Umanesimo, Etica, Valori e Spiritualità
Vuoi parlare con me. Dialogare nell’esistenza
Iniziamo da qui, io scrivo perché so che tu leggi. Queste parole esistono perché tu esisti. Grazie per esserci, per leggere, per permettere che queste parole trovino la tua voce silenziosa, quella che solo tu senti dentro di te quando parli, leggi, ascolti.
The spirituality pf the road
Recently, I was asked: What does spirituality mean to you? I hesitated, not for lack of answers, but because the question reaches further than any simple belief, practice, or comfort. To speak of “spirituality,” for me, is to ask: What does it mean to live—really live—in the thick of things, on the road between what we are and what we might become?
Il lato umano dell’intelligenza artificiale: è tutta una questione di prospettiva
La Storia come Bussola: Dal Sogno di Turing alla Realtà dei Dati Se vogliamo capire dove stiamo andando, dobbiamo prima capire da dove veniamo. Il viaggio nel mondo dell’IA inizia con un sogno, quello di un uomo visionario: Alan Turing. Nel 1950, pose la prima pietra, chiedendosi se le macchine potessero pensare. Questo non era solo un quesito tecnico, ma una profonda domanda filosofica. Pochi anni dopo, John McCarthy diede un nome a questo sogno: “Intelligenza Artificiale”. Era l’alba di un’era, un’epoca in cui si pensava di poter insegnare alle macchine a ragionare usando la logica matematica. I primi risultati furono agrodolci: l’IA poteva batterci a dama, ma faticava con gli scacchi senza un database immenso di partite . Proprio come un bambino prodigio che eccelle in una materia ma non ha il senso comune. Esempi come la vittoria di Deep Blue sul campione mondiale di scacchi, che McCarthy stesso definì una “forma di imbroglio” e non vera intelligenza, ci insegnano che il successo di un’IA è spesso legato a un contesto molto specifico.
L'etica oggi, in tempo di guerra. La lezione di Edward Bond
L’arte ha molto da insegnare: il libero sguardo dell’artista ci permette di osservare, per differenza, la miopia e la falsa coscienza dei politici, dei tecnici, degli imprenditori e dei manager. E anche la miopia di ognuno di noi. Il linguaggio dell’arte riguarda in modo speciale chi, in ambito aziendale, si trova a lavorare con le persone, e per le persone. Tra le arti, peculiare è il caso del teatro. L’analogia tra la scena teatrale e la scena sulla quale viviamo quotidianamente la nostra vita è evidente. Avendo in mente temi attualissimi: guerra, disagio sociale, senso di impotenza, neoliberismo, capitalismo finanziario, lasciamo la parola al drammaturgo inglese Edward Bond.
L'economia della ciambella: un nuovo paradigma per l’umanità nel XXI secolo
Viviamo un momento storico cruciale, in cui i modelli economici tradizionali basati su crescita infinita e sfruttamento illimitato mostrano tutte le loro contraddizioni. Kate Raworth, con la sua teoria della "ciambella", ci offre una bussola preziosa per ripensare l’economia del XXI secolo, mettendo al centro la giustizia sociale e il rispetto per i limiti planetari. L'antropocene ci ricorda che il nostro metabolismo globale è in crisi: sovrasfruttiamo le risorse naturali e oltrepassiamo i confini che mantengono in equilibrio la vita sul pianeta. Ma c’è una via per prosperare entro uno spazio sicuro e giusto, dove nessuno sia privato di bisogni essenziali e dove si rispettino i limiti biofisici della Terra. Nel mio ultimo articolo approfondisco le 7 mosse di Raworth per un’economia rigenerativa, distributiva e inclusiva, fondata su una nuova antropologia economica che riconosce l’essere umano come socialmente interdipendente. Si apre così la sfida di superare la disuguaglianza sociale e il degrado ambientale come due facce di un’unica crisi sistemica. Solo con un cambio di paradigma culturale, politico ed economico potremo davvero costruire un futuro sostenibile e giusto per tutte le generazioni.
Il computer di Anarres
Come si coordina una rivoluzione senza tradirla? Gli anarchici di Anarres, nel romanzo di Ursula K. Le Guin, devono affrontare questa aporia ogni giorno. Dispongono di computer centralizzati ad Abbenay che gestiscono "l'amministrazione delle cose, la divisione del lavoro e la distribuzione dei beni". Sanno però che ogni centralizzazione costituisce una minaccia. La loro soluzione? Una vigilanza permanente accompagnata da principi di progettazione che possiamo definire "architetture della libertà".
Business school, non fate moralismi!
In una discussione della scorsa settimana, un collega ha insistito: "Le business school non dovrebbero fare la morale. Il loro compito è quello di insegnare il management e l'economia, non di imporre valori. Le questioni morali appartengono alla coscienza privata o, al massimo, all'etica elettiva, non al curriculum di base".
La trappola dell'empatia della leadership moderna
Ogni conferenza, corso MBA e sermone su LinkedIn alla fine raggiunge quel momento rituale in cui qualcuno dichiara solennemente che i veri leader devono essere "empatici". Le teste annuiscono, i consulenti sorridono, le stanze si illuminano di euforia autocelebrativa. Ma il culto dell'empatia non è saggezza, è per lo più una distrazione. La vera moralità richiede saggezza e responsabilità, non solo risonanza emotiva.
ENOUGH IS ENOUGH. A sostegno della Global Sumud Flottilla che navigherà verso Gaza
Di fronte ai crimini che stanno avvenendo a Gaza ogni persona, essere umano, ha il dovere di assumersi la responsabilità di dire qualcosa, soprattutto di fare qualcosa. Il dire è l’ambito nel quale i nostri politici europei, e non solo, hanno eccelso: dire per non fare nulla di concreto. Al punto in cui siamo però, 𝐞𝐧𝐨𝐮𝐠𝐡 𝐢𝐬 𝐞𝐧𝐨𝐮𝐠𝐡 e tutti siamo chiamati a prendere posizione, perché quello che sta avvenendo a Gaza sarà ricordato (speriamo) come uno degli eventi più tragici e terribili della Storia, capace persino di oscurare altri crimini che hanno caratterizzato la Storia recente.
Tecnoconsapevolezza e libertà di scelta: L’illusione della concentrazione nel mondo digitale
L’attenzione costantemente regalata a un display e alle intermittenti ma persistenti interazioni tecnologiche ha reso impossibile l’arte della concentrazione. Non è un caso che anche Hollywood e la televisione stiano realizzando telenovele brevi, da 10-15 minuti. Un tempo ritenuto ormai associato al massimo di attenzione possibile che l’utente, modificato cognitivamente dalla frequentazione di YouTube è disposto a concedere. Anche per contenuti di qualità!
Restiamo Umani
Occorre tanta attenzione per rimanere umani, per onorare il valore delle connessioni umane, per “praticare l’umanità” anche nelle relazioni digitali.
La fine della storia. Ovvero: quando l'etica divenne una materia elettiva
Quando l'etica è diventata una materia elettiva, la civiltà ha scelto il suo veleno.
Philiph K. Dick, how to build a universe that doesn't fall apart two days later, 1978
"Mi chiedo cosa sia 'reale'. Perché siamo incessantemente bombardati da pseudo-realtà create da persone molto sofisticate che utilizzano meccanismi elettronici molto sofisticati. Non diffido delle loro motivazioni, diffido del loro potere. Ne hanno molto. Ed è un potere sorprendente: quello di creare interi universi, universi della mente."
Il greenwashing della gentilezza
Non so cosa pensino le persone da me incontrate che hanno fatto della gentilezza una missione oltre che una professione. Sulla gentilezza ho anche scritto un libro con una persona che credo abbia anticipato tutti sul tema: Anna Maria Palma con il suo libro La gentilezza che cambia le relazioni.
L'IA deve finanziare i beni comuni, non mangiarli
"Generative AI models are trained on publicly accessible creative content yet offer little to the artists, journalists, coders, and others who produce it. A levy on AI firms’ revenues could help fund the arts, promote open access, and ensure that human ingenuity doesn’t become collateral damage in the quest for profit." ( Mariana Mazzucato and Fausto Gernone)
Tecnoconsapevolezza e libertà di scelta: Alcune considerazioni finali
Il mio libro 𝗧𝗘𝗖𝗡𝗢𝗖𝗢𝗡𝗦𝗔𝗣𝗘𝗩𝗢𝗟𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗘 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗧𝗔' 𝗗𝗜 𝗦𝗖𝗘𝗟𝗧𝗔 condiviso per intero sulla Stultiferanavis. La singolarità del futuro che arriverà potrà anche essere molto tecnologica ma per essere una nuova fase di evoluzione del genere umano dovrà far prevalere la sua dimensione e caratteristica umana.
Vogliamo pensare. O l'Intelligenza Artificiale come pedagogia delle masse
Non rinunciare a pensare - a pensare avendo sotto gli occhi il presente, ma senza frontiere. Reagire all'invito oggi così pressante che ci impone uno spazio angusto: limitare il pensiero dell'umano alla situazione in cui accanto a un umano sta la macchina. Questo non è pensare all'umano, è pensare alla relazione umano-macchina. Se pensiamo così, liberamente, possiamo osservare una archeologia, una genealogia. Possiamo vedere come la cultura digitale si fonda su un travisamento o un abuso della cultura giovanile degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Da quella cultura emerse un pensiero antiautoritario, che ora è paradossalmente riciclato come legittimazione dell'autorità della macchina. La macchina sostituisce genitori assenti. Solo con un pensiero che viene prima della macchina e che va oltre la macchina e che prescinde dalla macchina si va oltre il pensiero che oggi domina.
Confessioni di un veterano digitale.
L’Ansia da Intelligenza Artificiale: perché il ‘dover imparare tutto’ ci sta facendo ammalare. Pensavo che imparare fosse il viaggio. Ora sembra una corsa senza fiato verso un traguardo che si sposta sempre più in là. E inizio a chiedermi se non stiamo correndo nella direzione sbagliata.
Digital Humanism presented the Open Letter on Wednesday 16 July 2025
Digital Humanism was invited to present the Petition No 0710/2025 on defending the Digital Services Act (DSA) and the Digital Markets Act (DMA) and regulating Artificial Intelligence in the EU.
Natural Born Cyborgs
Nel 1998, Andy Clark e David Chalmers scrivevano che la mente si estende oltre il cervello. È un sistema distribuito, fatto di neuroni e di taccuini, di sinapsi e smartphone. Un’idea visionaria, oggi più attuale che mai.