Quando l’AI esce dallo schermo

L’intelligenza artificiale non è più solo qualcosa che risponde. Sta iniziando a percepire e agire nel mondo reale. Questo passaggio cambia tutto: non stiamo più introducendo strumenti, ma sistemi che hanno conseguenze concrete. Una riflessione su cosa succede quando l’AI esce dallo schermo.

Da gendarme del mondo a pirata, a sconfitto!

Domani scade l’ennesimo ultimatum all’Iran, chiesto da un presidente Trump che ha dichiarato di volere riportare l’Iran (la Persia) all’età della pietra. Peccato che non si rifletta come l’età della pietra rischia di allargarsi ben oltre i confini persiani e danneggiare tutti, compresa la sonnolenta, impreparata e pavida Europa.

Sull’equinozio e sull’arte dimenticata di attraversare le soglie

Oggi abbiamo perso il senso delle soglie che ci ricordano la nostra collocazione nel cosmo. Tecnicamente avanzatissimo e ritualmente analfabeta, l'uomo occidentale cambia continuamente posizione restando, nel profondo, fermo. Eppure l'esigenza non è scomparsa: è parte costitutiva del nostro essere-umani. L'equinozio è un'offerta che ci fa l'universo. Serve soltanto lasciarsi attraversare da tre domande: da cosa mi sto separando? Verso cosa mi sto muovendo? Sono disposto a stare nel mezzo il tempo necessario? L'equinozio di primavera come metafora per riflettere sul significato dei riti di passaggio, sulla perdita del senso delle soglie nella cultura occidentale e sull'esigenza, mai scomparsa, di sincronizzare il ritmo individuale con qualcosa di più grande

La regola del più forte

Dopo la Seconda guerra mondiale la comunità internazionale ha cercato di costruire un sistema di regole capace di limitare la guerra e regolare i rapporti tra Stati. La Carta delle Nazioni Unite ha stabilito un principio fondamentale attraverso il quale gli Stati devono astenersi dall’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di altri paesi. Questo principio è stato spesso interpretato o aggirato dalle stesse potenze che ne avevano promosso l’adozione. Per questo, più che parlare di una semplice crisi delle regole democratiche, forse, sarebbe necessario interrogarsi su come il diritto internazionale conviva da decenni con gli equilibri di potere della politica globale.

La guerra e l’illusione della supremazia. Una lezione dall’antico Egitto raccontata da Wilbur Smith

Una lezione fondamentale della storia militare insegna che la superiorità tecnologica permette di distruggere, ma non garantisce né il controllo del territorio né la stabilità politica. È la dinamica vista in Vietnam, Afghanistan, Somalia, Iraq, Libano, Gaza, e stiamo forse avviandoci ad allungare l’elenco. Le tecnologie avanzate permettono decapitazioni mirate della leadership, distruzione delle infrastrutture, dominio aereo e remoto del campo di battaglia, innumerevoli vittime. Ma il controllo del territorio, la legittimità politica, la gestione delle popolazioni civili, la costruzione di un ordine politico stabile e la chiusura reale di un conflitto seguono logiche diverse. Le forme della guerra cambiano, ma la competizione per le risorse rimane sempre la stessa. Nell’età del bronzo come oggi.

Il continente senza qualità.

La codardia e il servilismo dell’Europa di questi tempi sono vergognosi. Il fastidio maggiore è determinato dal silenzio di leader europei e vertici delle istituzioni che non fanno alcuna dichiarazione sulle violazioni del diritto internazionale e si allineano, genuflessi e in silenzio, a sostegno di una nuova guerra illegale e irresponsabile. Il silenzio è tanto più rumoroso quanto più è evidente l’assenza di qualsiasi strategia dietro le scelte del presidente americano, probabilmente più interessato a mettere a tacere i media sul caso Epstein che a risolvere realmente i problemi del Medio Oriente.

Yuk Hui, Post-Europa. Decolonizzare la filosofia nell’era delle macchine-IA

Una breve recensione nata come riflessione di approfondimento sul libro Post-Europa di Yuk Hui da poco terminato di leggere. Un testo interessante nel suo mettere a confronto Oriente e Occidente suggerendo il superamento dell'opposizione ideologica che li vede sempre come l'uno contro l'altro. Su tutto pesa il concetto di colonizzazione.

“Defending against AI is like using butterfly nets against ballistic missiles.”

Today’s conservative guardians of “eternal values” won’t outrun AI, not even if they sprint. Trying to hide from it is like raising a paper umbrella during a barrage of ballistic missiles. The shockwave is already forming, and most people still pretend it’s just a passing breeze. Their moral fortresses crumble the moment the algorithm enters the room. What they call protection is nothing more than ritualised denial dressed up as principle. And the unsettling truth is that the real storm hasn’t even begun to gather. We’re standing at the edge of the blast zone, insisting it’s sunrise.

Dal Mondo Nuovo alla Nuova Sostenibilità: Etica digitale e Inclusione in Brave New World e 1984

di Luca Sesini e Beppe Carrella La sostenibilità digitale si propone come antidoto alle derive tecnologiche contemporanee, perché non riguarda soltanto aspetti tecnici, ma investe anche dimensioni culturali e politiche. Non basta limitarsi a ridurre l’impatto ambientale dell’IT — come il consumo energetico dei data center — occorre ripensare profondamente il ruolo della tecnologia nella società. Promuovere un uso etico e consapevole degli strumenti digitali significa orientare la trasformazione digitale verso obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusivo e responsabile. La tecnologia, in sé, non è né virtuosa né dannosa: è il modo in cui la impieghiamo a determinarne gli effetti

Intervista ImPossibile a Bruno Latour (IIP #22)

L’intelligenza artificiale non pensa, governa. Bruno Latour ci ha insegnato che la modernità si è costruita su una finzione utile, quella di separare natura e società, scienza e politica, fatti e valori. Una finzione che ha permesso di presentare molte scelte come “neutrali” o “oggettive”, quando in realtà erano già politiche, ma non dichiarate. Oggi l’AI rende questa finzione più fragile perché mostra in modo chiaro ciò che era già presente, ovvero regole nascoste dentro ai sistemi, criteri che decidono al posto nostro, forme di potere esercitate attraverso dispositivi tecnici, senza responsabilità visibile. In questa intervista impossibile, Latour non risponde alla domanda “che cos’è l’intelligenza artificiale?”, ma a “chi sta davvero agendo quando è una macchina a filtrare le informazioni, assegnare punteggi, classificare persone?” “Chi se ne assume la responsabilità?”