NOVITA'[1835]
Le parole che non ci siamo detti
Un racconto breve
Fantastica filosofia
I bambini hanno un loro meraviglioso modo di vedere e affrontare le situazioni che è completamente diverso da quello che sono il senso comune e le abitudini dei grandi. Utilizzano tantissimo l’immaginazione e affrontano gli eventi in modo creativo, immaginifico e simbolico al contrario di noi adulti che accettiamo tutto così com’è senza andare oltre o, ancor peggio, non lo accettiamo e lo critichiamo senza sforzarci di cambiarlo.
Prospettive trans-umanistiche nell’era dell’I.A
Il testo di quest’articolo riprende alcune parti del mio volume “Neoumanesimo e transumanesimo nell’era dell’I.A.” (Fotograf edizioni, Palermo, ISBN 978-88-97988-75-5) di recente pubblicazione.
Il lusso invisibile dell'AI. Ovvero: perché usare ChatGPT per scrivere un'e-mail è come andare dal fruttivendolo in elicottero
L'accessibilità ubiqua dei Large Language Models ha prodotto un paradosso: usiamo strumenti computazionalmente costosi con la stessa disinvoltura di un motore di ricerca, senza considerare la sproporzione tra il consumo energetico della richiesta e il valore informativo della risposta. La democratizzazione dell'accesso alla potenza computazionale, lungi dall'essere solo una conquista, comporta un rischio epistemologico: la progressiva perdita del "calibro cognitivo", ovvero della capacità di valutare preliminarmente la complessità di un problema e scegliere lo strumento appropriato. Esternalizzando questa valutazione all'IA, si innesca un loop di competenza in cui la delega perpetua genera ulteriore incapacità di discernimento.
La conoscenza di oggi
"Leggere, per come io l'intendo, vuol dire pensare profondamente" (Vittorio Alfieri).
Data Trash e Internet Pollution
Che Internet possa essere una discarica, una pattumiera a cielo aperto, non lo scopriamo da oggi. Lo sanno da sempre coloro che la spazzatura su Internet la generano e la diffondono, come si fa su molte strade, piazze e sentieri del nostro paese. Lo sanno coloro che navigano da sempre la Rete delle reti con (tecno)consapevolezza, senso etico e responsabilità. Lo sanno gli algoritmi che questa spazzatura spesso creano, utilizzano e diffondono.
Una notte nella biblioteca. La rivolta delle parole
Una favola, un sogno. Una biblioteca. I vocabolari come repertori di parole. Le parole che designano la guerra.
GLI ALGORITMI APPLICATI DAI SOCIAL
Un social network è un semplicissimo sito internet. In un sito internet, milioni di utenti possono accedere alle pagine pubblicate ed interagire attivamente coi contenuti.
Il controllo totale della psiche individuale e collettiva
Il controllo totale della psiche individuale e collettiva
Scuola - origine e vero significato delle parole
SCUOLA - SULL'ORIGINE E SUL VERO SIGNIFICATO DELLE PAROLE
Leadership etica in un'etica di crisi: quando il potere incontra la coscienza
Perché essere giusti quando puoi essere ricco? L'Anello di Gige di Platone oscura ancora ogni sala del consiglio. Se il profitto è possibile attraverso l'ingiustizia e nessuno sta a guardare, cosa sceglierete? L'odierna cultura della leadership, basata su conformità, KPI e gestione del rischio, elude la famosa domanda di Glaucone. Il risultato è prevedibile: sistemi che premiano il raggiungimento del "minimo morale" possibile, monetizzando il danno e definendolo "creazione di valore".
Zona di Conforto o Limite di Tolleranza?
Osservare la propria DISLOGIA in atto.
Ğinn digitali, new era new prompt
Evocazioni invisibili
"Il problema non è l’intelligenza artificiale: basta usarla bene"
Quando si parla di tecnologia a scuola, sopratutto tra colleghi, è solo questione di tempo prima che qualcuno pronunci – con la massima determinazione – la seguente frase: “Il problema non è la tecnologia X. Basta usarla bene”. Analisi di una “catchphrase” di gran moda
Tempo, memoria e alienazione nell’era digitale (POV #10)
Hartmut Rosa e Franco “Bifo” Berardi: Il tempo che viviamo è ancora nostro o è già delle macchine? Viviamo in un’epoca che corre più veloce della nostra capacità di comprenderla. Le macchine non si limitano più a potenziare le nostre capacità: hanno trasformato il ritmo stesso dell’esistenza. Il risultato è uno scarto crescente tra la velocità del mondo e la lentezza interiore dell’essere umano, intrappolato in un presente che non concede pause né occasioni di approfondimento. Su questo si confrontano due autori del pensiero europeo contemporaneo, Hartmut Rosa e Franco “Bifo” Berardi. Rosa, sociologo tedesco, legge la modernità come un regime di accelerazione totale che investe la tecnologia, la comunicazione, il lavoro e perfino le relazioni affettive. Il suo antidoto è la risonanza, una forma di riconnessione con il mondo, un modo per tornare a sentire e vivere il tempo, non solo a misurarlo. Berardi, filosofo e attivista italiano, parte dallo stesso punto di partenza ma ne scaturisce un pensiero. La società digitale ha spinto l’attenzione e l’emotività umane oltre il limite biologico. La salvezza non sta nel rallentare il mondo, ma nel rallentare noi stessi, nel coltivare una lentezza affettiva che restituisca alla sensibilità il suo valore sovversivo. Entrambi parlano dello stesso male, la perdita di esperienza. In un tempo dominato dal flusso continuo di stimoli, informazioni e automatismi, non abbiamo più lo spazio necessario per trasformare ciò che viviamo in memoria, pensiero, significato.
L’oblio dei bit
Ci sarà forse un giorno, tra qualche secolo, in cui qualcuno troverà una scheda di memoria nel terreno, come oggi troviamo una tavoletta d’argilla. La terrà tra le dita, ne studierà la forma e si chiederà: che cosa conteneva? E probabilmente non potrà mai saperlo. Abbiamo imparato a leggere i segni incisi dagli antichi Sumeri,…
L'AI e La Maledizione dell’Apprendista Stregone
Chiudete gli occhi. Sentite la musica? L'incalzare degli archi, la marcia inarrestabile di Paul Dukas. Vedete l'acqua salire, le scope moltiplicarsi senza sosta, e il panico puro sul volto di Topolino in Fantasia. L'Apprendista Stregone. È un'immagine che abbiamo impressa nella nostra cultura, potente, immediata. E oggi, sta diventando la metafora pigra, ma pericolosamente seducente, per descrivere il nostro rapporto con l'Intelligenza Artificiale. Proprio di recente, mi sono imbattuto in un articolo di Rivista.ai che evocava questa "Sindrome dell'Apprendista Stregone" in relazione all'IA. È un paragone facile: noi, gli apprendisti (sviluppatori, la società), abbiamo lanciato un incantesimo (l'IA generativa, i LLM) per un compito (automatizzare, creare, analizzare), e ora guardiamo con terrore la creazione sfuggirci di mano, moltiplicandosi in modi che non avevamo previsto e che non sappiamo come fermare. È una narrazione potente. Ma come ingegnere e, forse ancora di più, come umanista digitale, sento che questa metafora ci assolve troppo facilmente. Ci dipinge come vittime ingenue di una magia che non comprendiamo.
Potere in background: il ventre dell’algoritmo
Forse è il caso di domandarci cosa sta accadendo davvero dietro (o sotto) le quinte. A questo proposito: vale la pena leggere il numero 407 di Aut Aut (“Digito ergo sum. Indagini sul capitalismo digitale” del Settembre 2025).
L'ospite invadente, l'amica scomoda: l'ansia
Articolo di divulgazione psicologica
Outstanding & Downloadable 2024 documents for navigating our common future
I never lost the habit of saving documents, and I have been accumulating them in folders on my computer over the years. Just as I aim to save the best documents I have encountered, I now want to start curating the best documents I have come across each year. Here is a list of documents I came across during the year 2024.