A former director and business manager, philosopher and technologist, he is the founder of SoloTablet (www.solotablet.it), a Web project that since 2010 has promoted critical reflection on technology and its effects, aimed at (Techno)awareness, knowledge and responsibility. An expert in marketing, communication and management, he has worked in managerial and executive roles in Italian and in multinational companies with international responsibilities. Focused on innovation, he has implemented programs aimed at change and innovation, increasing the strategic value of the company's relational capital and customer loyalty, through cutting-edge technologies and innovative approaches. Journalist and storyteller, author of twenty-two books, trainer, speaker at conferences, seminars and conventions. He is an expert in the Internet, social networking, collaborative environments on the network and social network analysis tools. Always available to discuss and dialogue. STULTIFERA NAVIS co-founder.

Studia, programma, innova!

Un testo scritto nel lontano 2013 (non c'era ancora ChatGPT o Claude) per il mio progetto SOLOTABLET e qui riproposto per suggerire la lettura delle opere di due autori tra loro diversi: Douglas Rushkoff (Programma o sarai programmato) e Steve Johnson (Dove nascono le grandi idee. Storia naturale dell'innovazione). A mio modesto parere questi autori e i loro libri sono sempre attuali e proponibili per la loro lettura.

Eโ€™ tutto una questione di Lampi!

Un testo scritto nel lontanissimo 2011 e pubblicato sul mio portale SoloTablet. Vi si parla di un libro, per me a quel tempo ritenuto importante. Un libro diย Albert-Lazlo Barabasiย initolato โ€œLAMPI la trama nascosta che guida la nostra vitaโ€, edito e pubblicato in lingua italiana da Einaudi allโ€™inizio del 2011.

Manifesto per un nuovo Homo sapiens (The Sapiens)

Lโ€™Homo sapiens si trova in una fase critica della sua evoluzione millenaria. La tecnologia che ha creato avanza molto piรน rapidamente di quanto la sua consapevolezza e coscienza gli permettano di padroneggiarla. La sfida che Homo Sapiens si trova davanti non รจ negare lโ€™avanzata della tecnologia e la sua evoluzione accelerata, ma fare uno sforzo maggiore per comprenderla meglio, per conoscerne implicazioni ed effetti, per individuare in che modo metterla al servizio e a vantaggio degli esseri umani senza cedergli il controllo e farsi condizionare.

Timothy Leary. Caos e cibercultura, 1994

Uno psicologo diventato lโ€™icona della controcultura degli anni โ€™60 e famoso per essere lโ€™autore di uno slogan popolare e forse anche molto malinteso e manipolato: Turn On, Tune In, Drop Out โ€“ Accenditi, sintonizzati, lasciati andare.

La vita emotiva sotto metrica: come le piattaforme digitali hanno reso le emozioni computabili

Le piattaforme digitali hanno operato una trasformazione radicale della vita emotiva attraverso l'introduzione di metriche quantificabili (likes/MiPiace, reazioni e interazioni, emoji, commenti, ecc.). Questo breve saggio prova ad analizzare come tali metriche non si limitino a misurare emozioni preesistenti ma le trasformino ontologicamente, (ri)creandole, rendendole discrete, computabili, estrattive, e funzionali all'accumulazione capitalistica. Attraverso l'analisi del caso Linkedin, si mostra come anche le emozioni professionali siano state colonizzate dal paradigma metrico. Infine, si discute il progetto Stultifera Navis come tentativo di resistenza attraverso l'abolizione radicale delle metriche affettive.

Dicono di lei e delle sue poesie

Due recensioni sui libri di Lavinia Capogna, autrice della Stultiferanavis. La prima รจ di Silvia Lanzi e recensisce il romanzo Il giovane senza nome. La seconda รจ di Marina Caracciolo.

Tempi di crisi, tempi filosofici

Viviamo tempi filosofici, oltre che molto tecnologici e digitali. Filosofici lo sono perchรฉ siamo dentro una grande crisi che contiene una infinitร  di crisi emergenti. Forse prevedibili ma che non riusciamo piรน a comprendere, affrontare e superare con concetti, formule, modelli e teorie (nebbie) universali tradizionali varie.

Una provocazione intellettuale

Viviamo dentro la complessitร , fatta di interdipendenze di tutto con tutto. Questa interdipendenza, globale e planetaria, รจ stata accelerata dalla tecnologia che ci ha dato lโ€™illusione di poter progredire allโ€™infinito, anche a scapito della natura, ritenuta ormai parte integrante dellโ€™antroposfera.

Come andare avanti: speranza o coraggio?

Quando scrivo, il concetto sul quale mi soffermo spesso รจ quello della crisi. Nulla di casuale, anzi molto di contingente, visto che nella crisi ci troviamo tutti. Non tutti ne hanno piena consapevolezza, molti la esorcizzano rimuovendola, alcuni ne hanno giร  accettato un esito apocalittico e per questo parlano di collasso di una civiltร  in atto. Tutti gli altri fingono di non sapere e accettano le narrazioni che la negano parlando dโ€™altro (gli umani sono sempre stati bravi nella fugaโ€ฆ)!

Il continente senza qualitร 

La codardia e il servilismo dellโ€™Europa di questi tempi sono vergognosi. Il fastidio maggiore รจ determinato dal silenzio di leader europei e vertici delle istituzioni che non fanno alcuna dichiarazione sulle violazioni del diritto internazionale e si allineano, genuflessi e in silenzio, a sostegno di una nuova guerra illegale e irresponsabile. Il silenzio รจ tanto piรน rumoroso quanto piรน รจ evidente lโ€™assenza di qualsiasi strategia dietro le scelte del presidente americano, probabilmente piรน interessato a mettere a tacere i media sul caso Epstein che a risolvere realmente i problemi del Medio Oriente.

Viviamo dentro un ologramma globale?

Ciรฒ che sta succedendo in Medio Oriente in questi giorni non รจ che lโ€™ultima espressione di una realtร  che ci appare e ci viene raccontata nella sua espressione finale, ma che in realtร  รจ il risultato emergente che racchiude in sรฉ tutti i possibili e le altre possibilitร  che sono andate perse quando lo stato emergente รจ diventato quello finale.

Costruire un nuovo umanesimo

Abbracciare un nuovo umanesimo puรฒ trasformare tutti in costruttori di utopie capaci quindi di immaginare e dare forma a nuovi mondi verso i quali dirigersi, lasciandosi indietro un tecno-mondo diventato acquario trasparente, riflettente la realtร  grigia e triste che lo racconta, portatrice di solitudini e infelicitร , ma soprattutto impossibilitata a soddisfare i bisogni reali delle persone che lo frequentano. Il disincanto crescente che interessa un numero crescente di persone รจ foriero di grandi cambiamenti, ma prima bisogna partecipare alla battaglia culturale che serve per alzare lo sguardo dagli schermi e immaginarsi territori utopici nei quali trasferirsi, non da soli ma insieme a molti altri.