In quasi trent’anni nel mondo IT ho imparato che l’innovazione non è solo una questione di codice: è il modo in cui i team collaborano, crescono e si trasformano. Dal software operativo ai framework di test automation più avanzati, il mio percorso mi ha portato a guidare progetti tecnici complessi che si sono evoluti in standard aziendali e strumenti di cambiamento. Parallelamente, esploro l’impatto della tecnologia sulla vita delle persone: attraverso articoli, libri e post analizzo come Intelligenza Artificiale e trasformazione digitale stiano ridefinendo il nostro modo di vivere e lavorare, con un’attenzione costante all’etica della GenAI. La mia missione è chiara: fare in modo che la tecnologia lavori per le persone, e non il contrario. Specializzazioni: Strategia di Test Automation | Architetture Software | Soluzioni Java Enterprise | Migrazioni di Sistema | Ottimizzazione dei Processi | Benessere Digitale | Etica della GenAI | Leadership e Mentorship

Dai modelli ai “Gems”

Quando l’AI smette di essere generica e diventa tua. L’Intelligenza Artificiale sta passando da modelli generici a ruoli specializzati. Con Gemini e i Gems, Google propone un’AI che lavora nel contesto reale delle persone, non in una chat isolata. Questo articolo esplora perché questa transizione conta più di qualsiasi confronto tra modelli.

Identità dinamica vs profiling algoritmico

Negli ambienti digitali personalizzati l’AI sembra conoscerci sempre meglio. In realtà costruisce modelli del nostro passato, non della nostra identità in divenire. Questo testo riflette sul divario tra identità dinamica e profiling algoritmico, mostrando come i sistemi di raccomandazione tendano a restituirci versioni sempre più coerenti, e sempre meno vive, di noi stessi. Un’analisi non apocalittica, ma critica, di una proprietà emergente della personalizzazione: il congelamento silenzioso dell’evoluzione personale.

L’illusione della produttività infinita: quando l’AI accelera il vuoto

L’intelligenza artificiale rende il vuoto (di senso) scalabile, riproducibile, industriale. Accelerando la produzione di contenuti formalmente corretti ma spesso privi di direzione, l’AI rischia di saturare l’attenzione e indebolire la capacità di distinguere ciò che conta davvero. Una riflessione sull’illusione della produttività infinita e sul valore, sempre più raro, dell’attrito cognitivo.