Società, Politica e Giustizia Globale
Contro il dazio e contro il dato: per un’ecologia europea dell’automazione
In un’epoca segnata dall’irruzione dell’automazione nei gangli più profondi della vita economica e sociale, ciò che muta non è solo la tecnologia, ma la nostra stessa immagine del reale. Lungi dall’essere un fenomeno tecnico, l’automazione rappresenta un principio generativo che ridefinisce lavoro, valore e pensiero. Questo articolo propone una critica radicale sia al protezionismo economico di matrice americana che alla riduzione computazionale dell’esperienza umana, avanzando una visione europea fondata su interdipendenza, senso e responsabilità. L’ecologia dell’automazione, così intesa, non è una teoria delle macchine, ma una politica della forma e una cura del possibile.
Sollevatevi, europei, sollevatevi!
L'Europa trema sulla soglia del suo stesso divenire, stretta dalla mano gelida della paura eppure chiamata, inesorabilmente, verso l'orizzonte delle sue promesse. Questa non è l'ansia effimera di una notte insonne: è il terrore esistenziale che si insedia quando l'ordine familiare cede, quando le certezze di prosperità, pace e progresso sono scosse dalla guerra ai suoi confini, dalle crescenti ondate migratorie, dall'incessante calcolo dell'inflazione e del debito, e dal sospetto tormentoso che i motori della democrazia stiano funzionando a tempo debito.
Il peccato originale dell'Europa
C'è qualcosa di profondamente sbagliato nell'attuale momento storico. Mentre i nostri smartphone ci connettono al mondo e la medicina allunga la vita, l'Europa sceglie di investire massicciamente nel riarmo, ignorando milioni di giovani senza certezze e un tessuto sociale che si sta logorando. Ogni missile comprato è un reparto di oncologia negato, ogni aereo una borsa di studio persa. Questa è la cruda realtà di una politica che, in nome della "sicurezza", disinveste nell'unica vera garanzia per il futuro: il benessere collettivo.
E tutti noi vorremmo essere lui
Lui chi? Non uno identificato, molti. Quasi mai una lei, ma è un caso. Il lui potente, plurimilionario, che è in politica, che condiziona l'economia, che dice la "sua" su tutto. Parla di guerra, ma anche di pace e di geopolitica, assumendo che ne conosca il significato. Parla della libertà, la sua. Parla delle nostre e di come limitarle.
Il nome delle cose: Gaza, il linguaggio, il crimine
Mentre Gaza viene spazzata via sotto gli occhi del mondo, il linguaggio si piega, si addomestica, si fa complice. “Danno collaterale” è l’etichetta sterile con cui si occultano massacri, dolori, crimini. Questo articolo non intende spiegare, ma smascherare: parole, retoriche, omissioni. Non parla da esperto, ma da cittadino che rifiuta l’anestesia morale. Con rigore e senza indulgenze, denuncia la disinformazione dilagante, l’ignoranza diffusa e l’ipocrisia istituzionalizzata. E richiama, con voce ferma, l’urgenza di una resistenza culturale, anche – e soprattutto – laddove il silenzio appare più comodo della verità. Perché alcune parole uccidono. Altre possono ancora salvare.
No more kings: Europe's last chance to matter
This is no longer about Europe's renewal for its own sake. It is about a global struggle between solidarity and subjugation. In an interdependent world, democracy cannot endure where domination thrives. Europe must refuse thrones—not only in its past, but in its future.
Il potere dello spettacolo. Commento al romanzo di Norman Spinrad 'Bug Jack Barron'
Romanzi che dovremmo leggere o rileggere: Norman Spinrad, 'Bug Jack Barron', 1969. Politici e imprenditori prendono lezioni dal conduttore di talk show Jack Barron. Ma presto risulta chiaro che se Barron si presenta alle elezioni, la vittoria sarà sua. Nel romanzo 'Bug Jack Barron', pubblicato nel 1969, Norman Spinrad riesce a immaginare che Ronald Reagan si candiderà, e vincerà a mani basse. Ma ora, mezzo secolo dopo, sappiamo che era solo l'inizio.
Voglia di comunità, di comunitarismo
Le guerre non sono che l'ultimo tassello aggiunto a una situazione di crisi generalizzata, di cambio paradigmatico, dentro un mondo che è pieno di mappe ma ha perso la bussola. Senza bussola vaghiamo sempre più al buio, nell'incertezza più assoluta, pieni di ansia e attanagliati dall'angoscia. Individualisti come siamo diventati non riusciamo a condividere quello che sentiamo con altri da noi. A poco servono i numerosi contatti (in forma di profili digitali) di cui tutti disponiamo, assenti di capitale relazionale e privati di empatia, come quelli che coltiviamo online. Non ci rimane che ascoltare il bisogno di legami, di relazioni, di comunità che accomuna molti nella ricerca di una via di uscita, di una alternativa possibile, in forma comunitaria e sociale.
Neutralità. Una nuova forma di leadership globale?
In un mondo lacerato da conflitti che sembrano non avere fine, dovremmo iniziare a considerare che la neutralità degli Stati non rappresenta una forma di debolezza, ma al contrario, la più coraggiosa espressione di leadership. Un rifiuto consapevole di perpetuare cicli di violenza. La scelta audace di costruire ponti invece di muri (Papa Francesco).
Notizie dal solstizio d'estate
Oggi, 21 giugno, giorno in cui viene pubblicato questo articolo, possiamo vedere luce per più tempo di ogni altro giorno dell'anno. 'Solstizio': latino 'solstitium', 'sol stitium'. Uno stato del sole, come noi lo vediamo, alzando gli occhi al cielo. L'evento è occasione di riflessione sul nostro 'esseri umani'.
Tempi moderni: vivere alla fine dei tempi
Un articolo scritto nel 2012 e pubblicato sul mio portale SoloTablet (www.solotablet,it). Conteneva brevi riflessioni a partire da un articolo intervista pubblicato su la Repubblica. Ad essere intervistata una filosofa, Myriam Revault d'Allones che aveva pubblicato in Francia un libro (La crise sans fin) nel quale si interrogava sulla crisi che stiamo vivendo come un sintomo di qualcosa d'altro. Un qualcosa che tocca il nostro modo di vivere completamente immersi nel presente e che ha eliminato il passato (cultura e tradizione) e sta rendendo impossibile ( nella percezione collettiva) il futuro. Lo ripubblico qui perchè penso possa essere ancora attuale e di interesse comune.
Google AI Overviews, crollo dei click e Stultiferanavis
I motori di ricerca, per come li abbiamo conosciuti fino all'avvento e all'uso massificato delle IA generative, sono morti. Non solo per i nuovi modelli di business che stanno nascendo, ma anche per comportamenti sempre più diffusi di utenti più interessati alla soluzione che a continuare la ricerca. Una testimonianza di questo viene dall'attivazione di Google AI Overviews sul suo motore di ricerca. I click sui link si sono dimezzati con effetti su tutti coloro che introeno al motore di ricerca avevano costruito il loro guadagno e successo. Sorge la domanda: come mai gli accessi a questo progetto continuano a crescer, pur dentro un crollo di traffico organico? La risposta non è facile, tutti sono invitati a fornirne una.
Through the looking glass. Birth of modern political rationality.
Un viaggio interminabile dentro la razionalità politica nella storia. Un viaggio che Nicole Morgan non compie da sola ma in buona compagnia. Viaggiano con lei Kant e Hegel, Husserl e Heidegger, Horkeimer e Habermas, Cartesio, Hume e Bentham, Tommaso Moro e Macchiavelli, Cicerone, Platone e Aristotele, Pico della Mirandola, Lacan e Bachelard, e molti molti altri. Un testo lungo, scritto alcuni anni fa, ma sempre utile per riflettere sull'evoluzione del genere umano, in un periodo che sta mettendo in crisi non soltanto il nostro essere razionali, ma anche in dubbio la nostra stessa esistenza sulla Terra. La sesta estinzione per alcuni studiosi è già in corso e a poco servirà la razionalità, ancora meno quella politica che oggi tanto difetta, per salvarci dal disastro. Per comprendere il viaggio di Nicole Morgan bisogna però prestare attenzione allo "specchio", una parola e un concetto ricorrenti, ma questo lo dovete scoprire leggendo. Su tutto bisogna che tutti comprendiamo, nell'era della tecno-scienza che la scienza, che oggi si è fatta sempre più scientismo, senza coscienza è solo la rovina dell'anima.
There is no second Europe (Non esiste una seconda Europa)
The world is not divided between Global North and South, nor in a cold war between US and China. These are outdated maps. Today, the world is fragmenting into four distinct ideological regimes—each battling to define our future.
The death of the ethical leadership
The spectacular destruction of the Trump-Musk alliance is tearing away the final veneer of dignity from American leadership, exposing a grotesque theater of pathological narcissism that threatens the very foundations of democratic governance. This is not merely a political feud—it is the public autopsy of moral leadership in the modern era.
Ecologia del debito, cultura della complessità. Intreccio tra Capra e Graeber
Debito e complessità sono due parole che abitano il lessico della crisi, ma raramente si incontrano in un discorso unitario. In questo saggio ho voluto farle dialogare, non come concetti tecnici o accademici, ma come forze culturali che modellano la nostra percezione del mondo e delle relazioni. Il pensiero di Fritjof Capra, con la sua visione sistemica della realtà, e quello di David Graeber, con la sua genealogia antropologica del debito, tracciano insieme un sentiero per comprendere le radici invisibili delle disuguaglianze, dei vincoli e delle forme di potere che oggi ci sembrano naturali. Scrivere questo testo ha significato per me esplorare un terreno comune tra scienza, storia e filosofia politica, con l’intento di riportare al centro l’interrogativo sul valore: cosa vale davvero, cosa genera legame, cosa consente di coltivare vita invece di contabilizzare obbedienza. Non si tratta di fondere due autori, ma di attraversarli come strumenti di scavo, per far emergere ciò che nei nostri sistemi culturali e istituzionali si è progressivamente sottratto alla vista: la rete dei legami. Quella che il debito tende a contrarre, e che solo un pensiero sistemico può restituire alla sua complessità originaria.
La fabbricazione dell'odio -THE MANUFACTURING OF HATRED
The following text is taken from Cold Hate, What the American Right is Thinking About, Paris, Le Seuil, 2012. IT was published in French COSMOPOLIS July 1st 2022
La vida es chingar o ser chingado. Pelear puede ser una fiesta
Il nuovo papa ha passato vent'anni in America Latina. Si pone di solito l'attenzione su ciò che il missionario insegna. Ma ancor più conviene guardare a cosa ha insegnato al missionario il suo stare in quei luoghi. Tornando a Chicago, e stando ora a Roma, non potrà dimenticare. Solo una notizia ha rivaleggiato, sui media peruviani, con la salita di Padre Roberto al soglio papale. Il massacro di 13 persone in una miniera illegale. Non è una novità di oggi, sono anni che cresce in tutta l'America Latina, "l'allarmante auge dell'attività criminale intorno alle estrazioni minerarie illegali." Manca lavoro. Il lavoro nero è controllato dalla malavita. C'è una società che le élites non sanno e non vogliono vedere. Una società ridotta allo stremo, dove però ancora funziona una basica solidarietà sociale, non fondata su istituzioni, ma costantemente ricreata da esseri umani capaci di aiutarsi, di volersi bene. Nonostante la disperazione. Il rovescio della medaglia è la violenza. Continuamente la vita umana è messa a repentaglio, messa in discussione. Due frasi rappresentano la cultura latinoamericana, e forse anche la nostra. 'La vida es chingar o ser chingado'. 'La vita è fottere o essere fottuti'. 'Pelear puede ser una fiesta'. Litigare, combattere, può essere una festa. C'è una via d'uscita, una speranza.
La profezia che si auto-avvera, ovvero tutto il potere delle nostre convinzioni
Hai mai notato come le aspettative influenzino i risultati? Ti è mai capitato di pensare che qualcosa sarebbe andato storto e, puntualmente, è successo? Oppure, al contrario, di affrontare una sfida con fiducia e ottenere proprio ciò che desideravi? Questo fenomeno ha un nome: profezia che si auto-avvera.
NON ACCONSENTIAMO: Un rifiuto europeo della visione del mondo della Silicon Valley
Aderisco a quello che potrebbe essere un manifesto europeo, stilato per rifiutare la visione del mondo della Silicon Valley. Un manifesto che si propone di programmare futuri diversi per non subire la programmazione di altri, pochi miliardari e politici che aspirano al dominio del mondo attraverso l'instaurazione di un nuovo regime, non democratico, autocratico e non etico.