Futuro, Cambiamento, Complessità e Ambiente
La ragnatela di Ottavia - Architetture sospese tra natura e desiderio
Dal dialogo tra Marco Polo e Kublai Khan 3 - interpretazioni di Luca Sesini e Beppe Carrella
Wakanda e il futuro che vogliamo. Dati, diritti, energia pulita
di Luca sesini e Beppe Carrella
Chrestotes o Agathosyne?
Una delle cose che più di tutte mi ha affascinato (se non del tutto folgorato) in questo mio percorso di studi intrapreso negli ultimi anni è il significato della parola agathosyne (ἀγαθωσύνη), trovata per la prima volta tra le righe dell'enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco.
Tempi di crepe
Un testo tratto dal mio ultimo libro 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 -𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨. La vera sfida del futuro non è tecnologica, non si annida nelle intelligenze artificiali o nei metaversi, sta dentro la vita biologica e psichica reale, è rappresentata dalla comunità di persone che la abitano, dalla loro capacità di immaginare futuri e costruire il divenire attraverso la prassi. Il benessere di tutti non può nascere da algoritmi che ne quantificano misurandoli livelli di felicità e gradi di soddisfazione individuali. Nasce dall’aderenza a ideali di felicità e giustizia comuni, dalla qualità delle relazioni, dal rapporto profondo da preservare in quanto favorevole alla vita umana che si riesce a stabilire con gli altri, con la natura e con l’ambiente, dal senso che riusciamo a dare alle cose, ai fatti e alle nostre esistenze.
I problemi più interessanti
Forse è questo che significa essere umani: non soltanto risolvere problemi, ma vivere tra di essi, crearli, riformularli e trasmetterli. Ogni generazione eredita domande che non ha inventato. Le accettiamo come dati di fatto, come se fossero parte del paesaggio: l’ordine matematico della natura, le regole dell’architettura, la ricerca della giustizia.
La colpa di cambiare
Un uomo che cambia non è più un simbolo: è un enigma. Ed è allora che nasce il disprezzo. Perché la metamorfosi è uno specchio, e chi la guarda teme di riconoscersi. Tutti vogliono essere liberi, ma nessuno vuole vedere cosa accade quando la libertà prende forma — quando un uomo decide di non essere più ciò che gli altri vogliono che sia. Il cambiamento non è mai estetico, è ontologico. Tocca l’essere, lo deforma, lo riscrive. E questo, per chi resta immobile, è intollerabile.
Respirare aria di futuro
Questo testo è stato tratto dal mio libro 𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐭à 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐫𝐨𝐧𝐚𝐯𝐢𝐫𝐮𝐬. Riflessioni brevi, pensieri critici, punti di vista non conformistici e visioni politicamente scorrette.
Come andare avanti: speranza o coraggio?
Quando scrivo, il concetto sul quale mi soffermo spesso è quello della crisi. Nulla di casuale, anzi molto di contingente, visto che nella crisi ci troviamo tutti. Non tutti ne hanno piena consapevolezza, molti la esorcizzano rimuovendola, alcuni ne hanno già accettato un esito apocalittico e per questo parlano di collasso di una civiltà in atto. Tutti gli altri fingono di non sapere e accettano le narrazioni che la negano parlando d’altro (gli umani sono sempre stati bravi nella fuga…)!
L'Intelligenza Artificiale e la Legge di Amara
Mentre scrivo queste righe nell'ottobre 2025, sto vivendo uno di quei momenti storici in cui la realtà supera la fantascienza, ma non nel modo che tutti si aspettavano. L'intelligenza artificiale ha attraversato il picco delle aspettative gonfiate e sta scivolando inesorabilmente nella "valle della disillusione" , proprio come predetto dalla celebre Legge di Amara, formulata negli anni '80 dal futurista Roy Amara: "Tendiamo a sovrastimare gli effetti di una tecnologia nel breve periodo e a sottostimare i suoi effetti nel lungo periodo".
Tra scienza e religione: spunti sull’ecologia integrale nella Laudato si’
Ho riletto nelle vacanze la Laudato Sì e mi sono reso conto di quanto profonde siano le conoscenze scientifiche da cui scaturisce il concetto di ecologia integrale in una descrizione “che – come dice Peter Kammerer - ha le ali”. Francesco lascia trapelare riflessioni scientifiche profonde di cui è consapevole ed informato, ma che non emergono direttamente e la cui coerenza è rintracciabile in una visione estremamente rigorosa ed aggiornata che proverò ad analizzare. Non a caso Guido Tonelli, il fisico del CERN non credente, fa propria la lettura del creato di Franceso. Io provo qui ad indagare questo percorso così trascurato dalla politica dell’Occidente attuale che riduce a tecnica ogni aspirazione umana. Ricordo che il famoso rapporto Draghi sull’Europa, in un profluvio di tecno-capitalismo cita 21 sigle di organizzazioni internazionali, ma mai l’IPCC e, tanto meno, la Laudato SI’. Tratto di seguito di un mio punto di vista che dalla scienza osserva il cammino verso la fede nella Laudato. Per Francesco il percorso è ovviamente il contrario. Voglio però osservare come le due direzioni - da scienza a religione e da religione a scienza- nell’argomentazione del Pontefice spesso coincidano e si sovrappongano.
Oltre il visibile: la coscienza che ridefinisce il nostro rapporto con il pianeta
Stiamo vivendo tempi di crisi ecologica e sociale che richiedono un cambio di paradigma non solo nelle politiche e nelle tecnologie, ma nella nostra stessa percezione di ciò che siamo e del nostro rapporto con la natura. L’articolo si ispira a riflessioni di Tom Murphy "Animistic Physics” e al libro di Federico Faggin "Oltre l’invisibile", per parlare di come la coscienza – intesa come esperienza universale – possa diventare un ponte verso una trasformazione profonda, sia individuale che collettiva. Non si tratta solo di scienza di frontiera, ma di un richiamo aperto a tutti a riscoprire la nostra interdipendenza con la vita e il pianeta, coltivando consapevolezza, responsabilità e nuovi modelli di cura.
Project Manager Hacker in tempi di scosse
Questo articolo dialoga idealmente con il volume Il project management emergente. Il progetto come sistema complesso, opera che ho letto con profitto e dalla quale ho tratto molteplici spunti per ripensare il ruolo del project manager nell'epoca dell'incertezza. Le riflessioni contenute in quel testo, unite alle intuizioni di Ulrich Hermanns sul "quarto shock epistemico", tracciano insieme un orizzonte teorico e operativo completamente rinnovato per la disciplina.
Alzare i tassi, abbassare il controllo. Appunti di project management hackerato
L’altro giorno, in un raro slancio di ordine domestico, ho deciso di mettere mano a un paio di scaffali della mia libreria. Fra volumi dimenticati e vecchi appunti, mi è capitato tra le mani qualcosa che non ricordavo nemmeno di possedere: *Io sono Giorgia*, l’autobiografia dell’attuale presidente del Consiglio. Nulla contro la persona – non è questo il punto – ma molto, moltissimo ci sarebbe da dire sulle scelte politiche del suo partito, specie di fronte al silenzio e alle ambiguità che circondano il genocidio in Palestina. Ma non è questo l’argomento che voglio affrontare qui. Chi mi legge sulla *Stultifera Navis* sa che il tema che porto avanti è quello del **project management hackerato**, un modo diverso di pensare la gestione dei progetti, più critico e sistemico, meno allineato al gergo aziendale e più vicino all’analisi delle strutture profonde del potere e dell’organizzazione. Così, invece di riporre quel libro, ho deciso di liberarmene: l’ho lasciato in una di quelle edicole di *bookcrossing* che amo frequentare, nella speranza di separarmene per sempre. E proprio lì, come spesso accade quando si lascia spazio al caso, ho trovato qualcosa di molto più stimolante: un libro dimenticato ma in ottimo stato, quello che troverete citato in appendice. Leggendolo, ho cominciato a riflettere su alcune idee che collegano l’economia, la politica e la gestione dei progetti. Idee che, come scoprirete tra poco, partono dal semplice atto di “alzare” o “abbassare” i tassi di interesse e arrivano a raccontare molto di più: il modo in cui governiamo sistemi complessi senza mai controllarli davvero.
Gli ultimi giorni.
Letto l'articolo "Droni o non droni" di Carlo Mazzucchelli, l'Autore cita il grande H.P. Lovecraft individuando nelle sue opere quel buio che rappresenta il declino della razza umana.
Città leggere, mondo pesante: Calvino e la leggerezza sostenibile.
Dal dialogo tra Marco Polo e Kublai Khan 1 - interpretazioni di Luca Sesini e Beppe Carrella
Il gioco di prestigio di Turing. Computabilità al posto della complessità
Turing propone di leggere gli stati del mondo -complessi, caotici, non lineari- attraverso una 'macchina a stati discreti'. Questo è il senso della 'computazione'. La proposta finisce per essere un gioco di prestigio: risolvere i problemi impliciti nella 'calcolabilità' tramite la 'computabilità'; porre la simulazione al posto dell'osservazione; guardare i sistemi complessi tramite modelli che sono sistemi meccanici. Sostituire al mondo la rappresentazione del mondo proposta da una macchina detta computer.
[fu·tù·ro]
“futuro [dal lat. futurus] – Che sarà o verrà in seguito; ciò che, rispetto al presente, deve ancora avvenire. Il tempo che verrà o gli avvenimenti che in esso si succederanno: prevedere, indovinare, predire. In grammatica, tempo futuro, categoria del verbo che indica l’azione in quanto si deve svolgere nel futuro. Sotto l’aspetto morfologico, il futuro italiano proviene da una precedente forma perifrastica del latino volgare: darò da dare habeo; in varie lingue, invece, la perifrasi è ancora presente: così in tedesco, dove si ricorre all’ausiliare werden «divenire», o in inglese, dove si utilizza shall «dovere» e will «volere».” (Treccani.it)
L'economia della ciambella: un nuovo paradigma per l’umanità nel XXI secolo
Viviamo un momento storico cruciale, in cui i modelli economici tradizionali basati su crescita infinita e sfruttamento illimitato mostrano tutte le loro contraddizioni. Kate Raworth, con la sua teoria della "ciambella", ci offre una bussola preziosa per ripensare l’economia del XXI secolo, mettendo al centro la giustizia sociale e il rispetto per i limiti planetari. L'antropocene ci ricorda che il nostro metabolismo globale è in crisi: sovrasfruttiamo le risorse naturali e oltrepassiamo i confini che mantengono in equilibrio la vita sul pianeta. Ma c’è una via per prosperare entro uno spazio sicuro e giusto, dove nessuno sia privato di bisogni essenziali e dove si rispettino i limiti biofisici della Terra. Nel mio ultimo articolo approfondisco le 7 mosse di Raworth per un’economia rigenerativa, distributiva e inclusiva, fondata su una nuova antropologia economica che riconosce l’essere umano come socialmente interdipendente. Si apre così la sfida di superare la disuguaglianza sociale e il degrado ambientale come due facce di un’unica crisi sistemica. Solo con un cambio di paradigma culturale, politico ed economico potremo davvero costruire un futuro sostenibile e giusto per tutte le generazioni.
Ontologie insorgenti. Città, codice e complessità oltre l’ordine moderno
Viviamo in un’epoca in cui l’ontologia – la domanda su ciò che esiste e conta – non è più dominio esclusivo della metafisica. Grazie a reti comunitarie, tecnologie accessibili e pratiche urbane distribuite, emergono nuovi modi di fare mondo. Ispirandosi alle riflessioni di John D. Barrow, questo articolo esplora il principio antropico come chiave per leggere non solo l’universo, ma anche città, codici e sistemi di governance. Le “leggi” che regolano l’esistenza non sono scoperte una volta per tutte, ma negoziate collettivamente, situate nei contesti. L’ontologia diventa un gesto progettuale: codificare condizioni di esistenza, proporre costanti locali, generare realtà vivibili. In questo senso, fare ontologia è oggi un atto radicale, creativo, profondamente politico.