Emmanuel Lévinas. L'appello del volto e la responsabilità

La parola/appello del volto è per Lévinas una sorta di ordine, un comando al tempo stesso etico e originario, a cui è necessario rispondere in modo responsabile. La perdita di responsabilità, a cui spesso assistiamo, è causata da un oblio etico, da una soggettività abbandonata a sé stessa, al proprio egoismo che talvolta sconfina nel delirio di onnipotenza.

La grande rimozione

La vera frattura del presente non è tra umanesimo e tecnologia, ma tra una cultura che include il funzionamento e una cultura che lo rimuove. La seconda produce utenti. La prima produce cittadini del mondo tecnico. E questa, oggi, non è una scelta teorica. È una responsabilità culturale.

Estar siendo: L’imperativo dell’agire nel pensiero di Miguel Benasayag

Per Benasayag, l’azione non è la manifestazione esteriore di un’essenza interiore già costituita. È al contrario il processo stesso attraverso cui ci costituiamo come soggetti. Questa inversione è radicale. Noi non agiamo perché siamo qualcosa, ma siamo qualcosa perché agiamo. Questa posizione filosofica ha immediate conseguenze esistenziali e politiche. Significa che non possiamo delegare la nostra esistenza a un’identità precostituita, sia essa nazionale, ideologica o professionale. Significa che ogni momento, ogni situazione, ogni evento richiede una scelta, un posizionamento, un’assunzione di responsabilità. Siamo condannati, ma anche liberati, dall’imperativo dell’azione.

Non si discute con le macchine. O la catastrofe morale dei computer scientist

L'esigenza primaria nell'azione politica e culturale oggi necessaria consiste nell'evitare di stare al gioco che impone a tutti di parlare con la macchina, di guardare alla macchina, di considerare centrale nella nostra vita l'interazione con la macchina. Ciò che è necessario oggi è l'abbandono di queste vie di fuga, ed il ritorno invece a guardare il faccia gli altri esseri umani senza mediazioni macchiniche. Il primo interlocutore con cui è necessario oggi parlare e discutere, lungi dall'essere una macchina, è un umanissimo essere: il creatore di queste macchine. Il computer scientist. Del suo operato dobbiamo discutere. Con lui dobbiamo discutere, richiamandolo alla responsabilità del suo agire.

Hermes e l'educazione connessa.

Educazione come movimento, conoscenza come diritto: viaggio nell'SDG4 Nel mondo antico, Hermes era il messaggero degli dèi. Volava tra Olimpo e Terra con sandali alati, portando parole, intuizioni e transizioni. Era il dio della comunicazione, dei viaggi, dei commerci — ma anche delle soglie, dei passaggi, delle trasformazioni. Oggi, in un mondo digitale che corre più veloce della luce, Hermes torna a parlarci. E lo fa con ali di fibra ottica.

Comunicare per rigenerare: il ruolo della sostenibilità digitale nella comunicazione

La sostenibilità digitale nella comunicazione è un campo ancora giovane, ma in rapida evoluzione. Servono nuove competenze, nuovi strumenti, nuove domande. Come misuriamo l’impatto di una campagna? Come bilanciare visibilità e sobrietà? Come formare i team su questi temi? La sostenibilità digitale non è un vincolo creativo, ma un’opportunità narrativa. Comunicare in modo sostenibile significa scegliere di generare valore, non solo visibilità. Significa costruire relazioni più sane, ambienti più inclusivi, messaggi più autentici.

Filoponìa. Una proposta eumanistica e la sua sperimentazione cubana

Filoponìa: innovativa proposta formulata da Andrea Surbone, per una nuova umanità improntata al bene, e alla serena coesistenza fra ambiente, mercato e uguaglianza. Un modello sociale in grado di contrastare e sostituire, nella cultura come nella realtà, il modello basato dell’accumulazione. E' prevista una sperimentazione del modello a Cuba. Questo articolo è proposto in italiano, in spagnolo e in inglese.

Buon Natale agli amici

Ciò che non si può dire altrimenti si può dire in versi. Tramite la poesia. Per questo non solo la 'Stultifera Navis' ospita poesie, ma affida alle poesie i messaggi forse più importanti.