Filoponìa. Una proposta eumanistica e la sua sperimentazione cubana

Filoponìa: innovativa proposta formulata da Andrea Surbone, per una nuova umanità improntata al bene, e alla serena coesistenza fra ambiente, mercato e uguaglianza. Un modello sociale in grado di contrastare e sostituire, nella cultura come nella realtà, il modello basato dell’accumulazione. E' prevista una sperimentazione del modello a Cuba. Questo articolo è proposto in italiano, in spagnolo e in inglese.

Utopia: la sua triplice funzione

Utopia: andare oltre ciò che è presente, cercando ciò che fino ad ora non è stato, ma si spera, nonostante tutto, possa essere. L'utopia ha una triplice funzione. Osservare in luce critica le organizzazioni vigenti. Indicare ideali etici: ideali che, anche se lontani dalla realtà immediata, possono indirizzare l'azione individuale e collettiva. Ipotesi di lavoro, in grado di mostrare i risultati che si potrebbero ottenere mediante una organizzazione totalmente differente da quella presente.

Intervista ImPossibile a Gregory Bateson (IIP #17)

Mente, natura e connessioni dell’AI Antropologo, biologo, cibernetico e filosofo del pensiero sistemico, Gregory Bateson (1904–1980) ha dedicato la sua opera a smontare la separazione tra mente e natura. Contro l’idea di una mente rinchiusa nel cervello o riducibile a un meccanismo logico, Bateson concepiva la mente come un sistema vivo di relazioni, diffuso nei circuiti che collegano organismi, ambienti, linguaggi e culture. Il suo obiettivo dichiarato era infatti «costruire un quadro di come il mondo è collegato nei suoi aspetti mentali», mostrando che il pensiero non è mai isolabile dal contesto in cui prende forma.

La Morte di Eros: Come la tecnologia sta eliminando l'attrito che ci rende umani

La Morte di Eros: Perché la comodità digitale ci sta estinguendo. Nel 1968, l'esperimento "Universo 25" dimostrò che l'abbondanza senza sfide porta all'estinzione sociale. Oggi, l'Intelligenza Artificiale ci offre una gabbia dorata simile: una vita senza dolore, senza sforzo e senza Eros. Un'analisi su come la tecnologia agisce come una "madre iperprotettiva" che atrofizza la nostra volontà e perché la vera ribellione del XXI secolo consiste nell'abbracciare la difficoltà.

Oltre le etichette

Viviamo immersi in una complessità senza precedenti. Come l'abbiamo affrontata? Frammentandoci noi stessi. Invece di abitare la complessità del reale, abbiamo moltiplicato all'infinito le categorie identitarie, nella convinzione che definire ogni sfumatura dell'essere ci avrebbe aiutato a orientarci. Il risultato è l'opposto: ci siamo persi in un labirinto di etichette.

L’aria della città rende liberi. O no?

Piccoli esercizi di detox dalla civiltà. Quale futuro ha la civiltà di fronte all’incedere del mondo multipolare, del riscatto di popoli, comunità e singoli individui? Nella libertà individuale e nell’autodeterminazione delle comunità, attraverso un detox dalla civiltà nei suoi aspetti più tecnocratici, una speranza per il futuro. Un futuro multipolare che sembra voler sfuggire alle maglie del nostro concetto di civiltà e, soprattutto, all’ opera di civilizzazione.

Oltre lo strumento: come costruire una cultura della qualità che sopravvive ai tool

La domanda che ogni organizzazione si pone dopo aver esaminato gli strumenti disponibili è apparentemente pragmatica: quale bug tracking system dovremmo adottare? La risposta vera, quella che raramente viene pronunciata esplicitamente, è che la domanda stessa è formulata male. Non esiste uno strumento universalmente superiore, così come non esistono processi universalmente applicabili. Esistono contesti organizzativi specifici, ciascuno caratterizzato da vincoli, obiettivi e livelli di maturità differenti, e strumenti che si adattano meglio o peggio a questi contesti particolari. La selezione appropriata richiede un esercizio di auto-diagnosi organizzativa che precede qualunque valutazione tecnologica. Prima di confrontare feature list, prima di calcolare costi di licensing, prima ancora di installare versioni di prova, l'organizzazione deve comprendere sé stessa attraverso sei dimensioni critiche che determinano quale compromesso tecnologico risulterà sostenibile nel tempo.

Il paradosso del capitalismo: più spingiamo e più velocemente falliamo

Senza un nuovo contratto sociale, più il sistema spinge, più velocemente si disgrega—lacerando il tessuto economico, sociale ed ecologico che ne sostiene la legittimità. Quando il lavoro di cura viene spostato o svalutato, e la responsabilità reciproca si erode sotto la logica di mercato, anche i motori più potenti del progresso minano infine le proprie fondamenta.