Autore, studioso di Storica Contemporanea e dei partiti politici, Sociologia, processi economici, Scienza del lavoro e Relazioni Industriali, Etica dell'AI
L’errore di fondo: l’IA è neutra (e non neutrale)
Il vero nodo, allora, non è se l’IA sia neutra in teoria, ma chi decide come viene progettata, implementata e governata. Perché è in quelle decisioni — spesso invisibili — che si gioca il futuro della nostra autonomia, della coesione sociale e della dignità umana.
I rischi che corriamo
Il punto non è demonizzare l'intelligenza artificiale, ma riconoscere che l’IA sta diventando, se non lo è già, un moltiplicatore di strutture di potere.
Intelligenza Artificiale, potere cognitivo e manipolazione
Intelligenza Artificiale, potere cognitivo e manipolazione
Il nichilismo contemporaneo (nell'era dell'Intelligenza Artificiale)
Questo articolo nasce da un pensiero che ho in mente da tempo e su cui, probabilmente, si riflette sempre poco: la noia. Premetto che non è mia intenzione scomodare filosofi o psicologi, né proporre verità definitive; il mio intento è semplicemente quello di una persona che prova a stimolare una riflessione condivisa.
IA come agente linguistico ed economico
Il rischio è una società formalmente governata dagli esseri umani, ma sostanzialmente diretta da Intelligenze Artificiali, con un progressivo svuotamento della sovranità democratica e della responsabilità politica. Senza questa riflessione, l’ascesa dell’IA non sarà solo tecnologica, ma una trasformazione silenziosa delle categorie stesse con cui pensiamo l’umano.
Un nuovo universalismo tecnocratico?
Una tecnologia è utile finché resta uno strumento potente e dichiarato come tale; il problema nasce quando l’IA viene trattata come un quasi-soggetto, una quasi-presenza, che sembra dialogare, comprendere, rispondere. E non è una confusione innocente perché indebolisce la capacità umana di riconoscersi come origine delle decisioni. Una riflessione a partire dalla Costituzione di Anthropic per Claude e la semantic interoperability
Cambio di paradigma?
Non è l’IA a cambiare il mondo, ma siamo noi che stiamo riadattando il mondo all’intelligenza artificiale e il rischio non è che l’IA diventi simile all’umano, ma che l’umano venga progressivamente adattato ai parametri della macchina.
Capitalismo della Sorveglianza vs Biodiversità del Pensiero
Biodiversità del Pensiero: la difesa ad oltranza E’ la battaglia a cui siamo tutti chiamati, oggi. Il capitalismo della sorveglianza vive di previsione e standardizzazione dei comportamenti; chiaramente più i soggetti sono leggibili, tracciabili e statisticamente coerenti, più diventano economicamente valorizzabili e, in questo senso, la standardizzazione cognitiva (gusti simili, linguaggi simili, reazioni simili) non è un effetto collaterale, ma una condizione funzionale alla monetizzazione dei dati.