La pace possibile da bramare

Della Cultura della Pace si deve parlare: la natura nostra è fuoco d’amore, di libertà, di verità. La pace è un valore che si agisce, e la sua modalità di espressione è corale. Nel panorama mondiale, testimoni dell’agire la pace ve ne sono, per qualche strana ragione si ripropongono però uomini di guerra, il male fa più notizia evidentemente. È uno strano sistema il dare parzialità di conoscenza, dimenticando ciò che è bene, utile, vero. Mi soffermerò su alcuni punti che hanno segnato la storia, tracciando percorsi ancora oggi di esempio. La pace, a mio avviso, si agisce nel mistero della spes contra spem. Ma porsi domande è necessario: quanto è presente nella coscienza dei ‘potenti’ della terra l’idea di pace? Soprattutto: è percepita tale idea di bene nell’umanità? Cosa si fa per porla in essere? L’epocalità della crisi etica mondiale induce a far sempre rinascere la scommessa di una filosofia che abbia a cuore una prospettiva irenica concreta. LECTIO MAGISTRALIS CATTEDRA DELLA PACE Premio Nazionale “Segni di Pace”, ASSISI - 21 aprile 2024

L’Occidente senza visione

Vivendo in Cina si percepisce, al di là di ogni possibile giudizio sul suo sistema politico, una forza che oggi avverto molto meno nelle società occidentali: la coesione prodotta da una visione.

Può una guerra essere 'giusta'?

Nel 2003 speravo che nell'intimo della coscienza dei leader la domanda "avremo fatto la cosa giusta?" fosse sempre presente. Su quella speranza ero probabilmente troppo ottimista. Resta però che la domanda continuano a doverla porre in pubblico, e che nessuno di loro può permettersi di rispondere che non è pertinente.

S/Concerto

Nel 1983, in un conservatorio di Gerusalemme, un ragazzo israeliano e una ragazza palestinese si innamorarono inseguendo le note di un duetto mozartiano. Qualcuno, nei piani alti del Mossad, intravide il pericolo. In quanto a candore, c’era stato il precedente di Fatima: se la musica poteva compiere il miracolo, andava piegata al controllo. Corsa ai ripari. Da laboratori segreti emerse un progetto – chiamato “Coro di Distrazione” – basato su studi di neuro-modulazione: usare la musica per saturare la mente umana, tenerla occupata mentre il potere opera indisturbato. “La musica è l'arma migliore che abbiamo per la pace e per far capire alle persone che condividiamo tutti la stessa umanità.” (Daniel Barenboim)

Quando la sovranità perde il territorio

All’inizio avevo pensato di raccontare un’Italia poco visibile: quella delle imprese che provano a costruire intelligenza artificiale, a sviluppare competenze proprie e a misurarsi con il tema, sempre più discusso, della sovranità digitale. Avevo raccolto testimonianze, esperienze e casi concreti. Poi quel percorso si è interrotto, prima che potesse diventare un articolo. Forse è stato un bene: mi ha permesso di evitare un’altra disputa destinata a consumarsi fra entusiasmi, scherno e appartenenze, e di tornare su un terreno più vicino alla mia esperienza, quello delle infrastrutture, della continuità operativa e della responsabilità delle decisioni.

Il 25 Giugno. Cento anni e ancora

Per confrontarci con l'attualità del pensiero di Foucault, abbiamo organizzato un incontro online, che ha avuto luogo il 25 giugno 2026. Di seguito alcune rotte seguite e il link all'evento.

Breve anatomia di una transizione storica

Prima o poi dovremo assumerci la responsabilità , specialmente come Europa, e dovremo fare i conti con il fatto che la globalizzazione non costituiva il punto di arrivo della storia ma, invece, il prodotto di una particolare configurazione geopolitica; venuta meno questa configurazione, la storia torna a manifestarsi nella sua forma più autentica ovvero come competizione tra interessi, identità, culture e visioni del mondo differenti.

Giorgia & The Donald

Il recente scambio di battute tra il Premier Italiano Giorgia Meloni e il Presidente americano Donald Trump sta trasformando il loro rapporto a distanza in una serie tv carica di rinunciabili colpi di scena. Un continuo "botta e risposta" secondo il più classico copione del "c'eravamo tanto amati" che evidenzia i limiti inquietanti nella politica internazionale di entrambe le nazioni. Milioni di persone corrono il rischio di pagarne le conseguenze.