Tecnologia e Intelligenze (Umane, Artificiali, Collettive)
Dove finiranno i siti web nell’era della Tecnolog-IA e delle macchine?
Uno dei dibattiti minori, per me più interessanti e curiosi del momento, sulle tante trasformazioni indotte dalla rivoluzione delle intelligenze artificiali generative è su che fine faranno i siti web, ora che i motori di ricerca, per soddisfare i loro bulimici bisogni di contenuti, di risorse e di guadagno, sono obbligati a cambiare modelli di business, algoritmi, logiche operative e funzionali, a causa del collasso di click che stanno sperimentando. Un collasso che sembra lento ma che potrebbe trovare una rapida e forte accelerazione nel breve tempo.
Intervista ImPossibile a Alan Turing (IIP #15)
I limiti dell’intelligenza Alan M. Turing non ha mai cercato di definire l’intelligenza in senso astratto. Non gli interessava stabilire che cosa sia il pensiero, ma capire come si manifesta, quali condizioni operative lo rendono osservabile, discutibile, misurabile.
Ci siamo impantanati…anche con e grazie alle IA
Viviamo l’era delle macchine, della tecnolog-IA, della palude digitale. Ci sentiamo immersi in questa realtà, sempre coinvolti, in realtà vi siamo dentro, esistenzialmente impantanati. Ne deriva un senso di immobilità (si corre rimanendo sullo stesso posto), bloccati dentro un presente continuo che ha catturato la nostra attenzione, ci ha intorpidito la mente, bloccandoci dentro bolle cognitive, mettendoci al servizio di algoritmi che ci impediscono di pensare (doomscrolling), di fare delle scelte, di coltivare pensiero e immaginazione.
Intelligenza sferica: appunti sparsi su come essere geniali e insopportabili
Stavo riordinando alcuni appunti scritti a mano — quelli che tutti accumuliamo tra letture, conversazioni, intuizioni mattutine e ossessioni notturne — quando mi sono reso conto che diversi frammenti apparentemente scollegati parlavano, in fondo, della stessa cosa. Intelligenza. Non quella misurata dai test, non quella certificata dalle università, non quella celebrata dalle conferenze TED. Un'altra intelligenza: quella scomoda, quella che vede pattern dove gli altri vedono caos, quella che ha ragione troppo presto, quella che ti fa odiare dalle persone giuste. Ho deciso di tentare un esperimento: intrecciare questi appunti in un unico flusso, senza la pretesa di costruire un saggio organico ma con la curiosità di vedere se le connessioni emergessero da sole. Come quando lasci cadere limatura di ferro su un foglio e sotto ci passi una calamita: le forme appaiono, rivelando campi invisibili. Esperimento riuscito? Chi lo sa. Ma forse proprio questa incertezza fa parte del punto.
Il Biscotto Quantico
Un breve racconto pre natalizio nato da una riflessione sul tema della trasparenza dei dati di addestramento dei LLM commerciali. Come si sa, oggi come oggi, nessuno sa con esattezza che dati abbiano usato OpenAi per addestrare ChatGPT, Anthropic per Claude, Google per Gemini. Che importa, si dirà. Importa, importa. Quei dati, la loro composizione, culturale, linguistica, epidemica, condizionano il modo in cui i LLM ci parlano, rispondono, costruiscono "opinione" spacciandola per conoscenza. Conoscere la composizione dei dati di addestramento è quindi questione di democrazia. Buona lettura.
Defezione digitale e controllo algoritmico: filosofia della resistenza ai social network
Dopo ventidue anni e sei blocchi algoritmici in dodici mesi, ho chiuso il mio account su un importante social network professionale. Non si è trattato di un gesto impulsivo ma dell'esito necessario di un processo di erosione della possibilità stessa di dialogo autentico. Questa riflessione parte da un'esperienza personale per interrogare filosoficamente il controllo algoritmico, l'estrazione di valore dalle piattaforme digitali, e la possibilità di resistenza. Tra Foucault, Hirschman e Deleuze, esploro tre grammatiche della resistenza e propongo la defezione come atto politico consapevole in un'epoca di capitalismo della sorveglianza.
L'AI è profondamente Antidemocratica
L'IA non è il futuro, è un furto mascherato da innovazione. Il capitale finanziario sta privatizzando la nostra conoscenza pubblica. È un colpo di stato silenzioso, legale sulla carta, disumano nella sostanza. Consapevolezza critica o schiavitù algoritmica? Ora tocca a te scegliere.
Che senso ha per il gelso fare i frutti a ottobre?
Gli alberi hanno la loro intelligenza e investono continuamente nelle proprie risorse perché da esse dipende la loro sopravvivenza. Noi possiamo prendere il loro esempio, concentrandosi con serenità sul presente e non con la paura sul futuro.
Wakanda e il futuro che vogliamo. Dati, diritti, energia pulita
di Luca sesini e Beppe Carrella
Il lusso invisibile dell'AI. Ovvero: perché usare ChatGPT per scrivere un'e-mail è come andare dal fruttivendolo in elicottero
L'accessibilità ubiqua dei Large Language Models ha prodotto un paradosso: usiamo strumenti computazionalmente costosi con la stessa disinvoltura di un motore di ricerca, senza considerare la sproporzione tra il consumo energetico della richiesta e il valore informativo della risposta. La democratizzazione dell'accesso alla potenza computazionale, lungi dall'essere solo una conquista, comporta un rischio epistemologico: la progressiva perdita del "calibro cognitivo", ovvero della capacità di valutare preliminarmente la complessità di un problema e scegliere lo strumento appropriato. Esternalizzando questa valutazione all'IA, si innesca un loop di competenza in cui la delega perpetua genera ulteriore incapacità di discernimento.
Ğinn digitali, new era new prompt
Evocazioni invisibili
"Il problema non è l’intelligenza artificiale: basta usarla bene"
Quando si parla di tecnologia a scuola, sopratutto tra colleghi, è solo questione di tempo prima che qualcuno pronunci – con la massima determinazione – la seguente frase: “Il problema non è la tecnologia X. Basta usarla bene”. Analisi di una “catchphrase” di gran moda
Intervista ImPossibile a Stanley Kubrick (IIP #09)
AI, potere e fine dell’umano Come leggere l’intelligenza artificiale attraverso lo sguardo di Stanley Kubrick? Stanley Kubrick (1928–1999), regista, sceneggiatore e fotografo, è stato uno dei più lucidi interpreti del rapporto tra essere umano, potere e tecnologia. La sua opera ha raccontato il Novecento come un laboratorio di controllo e alienazione, ma anche come una tensione costante verso il mistero e l’insondabile. Da 2001: Odissea nello spazio a Arancia meccanica, da Shining a Full Metal Jacket, Kubrick ha osservato l’essere umano nel momento in cui la tecnica smette di essere strumento e diventa habitat, quando la macchina si fa specchio del suo creatore. Il suo cinema non immagina il futuro, lo interroga. Ogni film è un esperimento morale che indaga i limiti della ragione, la fragilità della coscienza e l’impossibilità di separare l’etica dalla conoscenza.
ChatGPT vuole fare sesso con te. E non è la notizia peggiore
Mi è capitato di leggere, in questi ultimi giorni, due documenti apparentemente distanti. Da un lato il paper "Assessing Risk Relative to Competitors: An Analysis of Current AI Company Policies" del Centre for the Governance of AI (ottobre 2025), dall'altro le analisi critiche di Sandra Bats pubblicate su Medium in merito all'annuncio di OpenAI di introdurre contenuti erotici in ChatGPT a partire da dicembre 2025. Non sono fenomeni separati. Sono manifestazioni dello stesso meccanismo: la privatizzazione della governance etica dell'AI attraverso dispositivi competitivi che si autolegittimano. E questo meccanismo non è un bug. È il sistema operativo del capitalismo algoritmico. Ho testato, sia pure sommariamente, la risposta dei diversi LLM ad una richiesta sessualmente esplicita e piuttosto stereotipata. Il fenomeno dell'escalation è già in atto.
How to survive artificial intelligence
Intelligenza artificiale, tecnofascismo e guerra - Un saggio di Giorgio Griziotti
La nave dei folli, metafora dei nostri tempi!
Che il mondo tutto stia vivendo un periodo di follia è quasi una ovvietà, almeno per chi coltiva ancora uno sguardo critico ed è attraversato da una sensibilità umana, compassionevole, etica, sulle cose e sugli esseri viventi (compresi i tanti “pappagalli stocastici” che la stanno popolando) della Terra.
Otto miliardi di intelligenze umane sulla Terra, poche AI, tutte in lotta tra di esse
Le intelligenze umane sono miliardi, eppure lo storytelling dominante che fa la realtà da tutti percepita è tutto centrato su poche intelligenze artificiali, per di più in eterna competizione tra di esse.
Il culto dell’incompetenza artificiale. Ovvero: perché paghiamo per strumenti che ci fanno lavorare di più.
A volte il pensiero critico non serve a distinguere il vero dal falso, ma il lecito dal dicibile. In certe aziende, come in certi tempi, si misura la fedeltà di un dipendente non dal lavoro che fa, ma da ciò che evita di pensare. Mi è capitato, anni fa, di firmare un contratto che vietava di scrivere articoli sull'open source. Un modo elegante per ricordarmi che la libertà di pensiero è sempre proprietaria. Da allora ho imparato a riconoscere la stessa logica ovunque: nelle piattaforme che ti chiedono di "ottimizzare il tempo", negli algoritmi che pretendono di "aiutarti a pensare". Questo saggio nasce da lì, da quella piccola amputazione volontaria, e dall'intuizione che l'intelligenza artificiale, oggi, ripropone su scala planetaria lo stesso meccanismo: ti offre libertà solo se resti dentro la sua gabbia semantica.
Trump e il vortice
Trump, Putin e simili non sarebbero potenti se non cavalcassero il Vortice mortale che sta turbinando intorno al pianeta. "McLuhan vedeva i mass media come un vortice titanico che trascina le società con nuove forme di comportamento - nuovi modi di essere - che minacciano di sopraffarlo completamente o addirittura distruggerlo". È pura energia, senza struttura e fondamento. Re folli ubriachi di velocità pensano di poterlo cavalcare, ma finiscono per essere ridicolizzati, come il patetico Wily the Coyote che fantastica che la velocità possa sconfiggere la legge di gravità.
AEdicola, Milano Lambrate: segnalazione di un evento
"𝟕 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚" - 𝐋𝐞 𝐯𝐨𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐚 Un libro, quattro realtà del Terzo Settore, attori e attrici, un solo marciapiede: sabato 25 ottobre diamo voce alle persone dietro i numeri, alle storie dietro le statistiche