Guido Tahra nasce a Biella, terra tessile per eccellenza. Intraprende studi tessili di design che lo conducono a diventare già in giovane età, Direttore Creativo per blasonate aziende del Fashion System in Italia prima e nella Cina dell’Estremo Oriente poi. Parallelamente coltiva le sue più profonde passioni intellettuali: Filosofia, Religioni, Cosmologia. I molti anni trascorsi in Cina gli permettono di affinare le conoscenze sul Taoismo e sul Buddismo. Oggi vive tra Italia, Cina e Dubai dove insegna all’università. Filosofo e scrittore poliedrico, affronta tematiche esistenziali con innovativo vigore esplorando l’inesplorabile, proponendo inedite chiavi di lettura volte a riscrivere il Pensiero che fino ad ora ha guidato le nostre Vite. Scrive saggi filosofici, romanzi e poesie esistenziali in via di pubblicazione, trattando con incisiva sobrietà e profonda analisi, i dubbi e le domande che una Umanità in cerca di se stessa, da sempre, si pone.

L’Occidente senza visione

Vivendo in Cina si percepisce, al di là di ogni possibile giudizio sul suo sistema politico, una forza che oggi avverto molto meno nelle società occidentali: la coesione prodotta da una visione.

Essere o Non Essere

Speculazione sull’eccezione dell’esistenza Per millenni l’essere umano ha creduto che l’Essere fosse la condizione naturale dell’universo. Che la realtà fosse colma di forme, di materia, di vita. Eppure lo sguardo della cosmologia contemporanea suggerisce una possibilità più radicale: L’Essere non è la norma del cosmo. È l’eccezione.

Filtrerà tra l'ombra

Versitersi è un progetto di videocomposizioni di breve durata, un minuto al massimo, in cui immagini e musica si intrecciano per mettere in discussione la narrazione umana, spesso orientata all’autoglorificazione Sono frammenti: talvolta autobiografici, talvolta impersonali. Si muovono attorno all’esistenza, e soprattutto alla sua declinazione umana , fragile, contraddittoria, irrisolta Brevi messaggi, senza pretesa di verità: a volte di speranza, a volte di riflessione, a volte di una rassegnazione che non è resa, ma passaggio Perché è forse solo attraverso il riconoscimento della nostra fragilità che diventa possibile (ancora) costruire…