Il sapere negato. Donne, filosofia e la lunga storia dell’esclusione legittimata

Elena Cornaro, prima donna laureata in filosofia nel 1678, rappresenta un caso emblematico di sapere negato. La sua eccezionalità, anziché aprire un varco, servì a consolidare l’esclusione sistemica delle donne dalla trasmissione ufficiale del sapere. Il titolo le fu concesso, ma le fu negato ogni ruolo attivo. L’articolo ricostruisce una genealogia intellettuale di figure femminili — da Ipazia a Simone Weil — che furono ammesse al pensiero solo in forma marginale o silenziata. Un percorso critico attraverso la storia della filosofia e della cultura, dove la differenza sessuale ha agito come filtro implicito alla legittimazione del sapere.

L'intelligenza artificiale non parla mai senza esclusioni

La gente parla del pregiudizio dell'IA come se apparisse solo nel momento in cui è uscito, come se si insinuasse semplicemente nella casella di testo durante la sequenza finale della generazione come un retrogusto retorico, come qualcosa aggiunto in ritardo e probabilmente risolvibile con un prompt più intelligente o un filtro più pulito o una pipeline di pre-addestramento più rigorosa, ma ciò che non viene quasi mai detto, almeno in pubblico, è che il pregiudizio satura già nel momento in cui l'informazione diventa informazione. vale a dire il momento in cui qualcosa viene trattato come strutturato, etichettato, recuperabile, modellato in un modo che lo rende disponibile a un sistema progettato per selezionare tra le possibilità e chiamare quella risposta al processo.

Sta nascendo un inconscio digitale?

La pervasività dello smartphone e il suo essere diventato protesi tecnica, esattamente come lo è stata la mano nel passaggio dell'essere umano alla posizione eretta, sta creando una nuova realtà fatta di interconnettività, trasparenza, nuovi linguaggi e nuove forme di civiltà. Cambia anche la percezione della realtà e quella di se stessi. Il primo risultato ottenuto dai social network è la sparizione della privacy e con essa dell'intimità individuale. Un'identità postata online e raccontata attraverso un profilo digitale è una identità violata, invasa e il cui spazio di autonomia si è notevolmente ridotto. A determinare la nuova realtà è il tempo passato a interagire con il dispositivo tecnologico e le sue APP. Un tempo lungo e prevalentemente relazionale, dedicato all'interazione con entità all'esterno di noi stessi. Un tempo usato per esternalizzare pensieri che una volta eravamo abituati a tenerci dentro e a rielaborare con tempi e modi molto diversi a quelli tecnologici dei social network.

Scriviamo di più e da sempre!

Nel suo bel libro “Anima e iPad” e prima ancora nel libro precedente sulla documentalità, Maurizio Ferraris ha sottolineato il paradosso della nostra epoca caratterizzata dalla pervasività delle telefonia cellulare e dei dispositivi mobili. La diffusione di questi strumenti ha reso più facile comunicare ma a prevalere non è tanto la comunicazione verbale quanto quella scritta. La scrittura, dentro e fuori la mente, è all'origine della coscienza e del mondo sociale, scrive Ferraris, "Perché la scrittura è insieme la base della realtà sociale e del nostro pensiero, il cui spettro peggiore è proprio l'Alzheimer, la perdita della memoria vissuta come perdita del pensiero. Ecco perché la grande svolta tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi trent'anni ha riguardato proprio la scrittura=

Lo storytelling non è più sufficiente!

Lo storytelling online è diventato pratica diffusa soprattuttp dopo l'arrivo di meccanismi di blocco delle pubblicità online. Con milioni di utenti che hanno attivato questo meccanismo lo storytelling è diventato il modo ideale per raggiungerli, oltre che una pratica SEO. E se oggi anche lo storytelling andasse ripensato...?

La profezia di Illich: convivialità vs tecnocrazia nell'era dell'AI

Nel 1973, quando il mondo ancora credeva ciecamente nel progresso tecnologico come panacea universale, un ex-sacerdote di origine austriaca pubblicava un libro che oggi suona come una profezia inquietante. Ivan Illich, nato nel 1926 e figura controversa che rinunciò ai titoli ecclesiastici senza mai diventare completamente laico, ci consegnava con "La convivialità. Una proposta libertaria per una politica di limiti allo sviluppo" una chiave di lettura del nostro presente che fa tremare le certezze.

La tecnologia affascina. Più affascinante è la questione del nostro destino

L'abuso di qualunque tecnologia diventa dannoso. Chiaramente un incidente d’auto a 100 km/h avrà conseguenze più gravi che a 30 km/h. L’introduzione di ogni nuova tecnologia ha sempre suscitato profezie di sventure, da parte di alcuni: anni fa si discuteva della questione della dipendenza dalla televisione, oggi di quella da cellulare. Intendo dire: discussioni simili esistevano già prima della diffusione dei dispositivi informatici. Immaginiamo un musicofilo che stia sempre chiuso nel suo studio ad ascoltare melodrammi: lo stimolo culturale a cui si espone sarà certamente migliore di quello accessibile compulsando ossessivamente un telefono cellulare ma i suoi rapporti umani e il rapporto con la realtà saranno comunque patologici. Alla fine abbiamo due problemi non uno: quello delle relazioni umane surrogate e quello dei contenuti. E il problema del mezzo viene dopo questi.

L'IA deve finanziare i beni comuni, non mangiarli

"Generative AI models are trained on publicly accessible creative content yet offer little to the artists, journalists, coders, and others who produce it. A levy on AI firms’ revenues could help fund the arts, promote open access, and ensure that human ingenuity doesn’t become collateral damage in the quest for profit." ( Mariana Mazzucato and Fausto Gernone)

Lorraine Hansberry, una scintilla che non si spegne

La storia di Lorraine Hansberry non può non suscitare ammirazione e dolore al tempo stesso. La sua vita fu una meteora, durò solo 34 anni, ma una meteora luminosa che non si spense nell'oblio. Fu un'artista, una commediografa, una giovane donna intelligente, sensibile e con una straordinaria capacità di analizzare le cose.  La sua prima commedia, "The Raisin in the Sun" - Un grappolo di sole -" fu la prima nel 1959 scritta da un'autrice afro american che venne rappresentata a Broadway, il tempio del teatro americano, e a vincere il prestigioso New York Drama Critics Award.

Voglia di analogico

Tutti o quasi posseggono uno smartphone. Nessuno riesce più a immaginare di rimanere senza Wi-Fi e di essere disconnesso. Molti hanno account Facebook, Instagram e WhatsApp e non hanno alcuna intenzione di distaccarsene. Le indagini di mercato evidenziano però un crescente bisogno di analogico, associato a un fastidio emergente che porta a un diverso rapporto con la tecnologia. Negli ultimi tempi le librerie e gli store online si stanno riempiendo di libri che evidenziano gli effetti della tecnologia sulla vita delle persone mettendo in guardia da un uso acritico dei suoi prodotti.

Figure del progetto #2 – La meraviglia come strategia

Quando sentiamo parlare di design, pensiamo spesso a qualcosa di visivo, funzionale, magari elegante. Ma dietro ogni progetto ben fatto c’è molto di più: c’è un modo di osservare il mondo, di ascoltare le persone, di capire ciò che serve davvero. In questa conversazione, Frida Riolo ci accompagna dentro il suo lavoro quotidiano, dove la meraviglia, la sostenibilità e persino l’errore diventano strumenti di progetto. Partendo da un’esperienza concreta — la Fiera del Giocattolo di Norimberga — ci invita a guardare al design come a un gesto di attenzione, e forse anche di responsabilità verso il nostro tempo.

Smartphone: una slot machine mobile, miniaturizzata e sempre a portata di mano

Lo smartphone è assimilabile alla slot machine, una similitudine non nuova ma sempre più verificabile nelle pratiche quotidiane. Per usare lo smartphone-machine non serve andare a Las Vegas, al Casinò di Venezia o nel bar sotto casa. E' sempre a portata di mano, sempre attivo e sempre pronto a regalare le stesse sensazioni che si provano con la slot machine. Le sue APP creano dipendenza e sono sempre pronte a trarre vantaggio dalle debolezze umane per catturare attenzione, tempo e risorse.

Entrare in relazione

Il nostro essere analogici ci aiuta ad entrare in relazione con gli altri, ad accettare l’estraneo sulla soglia, rifiutando e combattendo le logiche di esclusione populiste e sovraniste che mirano ad erigere muri e barriere dividendo popoli, lingue e culture. Aprirsi all’altro, rinunciando a percepirlo come estraneo o nemico, è una battaglia di civiltà, umanista e umanitaria, un modo per mettersi in discussione in un mondo digitale dominato, nelle sue narrazioni e comportamenti social, dalla paura e dall’ostilità verso chi è percepito come diverso, estraneo o nemico.  L’entrare in relazione è una battaglia coraggiosa per una identità contaminata, multipla, plurale, mossa dalla curiosità nei confronti dell’Altro, aperta alla sua alterità, estraneità e diversità.

Quando un albero ci ricorda chi siamo

Nel libro Memorie di una Cipressa, Dionisio Pratelli affida a un albero il compito di raccontare la memoria collettiva di una Toscana contadina. Un’opera poetica e sobria che interroga il lettore sul senso del tempo, del linguaggio e del legame con la terra che ci ha preceduti.

Esperienze vissute e piattaforme social

Oggi la tecnologia ha praticamente ampliato sia il bello sia il brutto dei comportamenti umani. Da un lato internet ci ha permesso di acquisire informazioni, anche piuttosto tecniche e attendibili su gran parte degli argomenti esistenti, tant’è che oggi una persona ha la possibilità di acquisire svariate competenze utili semplicemente stando di fronte ad un monitor. Dall’altro lato però, si sta assistendo ad una specie di superficializzazione del sapere e dei comportamenti, e c’è da dire che gli stessi canali comunicativi lo incentivano.

L’illusione di sfuggire alla sorveglianza tecnologica

Nel 2002 per il filosofo, scrittore e urbanista Paul Virilio la sorveglianza era “ciò che sta arrivando" (“ce que arrive”), un incidente del futuro destinato a produrre effetti importanti e a suggerire una migliore messa a fuoco del fenomeno (Privacy, un tema sempre all'ordine del giorno), per comprenderlo più che per reprimerlo, una possibilità quest'ultima tanto illusoria quanto diventata ormai remota, se non impossibile.

L'ombra sul muro di pietra. Artisti al lavoro

Un artista, Andrea Martini, racconta come lui e il suo maestre Enzo Pituello hanno realizzato insieme una scultura. Il senso dell'opera -un toro- emerge nel corso del lavoro, sorprendendo gli stessi creatori. Appare così un modo di intendere l'arte: l’arte in realtà è in ognuno di noi e se è vero che “l’arte salverà il mondo”, questo potrà avvenire solo quando ciascuno di noi farà la propria parte.

Europa: svelare le false narrazioni

Sopravviverà l'Europa? Negli ultimi decenni gli Stati Uniti hanno perpetrato nei confronti dei cittadini europei un continuo inganno. In risposta l'Europa ha continuato a oscillare tra la sudditanza asservita e il velleitario ribellismo. Per evitare lo sfaldamento totale del continente, è indispensabile rifondare in forma federale la Nazione Europea, per recuperare un rapporto alla pari con gli Stati Uniti. Temi approfonditi nel libro: Gian Carlo Cocco, 'Sopravviverà l'Europa', Mursia, 2025.