consiste nel tornare a porre attenzione alle parole, al linguaggio, al parlare comune.

Ci hanno rubato l'attenzione e con essa molto altro!

L’attenzione umana, si sa, è una risorsa scarsa, cruciale. Lo è anche perché è diventata merce altamente contendibile, dentro un’economia digitale che sull’attenzione, oltre che sull’informazione, ha investito moltissimo, con l’obiettivo di agire sull’architettura cognitiva del cervello, per sfruttarne al meglio le capacità neuro-plastiche, sociali (neuroni a specchio e non solo) e mimetiche, in modo da poter coltivare un’economia dell’attenzione che possa essere misurabile oltre che forza lavoro e profittevole.

Disorientati e in fuga nel Metaverso

Il Metaverso è già qui e non se ne andrà perché viviamo già dentro mondi virtuali scambiati per reali. Dobbiamo imparare a conviverci, provare ad abitarlo e sperimentarlo, in tutte le forme nelle quali si materializzerà. Conviene però farlo con disincanto, (tecno)consapevolezza, capacità critica, ricordandosi sempre di essere umani. Ibridati e aumentati tecnologicamente, trasformati digitalmente, ma sempre esseri umani, persone prima ancora che individui, capaci di libero pensiero e di libertà di scelta. Il Metaverso prossimo venturo in formazione come ambiente proprietario spingerà verso mondi disincarnati, (f)utilitaristici e individualisti, ma non potrà mai essere separato dal mondo reale.