Intervista ImPossibile a Sigmund Freud (IIP #23)

La macchina e l’inconscio L’AI promette di analizzare comportamenti, prevedere desideri, automatizzare decisioni. Si presenta come uno strumento capace di leggere l’umano attraverso i dati, trasformando tracce digitali, linguaggi e abitudini in modelli predittivi. Ma può davvero comprendere l’essere umano? O rischia, al contrario, di ridurre la complessità psichica a un sistema di calcolo e previsione? Interrogare oggi Freud sull’intelligenza artificiale è un modo per indagare quanto dell’esperienza umana può essere tradotto in dati. Fondatore della psicoanalisi e teorico dell’inconscio, Freud ha mostrato che il comportamento umano non è guidato soltanto dalla razionalità o dall’interesse, ma attraversato da desideri, rimozioni, conflitti, fantasie e pulsioni che sfuggono alla coscienza. La sua teoria della mente - articolata tra Es, Io e Super-Io - ha incrinato l’idea moderna di un soggetto pienamente consapevole di sé, introducendo una frattura destinata a segnare tutto il pensiero contemporaneo. Oggi, a più di un secolo di distanza, l’intelligenza artificiale sembra riproporre una nuova promessa di conoscenza totale. Attraverso l’analisi dei dati e l’apprendimento automatico, le macchine sono in grado di individuare correlazioni, anticipare comportamenti, suggerire decisioni. In questa prospettiva, l’AI appare talvolta come una forma di psicoanalisi automatizzata, un sistema che classifica e prevede. Eppure la psicoanalisi non è mai stata una semplice tecnica di osservazione. Il sintomo, per Freud, non è un dato oggettivo da registrare, ma un messaggio da interpretare all’interno di una relazione. Il desiderio, una forza che si manifesta attraverso rimozioni e ritorni. Il sogno, una formazione dell’inconscio che parla per spostamenti e condensazioni. Da qui nasce la tensione tra psicoanalisi e intelligenza artificiale. Una macchina può riconoscere schemi, ma può interpretare il senso di un sintomo? Può distinguere tra comportamento e desiderio? Può comprendere ciò che nell’essere umano resta contraddittorio, non riducibile a una sequenza di dati? Questa intervista impossibile prova a immaginare le risposte di Freud di fronte all’AI, per utilizzare il suo pensiero come strumento critico nel presente. Se l’intelligenza artificiale rappresenta una delle tecnologie decisive del nostro tempo, la psicoanalisi resta uno dei dispositivi più radicali per interrogare l’idea stessa di soggetto. Mettere a confronto questi due contesti significa indagare il confine tra calcolo e desiderio, tra macchina e umano.

Il volto del mortale

Alterità, vulnerabilità e limite dell’estensione etica alle macchine Questo articolo esplora il pensiero di Emmanuel Lévinas sull’alterità, concentrandosi sul volto come esperienza che chiama alla responsabilità. La vulnerabilità e la mortalità dell’altro non sono semplici dati empirici, ma condizioni strutturali dell’obbligazione etica, che precedono ogni norma o calcolo morale. Attraverso questa lente, si riflette sui limiti concettuali dell’estensione dell’etica alle macchine: anche sistemi artificiali sofisticati non possono incarnare la stessa alterità vincolante, perché non sperimentano la finitezza e la vulnerabilità che rendono il volto del mortale irriducibile e non eludibile. Il testo offre così un’analisi della relazione tra alterità, responsabilità e tecnologia.

Yuk Hui, Post-Europa. Decolonizzare la filosofia nell’era delle macchine-IA

Una breve recensione nata come riflessione di approfondimento sul libro Post-Europa di Yuk Hui da poco terminato di leggere. Un testo interessante nel suo mettere a confronto Oriente e Occidente suggerendo il superamento dell'opposizione ideologica che li vede sempre come l'uno contro l'altro. Su tutto pesa il concetto di colonizzazione.

“Defending against AI is like using butterfly nets against ballistic missiles.”

Today’s conservative guardians of “eternal values” won’t outrun AI, not even if they sprint. Trying to hide from it is like raising a paper umbrella during a barrage of ballistic missiles. The shockwave is already forming, and most people still pretend it’s just a passing breeze. Their moral fortresses crumble the moment the algorithm enters the room. What they call protection is nothing more than ritualised denial dressed up as principle. And the unsettling truth is that the real storm hasn’t even begun to gather. We’re standing at the edge of the blast zone, insisting it’s sunrise.

La classe fantasma: quando docenti e studenti copiano dalla stessa IA

Siamo di fronte a una biforcazione storica. L’AI può catalizzare una trasformazione positiva dell’educazione, liberando i docenti migliori da compiti ripetitivi per concentrarsi su ciò che solo l’umano può fare: coltivare curiosità, modellare rigore intellettuale, costruire relazioni educative autentiche. Ma può anche accelerare una deriva già in corso: la riduzione dell’insegnamento a trasferimento di informazioni processate, la perdita della relazione pedagogica come incontro trasformativo tra intelligenze umane, l’atrofia delle competenze sia dei docenti che non sviluppano mai maestria autonoma, sia degli studenti che non incontrano mai resistenza cognitiva produttiva. La differenza tra questi due futuri non risiede nella tecnologia. Risiede nelle scelte politiche, istituzionali e professionali che faremo.

Una sola scheda

Non sempre ci accorgiamo di quando il nostro modo di cercare cambia. A volte smettiamo di esplorare non per mancanza di curiosità, ma perché una risposta arriva troppo in fretta. Questo testo nasce da una sensazione condivisa: il momento in cui approfondire inizia a sembrare superfluo. E il pensiero, senza rumore, diventa più corto.

Romanzo come baule. O istruzioni per l'uso della Stultifera Navis

I romanzi sono piacevoli avvicinamenti alla conoscenza, sono modi di organizzare conoscenze. I romanzi giungono a noi attraverso la forma vincolata del libro: una sequenza di parole, di frasi, di pagine. Ma ci mostrano forme, articolazioni, sistemi, reti, che vanno ben oltre la forma del libro. Si può in particolare guardare proficuamente a romanzi-reti-che-connettono. Casi esemplari: 'The Man in the High Castle' di Philip Dick; 'Pale Fire' di Vladimir Nabokov; 'Vie, mode d’emploie' di Georges Perec; 'Rayuela' di Julio Cortázar. Il ragionare attorno a qualche romanzo è anche una occasione buona per dire qualcosa a proposito di quel luogo digitale di scrittura e lettura che è la 'Stultifera Navis'. La 'Stultifera Navis' è un romanzo-baule.

La Blockchain et la Forêt. The Wood Wide Web

Homo Biodiversitas La forêt est le modèle. Le Bitcoin est l'outil qui nous permet de réaligner notre économie sur ce modèle. Le Mycélium et la Blockchain ne sont pas deux choses différentes. Ce sont deux manifestations, à deux échelles différentes, de la même loi universelle d'organisation des systèmes complexes. Nous sommes enfin en train de construire nos systèmes humains à l'image des systèmes naturels. Nous passons de la pyramide (fragile, centralisée, artificielle) au rhizome (résilient, distribué, organique). L'Homo Biodiversitas, c'est celui qui comprend que pour bâtir une civilisation éternelle, il ne faut pas s'éloigner de la nature, mais copier son code source. Le "Wood Wide Web" n'était pas une métaphore mignonne. C'était un plan d'architecture.

La Guardianía del Sentido

Operacionalizar la guardianía del sentido no significa convertirla en un método cerrado, sino mantenerla como una práctica criterial, situada y reflexiva que introduce preguntas ineludibles en el diseño y despliegue tecnológico. Más que añadir métricas o protocolos, desplaza la atención hacia la lectura de sentido, la cultura organizativa y el contexto, evitando que la eficiencia técnica clausure prematuramente el mundo. No ofrece recetas universales, sino un umbral de responsabilidad desde el que seguir actuando sin abdicar de lo humano.