Umanesimo, Etica, Valori e Spiritualità
Dante, Böhme, Kant, Bernanos, Sen: analogie e spunti per un'etica del digitale
Serve oggi, nel pensare a proposito del presente, libertà e coraggio. In cerca di un'etica per i tempi del trionfo -forse solo apparente- della cultura digitale e della cosiddetta intelligenza artificiale, serve andare a cercare spunti, analogie e chiavi di lettura non consuete. Il pensiero di Dante Alighieri, Jakob Böhme, Immanuel Kant, Georges Bernanos, Amartya Sen apre la strada ad una riflessione sulla 'giustizia' e sulla 'responsabilità' nel tempo presente.
Risposta a Giovanni Bruni: la gratitudine del corretto
Esiste un genere di critica che ferisce e un genere che affila. La critica di Giovanni Bruni è del secondo tipo, e voglio dirlo prima di tutto il resto: questo è esattamente il dialogo per cui vale la pena salire a bordo di una nave come questa. Non rispondo per difendermi. Rispondo perché Bruni ha fatto qualcosa di raro — ha letto con attenzione sufficiente da identificare non solo dove l'armatura cede, ma dove avrebbe potuto reggere se costruita diversamente. Quella mappa è preziosa. Usarla è la sola risposta degna.
Magnifica Humanitas: un cantiere nascosto
L'enciclica di Papa Leone “Magnifica Humanitas” fornisce un ritratto dell’intelligenza artificiale tutt’altro che immateriale o magico. Dietro ogni elaborato dell’intelligenza artificiale si nasconde una rete intricata di cavi, centri dati, infrastrutture energivore e, soprattutto, persone.
Il diritto di non essere giudicati da una macchina esiste già?
Nell'era degli agenti AI, il diritto di non essere giudicati esclusivamente da una macchina è ancora una garanzia reale o solo un principio sulla carta? Un viaggio tra GDPR, AI Act e casi concreti per riflettere su un tema sempre più urgente: quali decisioni siamo davvero disposti a delegare agli algoritmi e quali, invece, devono restare una responsabilità umana?
Forgetting how to say “Thou”: artificial intelligence and the crisis of relation
Debates about artificial intelligence often focus on whether advanced systems might become conscious, sentient, or deserving of moral standing. While philosophically important, such debates can obscure a more immediate ethical transformation already underway: artificial intelligence is increasingly reshaping human relational life.
Prima di dire "io"
Prima di dire "io" c'erano altri. Una riflessione tra bioetica ed etica dell'intimità sulla dipendenza originaria, la gratitudine e il mito contemporaneo dell'individuo che si è fatto da solo.
Da soli, non siamo liberi. Un racconto di un seminario sulla libertà nelle organizzazioni.
Com'è stato un seminario dedicato alla libertà nei contesti lavorativi. Attraverso il dialogo tra filosofia (Étienne de La Boétie, Isaiah Berlin, Hanna Arednt) ed esperienza organizzativa, con il prezioso contributo dei partecipanti, abbiamo esplorato il rapporto tra autonomia, ruolo, responsabilità e partecipazione. Ne è emersa un’idea di libertà non come assenza di vincoli, ma come possibilità di pensare, prendere parola, incidere e costruire insieme agli altri uno spazio di lavoro più vivo.
L'arte dell'intuarsi. Dante, salute mentale e la responsabilità di entrare nel mondo dell'altro
La responsabilità collettiva non nasce nelle istituzioni, ma nel modo in cui una persona incontra un'altra persona. Non può esistere un'etica dell'intelligenza artificiale se prima non esiste un'etica della relazione umana. La più importante forma di prevenzione della sofferenza umana inizia quando impariamo a vedere nell'altro una persona e non una funzione. Che cosa accadrebbe se la più importante infrastruttura di una società non fosse tecnologica, economica o politica, ma relazionale? Attraverso il concetto dantesco di intuarsi e inmiarsi, questo articolo propone una riflessione sul rapporto tra salute mentale, educazione, responsabilità collettiva e qualità delle relazioni umane, sostenendo che il futuro delle nostre comunità dipenderà sempre più dalla capacità di riconoscere nell'altro una persona e non semplicemente una funzione, un ruolo o una statistica.
Ēthos anthrōpōi daímōn.
Sulla tensione tra destino e libertà nell’esperienza del dolore trasformativo Se un evento contingente — che avrebbe potuto non essere — produce una trasformazione che non sarebbe stata possibile senza di esso, come si descrive il rapporto tra la contingenza dell’evento e la necessità — vissuta, narrativa, forse irriducibile alla sola narrazione — della trasformazione?
L’umanesimo di Karl Marx
L’unica speranza di salvezza è la salvaguardia del pensiero critico, l’attivazione di un processo di autoriflessione che riporti alla coscienza ciò che è stato rimosso.
Il Potere della Bellezza
L’Estetica come Inganno Cognitivo
L'ambiente che non si lascia leggere
Fiducia digitale, etica dell'informazione e il problema del segno opaco Luciano Floridi, ne Il nodo etico (Raffaello Cortina, 2026), fonda l'etica dell'informazione come etica ambientale: l'infosfera non è il luogo in cui sorgono problemi morali, è essa stessa oggetto di considerazione morale. L'articolo incrocia questa fondazione con lo strumentario semiotico di Eco per interrogare la fiducia digitale come condizione di leggibilità dei sistemi. Quando la responsabilità si distribuisce tra agenti umani e artificiali e il funzionamento interno dei sistemi resta opaco, la fiducia cessa di essere un atto di volontà per diventare un problema di segni: si dà solo dove l'ambiente rende interpretabili le proprie regole. La tesi è che il Digital Trust non sia una proprietà dei sistemi che funzionano, ma dei sistemi che si lasciano leggere.
Kasparov, l'Eroe della Classe Egemone
Kasparov piace a Computer Scientist e di Ingegneri dell'Interfaccia Uomo Macchina perché sancisce un assetto sociale dove, essendo l'essere umano obbligatoriamente connesso alla macchina, loro, Computer Scientist e di Ingegneri dell'Interfaccia Uomo Macchina, i Sorveglianti della Connessione uomo-macchina, sono la classe egemone.
Nixi Pãe | La medicina sacra della foresta
Abstract Nel cuore della foresta amazzonica, dove il respiro si fonde con quello della terra e ogni suono sembra custodire una memoria, esiste uno spazio in cui la coscienza smette di essere lineare e inizia a trasformarsi. La cerimonia dell’Ayahuasca, o Nixi Pãe, lo “Spirito Madre delle Acque”, non è solo un'esperienza rituale, ma un processo profondo di auto-organizzazione della coscienza. In uno stato liminale, privo di strutture rigide, la mente, il corpo e le emozioni entrano in una dinamica emergente: ciò che era frammentato si riconnette e ciò che era silenzioso prende forma. Non si tratta di un viaggio controllato. È una frattura. È proprio in questa frattura che nasce qualcosa di nuovo. Le visioni non sono semplici immagini, ma configurazioni di senso che emergono spontaneamente. Una casa trasparente, simbolo di contenimento e integrazione, e la jibóia, incarnazione della metamorfosi e del legame con la Madre Terra. Ogni elemento diventa un centro di coerenza attorno al quale la coscienza rinegozia sé stessa. In questo processo: il caos non è una perdita, ma una condizione generativa; l’instabilità non è una debolezza, ma un’apertura; il senso non viene costruito, ma emerge. La presenza dello sciamano, degli anziani, i canti (icaros), i suoni e il respiro della foresta diventano catalizzatori di una profonda risonanza tra interno ed esterno. È qui che la coscienza trova un nuovo equilibrio, non tornando a ciò che era, ma trasformandosi. La "metamorfosi" non è un evento straordinario, ma una possibilità intrinseca: la capacità della coscienza di rigenerarsi integrando ciò che era dissonante senza perdere la propria identità. E quando l’esperienza si dissolve, qualcosa resta. Non la sostanza. Non il rito. Ma la visione.
Gli esseri umani sono ancora capaci di esserlo?
Forse essere umani non significa possedere intelligenza, linguaggio o coscienza. Forse significa qualcosa di molto più fragile. La capacità di riconoscere nell’altro una presenza che non possiamo controllare completamente. Qualcuno che esiste fuori da noi e che, nonostante questo, ci riguarda.
Il deserto che produce branchi
Una riflessione sul disagio giovanile, il fallimento della comunità educante e il progressivo impoverimento culturale ed emotivo della società contemporanea. Dalle periferie all’analfabetismo funzionale, dai social trasformati in arene emotive permanenti alla solitudine della scuola, il testo prova a interrogarsi sulle radici profonde della violenza e sulla fragilità democratica di una società che smette di coltivare coscienza critica, interiorità e relazioni umane.
Dignità
Non ti ho assegnato, o Adamo, né una sede determinata né un proprio volto né alcun privilegio che fosse esclusivamente tuo, affinché quella sede, quel volto, quei privilegi che tu desidererai, tutto tu possa avere e conservare secondo il tuo desiderio e il tuo consiglio. La natura determinata per gli altri è chiusa entro leggi da me prescritte. Tu, invece, te le fisserai senza essere impedito da nessun limite, secondo il tuo arbitrio al quale ti ho consegnato. Ti ho posto nel mezzo del mondo perché di là tu possa più agevolmente abbracciare con lo sguardo tutto ciò che c'è nel mondo. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, affinché, quasi di te stesso arbitro e sommo artefice, tu possa scolpirti nella forma che avrai preferito. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori proprie dei bruti, potrai rigenerarti secondo la volontà del tuo animo nelle cose che sono divine. È ANCORA COSÌ?
Sicofante
Ci vengono proposte ogni pie' sospinto parole nuove. Sembra inevitabile: nuove tecnologie digitali, nuovo lessico. Un lessico esoterico, fatto di parole inglesi, presto diffuse da consulenti ed esperti. Parole che più di spiegare occultano. Molte, in realtà, sono le parole per dire in modo semplice e chiaro di come la macchina di cui tanto si parla si rivolge agli umani che la usano con 'excessive validation or praise'. Ma si sceglie di dire: 'Sycophancy'. Propongo quindi un breve viaggio tra le possibili parole capaci di definire l'atteggiamento, dall'antica Grecia ad oggi. Viaggio che mi permette di dire, in conclusione: 'Dario Amodei è un sicofante'.
Valzer, lambrusco e libertà
“Valzer, Lambrusco e Libertà” è un evento progettato insieme all’Assessora alla Cultura del Comune di Castelvetro di Modena, all’interno della rassegna “Sguardi dell’Emilia”, promossa insieme ai Comuni di Spilamberto e Castelnuovo Rangone. Svoltosi il 18 aprile 2026. Questo piccolo momento di riflessione ci ha per qualche istante liberato dalle cupezze della guerra e da un futuro nel quale ci sembra di essere dei burattini manipolati da altri.