Geopolitica dello rimosso: Iran, Groenlandia e la contraddizioni delle narrazioni imperiali alla prova della storia

Analizzando i casi dell'Iran e della Groenlandia, il saggio decostruisce le narrazioni mediatiche dominanti, mostrando come l'ordine del discorso contemporaneo si fondi sull'amnesia dei traumi storici. La rimozione del conflitto produce un'illusione di stabilità, ma il passato riemerge violentemente come sintomo inatteso e apparentemente incomprensibile.

Obiettivo raggiunto

Le petroliere salpano verso l’America, il vertice si prepara in Asia, e noi siamo a bordo di un’altra nave, quella dei folli di Brant, a discutere su chi tenga il timone senza che nessuno ci abbia chiesto dove vogliamo andare.

In questo momento l'unico pericolo "con e per" l'Intelligenza Artificiale è l'uomo.

L'Ai è una tecnologia trasformativa. Fondamentale. Di cui abbiamo bisogno? Si. E' salvifica. Perché l'umanità si sta estinguendo. Siamo imprigionati nel pianeta Terra. Le cui risorse stiamo esaurendo. Mi dispiace per quelli che vogliono prendersi una pausa ma l'umanità non si mette MAI in pausa nel suo consumo sfrenato delle risorse. In questo articolo cercherò di spiegare perché abbiamo bisogno della tecnologia dell'Intelligenza Artificiale e come dovremmo considerarla. Nel contempo cerco di ribadire quali sono i principali rischi a cui stiamo andando incontro non "per colpa" dell'Ai ma per la natura dell'uomo. Per ciò che è, per quello che fa e come lo fa.

Come superare la sostituzione lavorativa dell'Intelligenza Artificiale. Un esempio con il caso degli Avvocati.

Prima di affrontare il “terrore” esasperante dell'aspetto c.d. sostitutivo è necessario svolgere due diversi ragionamenti. Altrimenti il presente testo non sarebbe diverso da tanti altri millenarismi che profetizzano disoccupazione e disagio o disordini sociali il tutto quasi in chiave di “Sacrifici umani, cani e gatti che vivono insieme! Masse isteriche!” come nella celebre sequenza del film Ghostbusters. La prima parte di questo articolo cerca di fare il punto sulla imminente fase di accelerazione e su ciò che inevitabilmente sarà la risposta tecnologica e scientifica nel rapporto uomo-macchina intelligente. La seconda parte affronta brevemente il concetto di lavoro che a quanto parte vorremmo preservare o difendere provando a introdurre il quesito del “se ne vale davvero la pena”. Infine si propone una soluzione che ad avviso dello scrivente è l'unica davvero meritevole di essere percorsa. Compatibile con quello che sappiamo ma in particolare con ciò che non possiamo sapere del futuro. Per praticità la categoria di riferimento in esito a questo scritto, sarà quella degli Avvocati datosi che è quella a cui appartengo ed è anche una delle più indicate come a rischio sostituzione. Voglio infine aggiungere che nello scrivere il presente articolo ho tenuto anche conto delle osservazioni che mi sono pervenute dai lettori dei miei scritti. In particolare per quanto riguarda i testi, le ricerche e i contenuti on line che mi sono stati segnalati e di cui in parte cerco di dare conto nel prosieguo di questo articolo.

L’Occidente senza visione

Vivendo in Cina si percepisce, al di là di ogni possibile giudizio sul suo sistema politico, una forza che oggi avverto molto meno nelle società occidentali: la coesione prodotta da una visione.

La natura che parla

Stranamente ognuno di noi,pur possedendo un orologio non ha mai tempo per niente e per nessuno. Cammina dritto per la sua strada senza mai fermarsi e pensare a sé stesso che sta per cadere in un vortice di paura e di rabbia impedendogli di contemplare con occhi disincantati la propria esistenza

Il caldo, il dogma e la paura: anatomia della certezza climatica.

Questo articolo esplora il confine tra scienza, comunicazione e politica nel dibattito sul cambiamento climatico. Senza negare la realtà del riscaldamento globale, l’autore mette in discussione la trasformazione dell’incertezza scientifica in certezza politica e morale, analizzando le fallacie logiche e i meccanismi retorici che caratterizzano parte della comunicazione mainstream. Un invito a distinguere tra evidenza, modello, scenario e decisione, per recuperare un approccio autenticamente critico e razionale a uno dei temi più importanti del nostro tempo.

I misteri di Dialog Society riaprono il dibattito sui contenuti (e il controllo) dei think tank che si occupano di Ai.

La recente fuga di notizie a proposito di un think tank altamente riservato denominato Dialog Society sta facendo discutere poiché secondo quanto riportato da una parte della stampa durante gli incontri si discuterebbe, fra l'altro, del futuro dell'Ai con la partecipazione di membri di alto profilo fra cui numerosi multimiliardari tra i quali i celebri Elon Musk e Peter Thiel come pure personaggi legati alla pubblica amministrazione americana (bipartisan), Governatori e alti funzionari della Difesa. Sembra interessante cercare di capire i "come" e i "perché" dello sviluppo dei think tank, strumento di partecipazione, spesso esclusiva che si è molto accreditato negli ultimi anni. Evitando però le facili tentazioni delle teorie cospirative in omaggio a un realismo più pragmatico. In particolare nel momento in cui i lavori riguardino una tecnologia così trasformativa e essenziale come l'Ai.

SICCITÀ

Non c'è dubbio che la siccità sia la cifra dei nostri tempi. Non solo quella climatica ahimé. Anche quella umana. Così violenta che se produce così tanta aridità emotiva e cognitiva non dovrebbe destare preoccupazione?

Che genere di società dovremmo aspettarci se fosse l'Ai a decidere al posto nostro?

Alcuni esperimenti creano delle simulazioni dove le Ai autogestiscono la società. I risultati sono interessanti. Tuttavia dovremmo forse cogliere l'opportunità non solo per valutare l'impatto dell'Ai ma anche che tipo di società pretendiamo di conservare e di tramandare. Se l'errore nella directory fosse quello che abbiamo creato noi e chiedessimo all'Ai di replicarlo corriamo il rischio di essere noi a creare il nostro Ghost in the Shell o il più classico Mostro di Frankenstein. Come possiamo creare l'utile per ottenere il meglio?