Psicologia, Emozioni e Identità
Io chi sono?
La domanda "chi sono" non è solo domanda privata, è domanda politica, storica, collettiva, è resistenza. In un'epoca che ha perso le coordinate, che corre senza sapere dove, che brucia senza illuminare e uccide senza sacrificare, chiedersi chi siamo è già un atto di rivolta.
La mente bicamerale e l’intelligenza artificiale: un ritorno alle voci degli dèi
La teoria della mente bicamerale, proposta da Julian Jaynes, suggerisce che gli esseri umani antichi operassero attraverso una divisione funzionale del cervello, in cui le decisioni erano guidate da “voci” percepite come divine. Con l’avvento della coscienza moderna, questa struttura si è dissolta, lasciando spazio all’introspezione e all’autoconsapevolezza. Tuttavia, l’emergere dell’intelligenza artificiale generativa solleva interrogativi sulla possibilità di un ritorno, chiaramente metaforico, a una forma di mente bicamerale, in cui le macchine fungono da nuove “voci” esterne che influenzano il pensiero e il comportamento umano. Questo articolo esplora il parallelo tra la teoria di Jaynes e l’interazione contemporanea con l’AI, analizzando le implicazioni cognitive e culturali di questa evoluzione.
Sempre più rimpiazzabili, sostituibili da cyborg?
Una recensione del libro di Mary Roach: Replaceable You: Adventures in Human Anatomy, che combina rigore scientifico, sensibilità narrativa e aperture filosofiche significative. Il testo fornisce un viaggio di esplorazione del corpo umano fatto con rigore scientifico, curiosità irriverente e una profonda sensibilità per le implicazioni etiche e filosofiche della medicina moderna. In questo libro l’autrice affronta il tema di cosa significhi essere umani in un'epoca in cui sempre più parti del nostro corpo possono essere sostituite, riparate o reimmaginate?
Non siamo Nati Cyborg: una riflessione stultifera in forma di recensione
Una recensione critica che nasce come reazione a un’altra tecno-ottimista pubblicata sulla nave sul libro di Claudo Paolucci: 𝐍𝐚𝐭𝐢 𝐂𝐲𝐛𝐨𝐫𝐠. 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐜𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨. Una recensione scritta come autore di 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 – 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨, un libro nel quale ho messo al centro della riflessione la scomparsa del corpo, del volto (non della faccia che è ovunque) e dello sguardo (ormai sempre chino), celebrando un Nostroverso incarnato, per chiamare alla resistenza dell’umano, contro la (pre)potenza della macchina. Per questo e altro non ho potuto resistere a condividere una riflessione stultifera critica sul libro di Claudio Paolucci. Il libro parla dell’IA come di uno specchio che rivela chi siamo, di una rivelazione del funzionamento dell’intelligenza umana, dentro una continuità evolutiva, di come noi, siamo cyborg per natura. Paolucci vede l’ibridazione come costitutiva dell’umano, io parlo dell’ibridazione tecnologica come di una potenziale alienazione. Quello che segue è il tentativo di riaffermare gli argomenti del mio libro evidenziando ciò che, del libro di Paolucci, non mi ha convinto e non mi sento di condividere.
Siamo Tutti Sorelle di Nietzsche: La Viltà della Sanitizzazione Storica
Il pericolo di editare il passato per costruire una gabbia dorata nel presente Abbiamo scambiato la Verità per il Comfort? Elisabeth Förster-Nietzsche non è stata l'unica a manipolare la storia con le forbici. Oggi, guardando come riscriviamo libri e abbattiamo statue per non offendere la sensibilità moderna, devo porre una domanda scomoda: siamo diventati tutti sue sorelle? In questo articolo analizzo il "Narcisismo Temporale": la pericolosa illusione che il passato debba essere igienizzato per adattarsi alla morale del presente. La storia è un vaccino, non una fiaba. Se cancelliamo l'orrore, perdiamo l'immunità.
La Morte di Eros: Come la tecnologia sta eliminando l'attrito che ci rende umani
La Morte di Eros: Perché la comodità digitale ci sta estinguendo. Nel 1968, l'esperimento "Universo 25" dimostrò che l'abbondanza senza sfide porta all'estinzione sociale. Oggi, l'Intelligenza Artificiale ci offre una gabbia dorata simile: una vita senza dolore, senza sforzo e senza Eros. Un'analisi su come la tecnologia agisce come una "madre iperprotettiva" che atrofizza la nostra volontà e perché la vera ribellione del XXI secolo consiste nell'abbracciare la difficoltà.
L’aria della città rende liberi. O no?
Piccoli esercizi di detox dalla civiltà. Quale futuro ha la civiltà di fronte all’incedere del mondo multipolare, del riscatto di popoli, comunità e singoli individui? Nella libertà individuale e nell’autodeterminazione delle comunità, attraverso un detox dalla civiltà nei suoi aspetti più tecnocratici, una speranza per il futuro. Un futuro multipolare che sembra voler sfuggire alle maglie del nostro concetto di civiltà e, soprattutto, all’ opera di civilizzazione.
Intervista ImPossibile a Jacques Lacan (IIP #13)
Desiderio e AI Oggi viviamo circondati da tecnologie che classificano, predicono e ottimizzano. In questo scenario, l’insegnamento di Jacques Lacan torna sorprendentemente attuale. Che cos’è l’Altro nel contesto dell’intelligenza artificiale? Che forma assume il desiderio quando interagiamo con dispositivi che non parlano ma calcolano? E che ne è del soggetto quando il linguaggio diventa un’infrastruttura tecnica e automatizzata? L’opera di Lacan ha trasformato il modo di intendere la psicoanalisi, rendendola un discorso rigoroso sul linguaggio e sul desiderio. Per lui l’inconscio non è un luogo oscuro colmo di pulsioni, ma una struttura composta da parole, segni e connessioni che seguono una loro logica interna. L’intervista impossibile che segue prova a rimettere in circolo il suo pensiero, facendolo risuonare nel presente e mostrando come il suo discorso continui a sollevare le domande fondamentali del nostro rapporto con l’AI, il potere e il desiderio.
Dalla caverna allo schermo: la progressiva separazione tra corpo vissuto e corpo rappresentato
Questo saggio attraversa la storia della rappresentazione del corpo – dall'Egitto alla Grecia, dal Medioevo al Rinascimento, dal Barocco alle avanguardie, fino all'era degli schermi – seguendo un filo rosso preciso: la progressiva separazione tra corpo vissuto (il corpo sentito dall'interno, esperienza incarnata) e corpo rappresentato (il corpo visto, misurato, codificato dall'esterno).
Kosovo 2025, il moderno Game of Thrones
Il Kosovo moderno si fonda sull’idea di autodeterminazione, ma oggi rischia di negarla proprio a chi porta nel proprio corpo una forma di diversità. Vietare un simbolo per “proteggere la libertà” è un ossimoro politico. Uniformare per integrare significa confondere coesione con omogeneità. Le conseguenze possibili sono note: esclusione scolastica, radicalizzazione identitaria, legittimazione del controllo sul corpo come pratica di governo. E mentre si accusa il velo di non essere “albanese”, ci si dimentica che la maggior parte degli abiti indossati quotidianamente, jeans, giacche, minigonne, cravatte non hanno alcuna origine autoctona.
La Paura di sbagliare
La Paura di Sbagliare non è una nobile consigliera, ma una zia invadente, di quelle che ti lasciano il trauma dall'infanzia col loro "Non si fa così, che non mi dai un bacino!". La Paura di Sbagliare (da allora) ti sussurra: "Non dire la tua, potresti sembrare stupidə, o potresti offendere qualcunə". Un articolo di divulgazione psicologica
La cittadinanza per concessione: diritto o discrezione?
Una riflessione sulla cittadinanza, pensando al passato referendum che è stata l'occasione per parlare molto di cittadinanza, ma spesso in modo mistificatorio e sbagliato, diffondendo notizie false, inverosimili, non vere. Ma cosa dice la legge!
Appunti sulla dispersione dell'io
Martedì, ore incerte
Il lusso invisibile dell'AI. Ovvero: perché usare ChatGPT per scrivere un'e-mail è come andare dal fruttivendolo in elicottero
L'accessibilità ubiqua dei Large Language Models ha prodotto un paradosso: usiamo strumenti computazionalmente costosi con la stessa disinvoltura di un motore di ricerca, senza considerare la sproporzione tra il consumo energetico della richiesta e il valore informativo della risposta. La democratizzazione dell'accesso alla potenza computazionale, lungi dall'essere solo una conquista, comporta un rischio epistemologico: la progressiva perdita del "calibro cognitivo", ovvero della capacità di valutare preliminarmente la complessità di un problema e scegliere lo strumento appropriato. Esternalizzando questa valutazione all'IA, si innesca un loop di competenza in cui la delega perpetua genera ulteriore incapacità di discernimento.
La conoscenza di oggi
"Leggere, per come io l'intendo, vuol dire pensare profondamente" (Vittorio Alfieri).
Data Trash e Internet Pollution
Che Internet possa essere una discarica, una pattumiera a cielo aperto, non lo scopriamo da oggi. Lo sanno da sempre coloro che la spazzatura su Internet la generano e la diffondono, come si fa su molte strade, piazze e sentieri del nostro paese. Lo sanno coloro che navigano da sempre la Rete delle reti con (tecno)consapevolezza, senso etico e responsabilità. Lo sanno gli algoritmi che questa spazzatura spesso creano, utilizzano e diffondono.
Tempo, memoria e alienazione nell’era digitale (POV #10)
Hartmut Rosa e Franco “Bifo” Berardi: Il tempo che viviamo è ancora nostro o è già delle macchine? Viviamo in un’epoca che corre più veloce della nostra capacità di comprenderla. Le macchine non si limitano più a potenziare le nostre capacità: hanno trasformato il ritmo stesso dell’esistenza. Il risultato è uno scarto crescente tra la velocità del mondo e la lentezza interiore dell’essere umano, intrappolato in un presente che non concede pause né occasioni di approfondimento. Su questo si confrontano due autori del pensiero europeo contemporaneo, Hartmut Rosa e Franco “Bifo” Berardi. Rosa, sociologo tedesco, legge la modernità come un regime di accelerazione totale che investe la tecnologia, la comunicazione, il lavoro e perfino le relazioni affettive. Il suo antidoto è la risonanza, una forma di riconnessione con il mondo, un modo per tornare a sentire e vivere il tempo, non solo a misurarlo. Berardi, filosofo e attivista italiano, parte dallo stesso punto di partenza ma ne scaturisce un pensiero. La società digitale ha spinto l’attenzione e l’emotività umane oltre il limite biologico. La salvezza non sta nel rallentare il mondo, ma nel rallentare noi stessi, nel coltivare una lentezza affettiva che restituisca alla sensibilità il suo valore sovversivo. Entrambi parlano dello stesso male, la perdita di esperienza. In un tempo dominato dal flusso continuo di stimoli, informazioni e automatismi, non abbiamo più lo spazio necessario per trasformare ciò che viviamo in memoria, pensiero, significato.
L’oblio dei bit
Ci sarà forse un giorno, tra qualche secolo, in cui qualcuno troverà una scheda di memoria nel terreno, come oggi troviamo una tavoletta d’argilla. La terrà tra le dita, ne studierà la forma e si chiederà: che cosa conteneva? E probabilmente non potrà mai saperlo. Abbiamo imparato a leggere i segni incisi dagli antichi Sumeri,…
L'ospite invadente, l'amica scomoda: l'ansia
Articolo di divulgazione psicologica
[còr·po]
còrpo [latino cŏrpus «corpo, complesso, organismo»]. Termine generico con cui si indica qualsiasi porzione limitata di materia. La struttura fisica dell’uomo e degli animali. Con più preciso riferimento all’uomo, è in genere considerato, soprattutto in concezioni e dottrine religiose, l’elemento corruttibile, e come tale contrapposto all’anima e allo spirito. Parte principale, sostanziale di una cosa, o la parte di mezzo, la parte più grossa. Insieme di cose simili che formano un tutto omogeneo, un gruppo. Raccolta delle opere di un autore o di opere connesse per materia. Complesso di persone che formano un organismo ben determinato in sé. (Vocabolario Treccani)