Intelligenza artificiale, società e politica (POV #23)

Kate Crawfor e Yann LeCun: che cos’è davvero l’intelligenza artificiale? È una forma di intelligenza autonoma o, più semplicemente, un insieme di strumenti costruiti dall’essere umano per analizzare dati, fare previsioni e prendere decisioni? E, in questo scenario, chi detiene il potere, poche grandi aziende tecnologiche e governi, oppure una pluralità di soggetti in grado di orientarne lo sviluppo e l’uso? Affidare scelte a sistemi automatici impone di confrontarsi su questioni concrete. Come vengono tutelati i diritti delle persone, chi è responsabile quando un algoritmo produce errori o discriminazioni, e quali regole dovrebbero governare questi processi? Inoltre, in che modo l’intelligenza artificiale sta già trasformando il lavoro, l’organizzazione sociale e le istituzioni democratiche? Questo articolo affronta questi interrogativi attraverso alcuni temi, mettendo a confronto due figure autori centrali del dibattito contemporaneo sull’AI. Da un lato Kate Crawford, ricercatrice e studiosa dei rapporti tra intelligenza artificiale, potere e disuguaglianze sociali, nota per la sua analisi critica delle infrastrutture tecnologiche e dei loro impatti politici. Dall’altro Yann LeCun, informatico e pioniere del deep learning, tra i principali protagonisti dello sviluppo tecnico dell’AI e sostenitore di una visione più ottimista sulle sue potenzialità. Il confronto tra queste due prospettive consente di osservare l’intelligenza artificiale non solo come tecnologia, ma come questione politica e sociale, in cui scelte tecniche e responsabilità pubbliche risultano sempre più intrecciate.

Il Congresso dei Visionari

Un racconto di Naief Yehya un giornalista e scrittore messicano che vive a New York. Ha pubblicato romanzi e racconti, ma anche saggi. In Italia ho tradotto (insieme a Carlo Milani) Homo Cyborg. Il corpo postumano tra realtà e fantascienza (Eleuthera, 2017) Traduzione di Raul Schenardi

Matrix: quando il futuro bussò alla porta. l’IA tra finzione e imitazione

di Luca Sesini e Beppe Carrella - Matrix mescolava tutto: filosofia e letteratura, cyberpunk e manga, Baudrillard e Philip K. Dick, Orwell e Ghost in the Shell, Neuromancer di Gibson. Un cocktail esplosivo che restituiva una visione potente e inquietante: l'IA non solo imita l'uomo, ma lo supera, lo controlla, lo priva del suo libero arbitrio. Quella che chiamiamo "intelligenza" è simulazione pura: una risposta calcolata, non una riflessione autentica. L'IA riceve input, elabora secondo regole stabilite da chi l'ha costruita, restituisce output. Non pensa. Non desidera. Non sceglie.

Dal Mondo Nuovo alla Nuova Sostenibilità: Etica digitale e Inclusione in Brave New World e 1984

di Luca Sesini e Beppe Carrella La sostenibilità digitale si propone come antidoto alle derive tecnologiche contemporanee, perché non riguarda soltanto aspetti tecnici, ma investe anche dimensioni culturali e politiche. Non basta limitarsi a ridurre l’impatto ambientale dell’IT — come il consumo energetico dei data center — occorre ripensare profondamente il ruolo della tecnologia nella società. Promuovere un uso etico e consapevole degli strumenti digitali significa orientare la trasformazione digitale verso obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusivo e responsabile. La tecnologia, in sé, non è né virtuosa né dannosa: è il modo in cui la impieghiamo a determinarne gli effetti

In mare per ritornare a Itaca che forse non esiste più!

Una breve recensione sul libro di Andrea Pezzi, La nostra Odissea. L’ho acquistato e lo sto leggendo perché mi ha ricordato il mio libro NOSTROVERSO – Pratiche umaniste per resistere al Metaverso e il progetto della Stultiferanavis, metafora perfetta di un viaggio che non è verso un’Itaca del terzo millennio, perché Itaca forse non esiste più.

Who Ruins Your Life More: Your Partner or a Chatbot?

Are chatbots quietly becoming better partners than the people we live with? In a world where your spouse listens with the enthusiasm of a refrigerator, AI offers endless validation and zero eye‑rolling. Psychologists warn against treating bots like therapists, but who wouldn’t prefer a digital confidant that never sighs or schedules you for “next Tuesday at four”? Couples now outsource their arguments to algorithms, each retreating into a perfectly tailored emotional echo chamber. It’s the dawn of therapy without judgment, intimacy without effort, and relationships without actual relating. The only question left is whether your marriage can survive the competition — or whether your phone has already won.

Sinergia Fisica e Ambientale del Biochar per una Sostenibilità dell'Infrastruttura Urbana

Il presente studio propone una nuova ermeneutica della gestione viaria invernale, elevando il biochar al ruolo di mediatore consapevole tra l'infrastruttura urbana e l'equilibrio ecosistemico. Superando il dualismo tra sicurezza tecnica e salvaguardia biologica, il lavoro esplora come la memoria cellulare del legno, trasmutata dalla pirolisi in una matrice di carbonio puro, diventi un "setaccio di energia". Attraverso la sua oscurità radiativa (bassa albedo) e la sua spazialità porosa, il biochar non si limita a contrastare meccanicamente l'ostilità del ghiaccio, ma stabilisce un dialogo termico con la luce solare, rivelandosi come un'architettura di resistenza e cura. Viene così dimostrato che la riduzione degli spazi di frenata e la protezione delle radici urbane non sono meri dati ingegneristici, ma la manifestazione di una sinergia profonda: un ritorno del carbonio alla terra che, mentre garantisce la sicurezza, custodisce la vitalità del suolo. In quest'ottica, la manutenzione stradale cessa di essere un agente contro gli elementi per farsi atto di resilienza, trasformando il carbonio da minaccia climatica in custode della sicurezza e custode del futuro.