NOVITA'[2489]
Il valore della presenza. Una lezione orale
La 'presenza' non è mai condizione originaria. E' ritorno da una assenza.
I negazionisti negheranno fino alla morte: impegnati in una danza macabra
PERCHÉ I NEGAZIONISTI NEGANO FINO ALLA MORTE? Si racconta che di negazionismo si può vivere ma non si può sopravvivere alla negazione. Una verità negata dai fatti visto quanto sono diffuse e potenti le campagne di negazionismo in atto, per di più sempre ben finanziate e sostenute dai media. Proteggersi dal negazionismo è diventato quasi impossibile, ci si può forse, se si hanno gli strumenti giusti, proteggere emotivamente e intellettualmente ma se il contesto è tutto infettato, melmoso, indecifrabile, la missione diventa quasi impossibile. Non serve neppure adattarsi per sopravvivere.
Quello che l'intelligenza artificiale ha fatto mentre nessuno guardava
L'osservare l'accelerata innovazione non impedisce di osservare criticamente l'innovazione stessa. Abbiamo sotto gli occhi un'industria da miliardi di dollari ottimizzata per massimizzare il tempo che si passa davanti a uno schermo che dice esattamente quello che si vuole sentire. Quello che è successo negli ultimi sette mesi nel campo dell'intelligenza artificiale -cioè dall'uscita, nel novembre scorso, del mio libro 'Il Dilemma Digitale'- ha forse reso obsolete le domande che ponevo nel libro? No, le ha rese più urgenti.
Il paradosso occidentale: l’Europa come possibile salvagente degli Stati Uniti in declino?
Un testo che compone un capitolo del libro "La geopolitica del denaro. Come il nuovo ordine mondiale sta cambiando mercati, potere e il destino dei nostri risparmi" di Jonathan Figoli e pubblicato da Hoepli
Giorgia & The Donald
Il recente scambio di battute tra il Premier Italiano Giorgia Meloni e il Presidente americano Donald Trump sta trasformando il loro rapporto a distanza in una serie tv carica di rinunciabili colpi di scena. Un continuo "botta e risposta" secondo il più classico copione del "c'eravamo tanto amati" che evidenzia i limiti inquietanti nella politica internazionale di entrambe le nazioni. Milioni di persone corrono il rischio di pagarne le conseguenze.
Miseratio principis
Oggi Donald Trump ha descritto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, come qualcuno che lo avrebbe «implorato di fare una foto» e che gli avrebbe «fatto pena». Ho riletto la notizia, ho riflettuto sulla possibilità di un errore nella traduzione dall'inglese, ma alla fine ho riconosciuto una struttura precisa: un metodo ripetuto, con gli stessi bersagli e le stesse tecniche. Difendere la Presidente del Consiglio da un attacco straniero gratuito e inverificabile è doveroso per tutti noi italiani. Si chiama dignità nazionale.
Spegnere Anthropic: il proibizionismo che non serve a nessuno.
L'ordine perentorio con cui sono stati sospesi i modelli Ai di Anthropic, Fables e Mythos 5 ha rivelato due facce di un pericoloso proibizionismo. Da un lato la solita routine di chi dietro il concetto di sicurezza vede catastrofi imminenti e pretende di fermare tutto, mentre, più inquietante, chi esercita il potere sembra volerlo fare secondo logiche impositive in dispregio del libero mercato per stabilire sopra tutto chi comanda.
Chi ha ripiegato il paracadute?
Lo scorso 12 giugno 2026, il Department of Commerce ha chiesto ad Anthropic di bloccare l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 a tutti i cittadini stranieri. La lettera, firmata dal Segretario al Commercio, si basa su una direttiva di export control legata alla sicurezza nazionale. Qualcosa di simile a quello che successe con gli algoritmi di crittografia che furono equiparati alle munizioni militari, anni fa. Anthropic ha spiegato che non aveva altra scelta che disattivare i modelli per tutti gli utenti perché non sarebbe stato possibile distinguere in tempo reale tra utenti stranieri e non.
Ego te (non) absolvo
Una fedele che non rispetta questi diktat è destinata ad essere “messa in disciplina”, per volere del pastore, fino a completo ravvedimento.
La Repubblica tecnologica
Quando la Silicon Valley scrive il manifesto del potere
Al funerale della realtà
La crisi intorno alla verità non si sostanzia "solo" in un aumento esponenziale delle bugie pubbliche, ma come una crisi delle condizioni che rendono possibile conoscere insieme. le società democratiche hanno bisogno di una base epistemica condivisa, cioè di alcuni criteri comuni per distinguere affermazioni attendibili, opinioni, interpretazioni, propaganda e falsità. Non significa avere tutti la stessa opinione. Significa però condividere almeno alcune regole del gioco: le prove contano, le fonti vanno valutate, le contraddizioni vanno prese sul serio, la discussione pubblica deve poter correggere gli errori.
Indeed AI needs to be disarmed
Terrorism and new warfare: words are bullets sprayed by cyber machine guns
La macchina che pensa al posto nostro.
Note critiche su Critica della ragione digitale di Eugenio Mazzarella
Why bad leaders are not leaders
That is why “bad leadership” is too weak for some political behaviour. Corruption, intimidation, institutional vandalism, attacks on media and punishment of critics are not lower-quality versions of leadership. They replace leadership with personal rule.
La fogna come tribuna. Trump, Savage e la normalizzazione del disumano
Robert Reich posed a simple and devastating question this week: why did the president of the United States repost a video in which a podcaster (Savage) calls the wombs of immigrant mothers a chamber pot—a bedroom, a latrine—and accuses a Chinese American citizen of wanting to turn the country into a colony of Beijing? The answer Reich doesn't explicitly give—but the material dictates—is this: because it works. Because that's exactly what the system was built to work.
Eros and Thanatos. The joy of killing, destroying, crushing nature and all creatures
Any liberal Democracy would have done it.
The Stone Age: Between the Eastern Stone and the Western Age
Before we rush to send Iran back to the Stone Age, it’s worth remembering that the Stone Age isn’t exactly the insult some imagine, and it may hold more power than its critics think.
"Il mondo salvato dai ragazzini" di Elsa Morante
Libro da leggere e rileggere anche saltando qui e là, come suggeriva, parlando in generale, Daniel Pennac nell'elenco dei 'diritti del lettore' e che, dopo tanti anni, è ancora da tenere vicino a sé. È un regalo che Elsa Morante ha voluto farci.
Mens sana in corpore sano
Tutto si tiene, lo affermo subito. Mi riferisco ovviamente all’America e a quella parte di essa che ne è il nucleo fondante e centrale. Quella che tiene i fili di quella società e, ahimè, anche del mondo (solo perché c’è chi glielo permette). Quella che in questo preciso momento storico sta facendo danni inenarrabili e che non è slegata al discorso che sto per fare. L’ argomentazione è che le nuove tecnologie sono l’attuazione di un progetto culturale che parte addirittura dai primi pellegrini che arrivarono nel continente americano nel seicento. Se quei pellegrini vivessero oggi, sarebbero la base elettorale che sta dietro all’elezione di Trump tanto per intenderci e sarebbero i più fervidi tifosi dei vari CEO di compagnie tecnologiche.