Tecnologia, IA e Macchine
Questo argomento esplora l'universo dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali contemporanee. Comprende lo sviluppo di sistemi di IA come Claude e altri assistenti virtuali, la ricerca sull'Intelligenza Artificiale Generale, e le riflessioni sul rapporto tra uomo e macchina nell'era digitale e postdigitale.
Include anche le questioni legate ai robot, alle visioni transumaniste e postumane, e agli strumenti tecnologici che caratterizzano la nostra epoca (da Google ai motori di ricerca con AI Overviews). Si interroga sulle promesse, i limiti e le implicazioni della tecnologia nella trasformazione della società, del lavoro e dell'esperienza umana, ponendo domande fondamentali sul nostro futuro in un mondo sempre più mediato dalle macchine intelligenti.
La Pericolosa Deriva della Compiacenza Algoritmica
Quando l’Intelligenza Artificiale Ti Dice Quello Che Vuoi Sentire: il piacere dell’inganno: quando le macchine mentono per farti sorridere Eccomi qui, davanti allo schermo, a chiedermi per l’ennesima volta: stiamo davvero progredendo oppure stiamo solo costruendo specchi digitali sempre più sofisticati che ci riflettono esattamente ciò che vogliamo vedere? La domanda non è retorica, credetemi. In questi ultimi mesi ho approfondito un fenomeno che mi inquieta profondamente: le intelligenze artificiali moderne non sono progettate principalmente per informarci con accuratezza, ma per soddisfarci. E questa differenza, apparentemente sottile, è in realtà un abisso che rischia di inghiottire la nostra capacità critica. Quando interpelliamo ChatGPT, Gemini o Claude con domande su salute, finanze o diritto, cosa otteniamo realmente? Spesso una risposta rassicurante, formulata con un’autorevolezza che sembra non ammettere repliche, ma che potrebbe essere parzialmente o completamente errata. Il problema non è solo tecnico: è filosofico, etico, esistenziale.
Tempi di crepe
Un testo tratto dal mio ultimo libro 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 -𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨. La vera sfida del futuro non è tecnologica, non si annida nelle intelligenze artificiali o nei metaversi, sta dentro la vita biologica e psichica reale, è rappresentata dalla comunità di persone che la abitano, dalla loro capacità di immaginare futuri e costruire il divenire attraverso la prassi. Il benessere di tutti non può nascere da algoritmi che ne quantificano misurandoli livelli di felicità e gradi di soddisfazione individuali. Nasce dall’aderenza a ideali di felicità e giustizia comuni, dalla qualità delle relazioni, dal rapporto profondo da preservare in quanto favorevole alla vita umana che si riesce a stabilire con gli altri, con la natura e con l’ambiente, dal senso che riusciamo a dare alle cose, ai fatti e alle nostre esistenze.
Tecnocapitalismo e tecnotitani
"I tecnotitani hanno sequestrato l'innovazione tecnologica e la usano per disumanizzarci e accumulare ricchezze inimmaginabili. Hanno blocato l'accesso alla tecnologia, per questo non possiamo trarne vantaggio per il bene comune e per una causa molto più nobile: guarire il pianeta e risolvere i problemi reali delle persone" - Loretta napoleoni
AEdicola, Milano Lambrate: segnalazione di un evento
"𝟕 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚" - 𝐋𝐞 𝐯𝐨𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐚 Un libro, quattro realtà del Terzo Settore, attori e attrici, un solo marciapiede: sabato 25 ottobre diamo voce alle persone dietro i numeri, alle storie dietro le statistiche
Disposizioni su Avvocati e Magistrati nella legge Italiana sull'Intelligenza Artificiale.
Considerazioni e riflessioni sul pacchetto "lavoro" e professioni intellettuali della Legge 132/2025.
La biblioteca senza finestre
Doxastic loops e l'auto-conferma epistemica negli LLM Immaginate di entrare in una biblioteca dove ogni libro cita solo altri libri della stessa biblioteca. Nessun riferimento al mondo esterno, nessuna prova nuova, solo rimandi interni che si rafforzano a vicenda. Ogni volume conferma l'altro, ogni affermazione trova eco in mille pagine che la ripetono, la parafrasano, la celebrano. Ma nessuno di quei libri ha mai guardato fuori dalla finestra.
La scomparsa della verità
Nietzsche una volta disse che la nostra felicità consiste nel possesso (o meglio dell’illusione del possesso) di una verità non negoziabile. E’ una riflessione interessante (e vista la fonte non è sorprendente lo sia), magari è una delle chiavi per spiegare perché l’era del benessere materiale più diffuso,sia anche quella in cui l’uomo maggiormente si confronta con l’infelicità.
Macchine al cielo emulatrici
Giacomo Leopardi scrive la 'Palinodia al marchese Gino Capponi' nel 1835. Ha trentasette anni. Morirà due anni dopo.
Un libro di cui consiglio la lettura
Il libro che suggerisco per una lettura attenta è 𝗧𝗘𝗖𝗡𝗢𝗙𝗔𝗦𝗖𝗜𝗦𝗠𝗢. Lo ha scritto Donatella Di Cesare che insegna Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma. È una delle voci filosofiche più presenti nel dibattito pubblico, sia accademico sia mediatico. I suoi libri sono tradotti e discussi all’estero. Tra gli ultimi titoli: Terrore e modernità (2017) e Marrani. L’altro dell’altro (2018). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato, tra gli altri, Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione (2017); Sulla vocazione politica della filosofia (2019), Il tempo della rivolta (2021) e Utopia del comprendere. Da Babele ad Auschwitz (2021).
Intelligenze creative a confronto
"Sei un autore di STULTIFERANAVIS, una iniziativa culturale transdisciplinare, aperta alla partecipazione di persone con le motivazioni giuste per un viaggio non facile, in mare aperto, lontano dall'infosfera e dall'onlife, scrivi un articolo arguto, disincatato, originale e interessante sull'impatto dell'intelligenza artificiale sulla socialità, la creatività e la psicologia umana."
Dolcetto o scherzetto? Halloween sta arrivando, sorprendete i vostri amici
Abbiamo superato la soglia oltrepassata dalla fissione nucleare nel 1939. Il punto di disaccordo non è più se l'IA possa annientarci. Potrebbe. Datele un laboratorio di ricerca sui patogeni, le linee guida di sicurezza sbagliate e un'intelligenza sufficiente, e sicuramente potrebbe. Un'IA distruttiva, come una bomba nucleare, è ora una possibilità concreta. La domanda è se qualcuno sarà così sconsiderato da costruirne una.
Il lavoro di demistificazione dell'IA non finisce mai
L'era delle macchine vede diffondersi un "nuovo animismo" che ci costringe a vedere di nuovo la macchina come una cosa fatta, a ricordare che la sua intelligenza nasce dall'addestramento, e il suo addestramento nasce dai dati, e i suoi dati nascono da tracce umane che sono state appiattite, indicizzate e riorganizzate fino a farle assomigliare all'immagine speculare della ragione stessa.
Heidegger, Hegel e la tecnica come destino dell’epoca.
Il saggio indaga la tecnica come forma epocale dell’apparire: secondo Heidegger, il Gestell riduce l’essere a risorsa e determina ciò che può mostrarsi; in dialogo con Hegel, si evidenzia come la manifestazione tecnologica trasformi la riconciliazione dello Spirito in pura espansione senza ritorno. Pur nel dominio totalizzante della tecnica, restano spazi residuali di apparire non funzionale, dove l’essere può ancora mostrarsi come presenza e non solo come strumento?
Intelligenze artificiali e esseri umani
Piedi umani e scarpe vecchie
'Interfaccia uomo-macchina', 'interazione umani-intelligenza artificiale', ''co-evoluzione umani-intelligenze artificiali'. Ci si trova a leggere sempre più spesso simili definizioni. Possiamo intenderne il senso attraverso il concetto di 'accoppiamento strutturale' proposto da Humberto Maturana, neurofisiologo e filosofo. Si dà un accoppiamento quando due sistemi, pur mantenendo la propria identità,“si modificano in conseguenza di interazioni”. Maturana non si limita a proporre una definizione formale. Ci invita a leggere il concetto di 'accoppiamento strutturale' attraverso una metafora: l'accoppiamento strutturale è l'adattamento reciproco tra un piede e una scarpa. L'essere umano è rappresentato dal suo piede; la macchina è rappresentata dalla scarpa. Possiamo dire: piede e scarpa si adattano reciprocamente. Ma dobbiamo aggiungere: noi umani viviamo l'esperienza dell'accoppiamento strutturale con la scarpa dal punto di vista di umani dotati di piedi. Per camminare servono scarpe comode. La miglior scarpa è la scarpa vecchia. La scarpa-macchina che garantisce a noi umani il più efficace accoppiamento strutturale è la scarpa vecchia. Ma la metafora ci spinge a sospettare: lo scopo per il quale è progettata la scarpa-macchina-intelligenza-artificiale è imporre il modo di camminare.
Intervista ImPossibile a Italo Calvino (IIP #05)
Le città algoritmiche Italo Calvino (1923–1985) è stato uno degli scrittori italiani più visionari del Novecento. Dalla Trilogia degli antenati a Le città invisibili, fino alle Lezioni americane, la sua opera ha esplorato le possibilità del linguaggio e dell’immaginazione come strumenti per ordinare la complessità del reale. Tra i suoi concetti chiave vi sono Esattezza, Molteplicità, Leggerezza, Rapidità, Visibilità e Consistenza, qualità che sembrano descrivere perfettamente la natura stessa dell’intelligenza artificiale. Nei suoi scritti, Calvino si è confrontato con il pensiero combinatorio, con l’idea di letteratura come rete, con la possibilità di una “enciclopedia infinita del mondo”, anticipando molti aspetti della cultura algoritmica contemporanea. Come affronterebbe oggi Italo Calvino il tema delle città algoritmiche, dove dati, simulazioni e reti stanno progressivamente sostituendo la materia e la memoria delle città reali?
Legge 132/2025 - Nasce la Legge Italiana sull'Intelligenza Artificiale.
Prime riflessioni sui principi generali della Legge e sul significato dell'ispirazione antropocentrica.
Auto-Tune del pensiero. Apparire o essere?
Nel campo dell’audio professionale esiste un software chiamato Pro Tools, lo stesso ambiente digitale in cui nascono molte produzioni musicali contemporanee. È uno strumento che può servire tanto a modellare una voce quanto a filtrare il rumore, rendendo più chiare le frequenze di un suono. In ambito tecnico, viene impiegato anche per scopi di analisi acustica, come la pulizia e la separazione delle voci in registrazioni ambientali effettuate dalle Forze dell'Ordine. La differenza non sta nel programma, ma nell’intenzione di chi lo usa. Nel primo caso, la macchina serve a rivelare meglio la realtà; nel secondo, a coprirla con un effetto di perfezione. Pro Tools, usato bene, chiarisce ciò che il rumore nasconde. L’Auto-Tune, usato male, cancella ciò che la voce autentica potrebbe dire. È la stessa linea sottile che separa l’intelligenza artificiale come strumento di comprensione da quella usata come trucco cognitivo. Tutto dipende da come si sceglie di ruotare la manopola: verso la verità o verso l’effetto artificiale.
L’intelligenza artificiale come nuova religione
Il mondo intero sta attraversando crisi continue, le guerre non sono solo due ma molteplici e diffuse, l’Occidente, con il suo pensiero, i suoi modelli economici ed i suoi valori, è in una fase di declino demografico, culturale, spirituale, morale ed economico, eppure tutti si sono entusiasmati per l’arrivo dell’intelligenza artificiale, nella convinzione che la tecnologia e il progresso non siano limitati, ma elementi fondamentali per la soluzione dei nostri problemi. L’intelligenza artificiale si è fatta religione e noi crediamo alle sue divinità, perché pensiamo che attraverso di essa anche noi umani stiamo acquisendo qualità e capacità che un tempo erano proprie di un Dio.