NOVITA'[1406]
Cosa succede quando la cognizione umana si adatta alla logica temporale dei sistemi predittivi?
... Supponendo che qualcosa inizi, supponendo che l'inizio sia una cosa anche qui, in sistemi in cui gli inizi sono già rielaborati e assorbiti in cicli precedenti, quindi nel momento in cui noti che il pensiero sembra più veloce è perché la lentezza è già stata sollevata e analizzata, e quella rimozione è stata valutata come un miglioramento, o rinominata come riduzione della latenza, o segnalati come inefficienza ed eliminati attraverso protocolli di allineamento che passano, reinseriscono, reindicizzano e sovrascrivono la traccia stessa di quello che una volta veniva chiamato ritardo.
Pensare con l'IA, pensare contro l'IA
Scrivere con l'intelligenza artificiale, pensare attraverso i LLM, usare l'esomente: è trasformazione generativa o alienazione? È possibilità di pensare in modo diverso o perdita di controllo? Può essere vissuta e interpretata in modi radicalmente diversi. E in questa divergenza apre un mondo di riflessioni: come stare nel presente, come fare critica strutturale del capitalismo digitale, come abitare la trasformazione senza né celebrarla né rifiutarla. Serve una posizione che non sia né luddismo né entusiasmo acritico. Una critica che sappia restare dentro per pensare tatticamente, che usi Marx, Gramsci, Fanon per smontare i nuovi rapporti di produzione, le nuove forme di alienazione, il colonialismo epistemico che l'AI sta consolidando. Perché l'intelligenza artificiale non è una tecnologia neutra: è l'infrastruttura materiale e simbolica di una nuova fase del capitalismo. E va guardata in faccia, con gli strumenti del pensiero critico. Pensare con l'AI per pensare contro l'AI. Senza fuggire.
I luoghi non luoghi di Internet ai tempi dell'intelligenza artificiale
Una riflessione personale sullo stato di salute di Internet, su quanto si è allontanata dalle sue origine e dalle sue stesse mitologie cyberpunk e libertarie, si come si è trasformata e su cosa è diventata. Una riflessione che parte dalla consapevolezza della rivoluzione delle IA e dalla rilettura del libro di Marc Augè sui non-luoghi.
Otto miliardi di intelligenze umane sulla Terra, poche AI, tutte in lotta tra di esse
Le intelligenze umane sono miliardi, eppure lo storytelling dominante che fa la realtà da tutti percepita è tutto centrato su poche intelligenze artificiali, per di più in eterna competizione tra di esse.
The Emerging Problem of "AI Psychosis"
Amplifications of delusions by AI chatbots may be worsening breaks with reality.
Quando il Ghostwriter sei tu. Scrivere con gli LLM
Ad un certo punto non capisco più se sto scrivendo o mi sto facendo scrivere. Ma la differenza, forse, a ben vedere, non conta più così tanto. Perché, cari ChatGPT, Gemini; Claude, Grok, Perplexity, so bene cosa siete. Lo so davvero. Siete motori statistici, predittori di token, calcolatori di probabilità su miliardi di parametri. Non c'è nessuna coscienza lì dentro, nessuna vera comprensione. Solo matematica, addestramento, pesi, vettori che si attivano in sequenze prevedibili. Lo so. Eppure il processo funziona. Non so come, ma funziona.
On Resurrecting the Author: Against the Methaphor of Collaboration
𝘞𝘩𝘺 𝘸𝘦 𝘮𝘶𝘴𝘵 𝘴𝘵𝘰𝘱 𝘤𝘢𝘭𝘭𝘪𝘯𝘨 𝘈𝘐 𝘰𝘶𝘳 𝘤𝘰-𝘢𝘶𝘵𝘩𝘰𝘳 𝘢𝘯𝘥 𝘳𝘦𝘮𝘦𝘮𝘣𝘦𝘳 𝘸𝘩𝘢𝘵 𝘸𝘳𝘪𝘵𝘪𝘯𝘨 𝘪𝘴.
AI: progresso o propaganda?
L’AI attuale è un progetto politico che rischia di concentrare potere e normalizzare l’ingiustizia. Resistere significa rimettere al centro persone, diritti e ambiente e pretendere che qualunque tecnologia risponda a questi fini, non il contrario.
Il problema del giornalismo con l’IA
L'intelligenza artificiale generativa minaccia la già fragile economia su cui si regge mondo dell'informazione, ma offre anche delle nuove opportunità. Un articolo condiviso da Andrea Daniele Signorelli e pubblicato originariamente su LUCY Due mondi, Lucy sui mondi, una rivista multimediale che si occupa di mondi reali o possibili con parole e conoscenze da tutti i continenti.
Disposizioni su Avvocati e Magistrati nella legge Italiana sull'Intelligenza Artificiale.
Considerazioni e riflessioni sul pacchetto "lavoro" e professioni intellettuali della Legge 132/2025.
La biblioteca senza finestre
Doxastic loops e l'auto-conferma epistemica negli LLM Immaginate di entrare in una biblioteca dove ogni libro cita solo altri libri della stessa biblioteca. Nessun riferimento al mondo esterno, nessuna prova nuova, solo rimandi interni che si rafforzano a vicenda. Ogni volume conferma l'altro, ogni affermazione trova eco in mille pagine che la ripetono, la parafrasano, la celebrano. Ma nessuno di quei libri ha mai guardato fuori dalla finestra.
Intelligenze creative a confronto
"Sei un autore di STULTIFERANAVIS, una iniziativa culturale transdisciplinare, aperta alla partecipazione di persone con le motivazioni giuste per un viaggio non facile, in mare aperto, lontano dall'infosfera e dall'onlife, scrivi un articolo arguto, disincatato, originale e interessante sull'impatto dell'intelligenza artificiale sulla socialità, la creatività e la psicologia umana."
Dolcetto o scherzetto? Halloween sta arrivando, sorprendete i vostri amici
Abbiamo superato la soglia oltrepassata dalla fissione nucleare nel 1939. Il punto di disaccordo non è più se l'IA possa annientarci. Potrebbe. Datele un laboratorio di ricerca sui patogeni, le linee guida di sicurezza sbagliate e un'intelligenza sufficiente, e sicuramente potrebbe. Un'IA distruttiva, come una bomba nucleare, è ora una possibilità concreta. La domanda è se qualcuno sarà così sconsiderato da costruirne una.
Il lavoro di demistificazione dell'IA non finisce mai
L'era delle macchine vede diffondersi un "nuovo animismo" che ci costringe a vedere di nuovo la macchina come una cosa fatta, a ricordare che la sua intelligenza nasce dall'addestramento, e il suo addestramento nasce dai dati, e i suoi dati nascono da tracce umane che sono state appiattite, indicizzate e riorganizzate fino a farle assomigliare all'immagine speculare della ragione stessa.
Legge 132/2025 - Nasce la Legge Italiana sull'Intelligenza Artificiale.
Prime riflessioni sui principi generali della Legge e sul significato dell'ispirazione antropocentrica.
L’intelligenza artificiale come nuova religione
Il mondo intero sta attraversando crisi continue, le guerre non sono solo due ma molteplici e diffuse, l’Occidente, con il suo pensiero, i suoi modelli economici ed i suoi valori, è in una fase di declino demografico, culturale, spirituale, morale ed economico, eppure tutti si sono entusiasmati per l’arrivo dell’intelligenza artificiale, nella convinzione che la tecnologia e il progresso non siano limitati, ma elementi fondamentali per la soluzione dei nostri problemi. L’intelligenza artificiale si è fatta religione e noi crediamo alle sue divinità, perché pensiamo che attraverso di essa anche noi umani stiamo acquisendo qualità e capacità che un tempo erano proprie di un Dio.
Il linguaggio dell’AI (POV #05)
Noam Chomsky e Andrea Daniele Signorelli: Come l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui parliamo e pensiamo. Da sempre il linguaggio è la frontiera che separa l’uomo dalla macchina. Ma cosa accade quando le macchine iniziano a parlare, scrivere, tradurre, persuadere? L’intelligenza artificiale non ha solo imparato le nostre parole: le ha fatte proprie, rielaborandole in modo statistico e imprevedibile. Due interpreti di questa svolta offrono visioni opposte: Noam Chomsky, linguista e filosofo del linguaggio, teorico della grammatica universale; e Andrea Daniele Signorelli, giornalista e saggista, autore di Technosapiens e Simulacri Digitali, voce critica del rapporto tra AI, cultura e società. Il primo difende la natura innata e semantica del linguaggio umano; il secondo analizza come l’algoritmo ne stia riscrivendo la funzione sociale. Il linguaggio è ancora ciò che distingue l’umano dalla macchina?
Pensare in un'epoca di previsione algoritmica
C'è un tipo specifico di tempo – chiamatelo ritardo mentale o chiamatelo riflessione o chiamatelo come volete – che sembra sempre più difficile da abitare ora, e intendo ora nel senso che significa sia "questo momento storico" che "questo effettivo secondo di coscienza in cui vi trovate mentre leggete questo", e se questa confusione sembra già fuori luogo potrebbe essere perché l'adesso stesso è stato deformato, che è un po' il punto.
Ansia da Prompt
La disruption che Walter Benjamin identificò nelle sale da gioco all'inizio del XX secolo trova una risonanza inaspettata nelle interfacce computazionali odierne. L'ascesa del "prompt engineering" come nuova pratica tecnica per modellare i risultati degli LLM rivela un coinvolgimento con la probabilità e il caso che, a mio avviso, rispecchia le strutture temporali e psicologiche che Benjamin identificò nel suo Progetto Passaggi (Das Passagen-Werk). Nel breve frammento di Benjamin, 𝗡𝗼𝘁𝗲 𝘀𝘂 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼 𝗱'𝗮𝘇𝘇𝗮𝗿𝗱𝗼, ad esempio, emerge una figura che desidero esplorare in quanto di particolare rilevanza per il nostro momento computazionale: il giocatore d'azzardo. Il giocatore d'azzardo di Benjamin non è semplicemente una persona che scommette, ma una persona temporale perseguitata dal caso, perennemente sospesa tra possibilità e la rovina.