Società, generazioni e trasformazioni sociali
De-consumare per scelta, de-consumare per necessità: le nuove diseguaglianze
Consumare meno è diventato virtuoso. Ma c'è chi rinuncia per stile e chi per necessità, e da fuori i due gesti si somigliano. Questo articolo racconta cosa succede quando la sobrietà diventa uno status e la rinuncia una condanna.
2030: l'ultima casella del Monopoli?
La casa, nata per “metter su” e proteggere la famiglia, è diventata la casella su cui si gioca la partita del capitale: prima garanzia per i mutui, poi titolo da cartolarizzare, domani lettera da certificare; a ogni giro del tabellone cambiano le regole ma il pedaggio lo pagano sempre gli stessi.
Chi comanda nel corpo delle donne
Alla fine dell'estate 2026, a pochi giorni di distanza, due immagini di donne hanno diviso i social: Alice De André, ridotta dai commenti a un corpo contro la sua volontà, e Sydney Sweeney, che si spoglia per la propria azienda e ci guadagna. La stessa parola, «mercificazione», ha difeso la prima e condannato la seconda. Da questa dissonanza parte il testo. La tesi è scomoda: il valore sociale di una donna continua a passare dal corpo esibito, e i social, invece di rompere quel meccanismo, lo hanno reso comodo, conveniente e di massa, vendendolo come emancipazione. Il bersaglio non sono le donne che scelgono di mostrarsi: è l'architettura che scrive il menù da cui scelgono, e chi, dietro quel menù, muove la domanda e trattiene il profitto. Scrivo da uomo, e comincio dichiarandolo, perché è l'unico modo onesto di affrontare la questione. Il titolo dell'articolo riprende, per omaggio dichiarato, Il corpo delle donne di Lorella Zanardo (con Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù, 2009), il documentario che per primo ha analizzato sistematicamente la mercificazione del corpo femminile nella televisione italiana generalista. Qui la stessa domanda si sposta dalla tv ai social, e da «chi lo mostra» a «chi ne comanda il processo e ne trattiene il valore».
Il problema del 1968: narrativa storica o storia romanzata?
Perché, a differenza di altri paesi (penso ad esempio alla Francia), gli eventi del 1968 non hanno costituito un vasto materiale epico per ispirare i romanzieri a scriverne? Gli autori italiani di narrativa storica sono stati spesso accusati di non riuscire a trovare la distanza critica tra le loro idee sugli eventi storici e la loro rappresentazione. Sembrano confondere la soggettività con l'autenticità. Sembra che scrivano più per chiarire gli eventi a sé stessi e per riappacificarsi con le proprie convinzioni, piuttosto che per far luce sul significato più ampio di quegli eventi.
Canali paralleli?
Riflessioni su possibili dicotomie
Il Dinosauro
Ci stiamo lentamente estinguendo?
Torneremo, e saremo in tanti
Come onde dal mare, così le onde di persone, portate dalle correnti della Storia
La sindrome di Matrix. L’Europa tra la pillola blu e la pillola rossa
Stati Uniti e Cina si contendono la grammatica profonda del mondo digitale; l’Europa, dice l’ISPI, osserva. Ma osservare, nella civiltà del calcolo, significa essere infrastruttura di un progetto altrui. Un ragionamento in tre immagini: una pillola, uno stretto, una clessidra.
The supremacy of the 1%: its ideology
How a simplistic, if not utterly stupid, ideology gradually dominated the American psyche. The madness started well before trump This is the unpublished explanation (big part of Haine Froide) The progression of "the madness" has been slow at the beginning but it is now exploding as Trump has associated with Putin and Netanyahu . Removing Trump will not be enough : the foundations are rotting if not rotten
Ceuta, Migranti e Narrazioni: l'ipocrisia del partitismo
Per comprendere un fenomeno molto più complesso è il caso di mettere insieme una serie di fatti verificati da dati e documenti. I fatti ancora esistono, al di là delle narrazioni che ormai sovrastano la realtà fattuale perchè molto più efficaci per cercare consenso.
Il dolore che chiamiamo “gli altri”
Partendo da un suggerimento rivolto ai genitori dal pediatra Benjamin Spock, l’articolo esplora il modo in cui il dolore non riconosciuto può trasformarsi in rabbia verso gli altri. Una riflessione sul disagio collettivo e sul suo sfruttamento politico: dalla mancata presa di coscienza al controllo delle coscienze, fino alla costruzione del nemico e del capro espiatorio.
L’applauso che non impegna. Sulla scomparsa dei luoghi del confronto e sulla brevità come forma di potere
Abbiamo smantellato i luoghi fisici dell’incontro e ci siamo trasferiti tutti su piattaforme che promettono connessione. Ma un’architettura che premia la reazione rapida e mette un tetto alle righe e ai caratteri non ospita il confronto: lo simula. E un’idea, una riflessione, una intuizione che non entra nel formato, semplicemente, non esiste
La doppia forbice
Ceto medio, disuguaglianza cognitiva e la lezione di Piketty nell’era del Leviatano algoritmico
Friendflation. Amicizia a caro prezzo
Pagare per incontrarsi? In città pensate come vetrine di opportunità di consumo, anche coltivare amicizie ha un prezzo, che purtroppo spesso non possiamo permetterci
La Fabbrica dei Sogni Offline è in crisi
Svincolarsi del tutto dall’oligopolio che domina il mercato delle prestazioni digitali si è rivelato (ancora?) impossibile. L'AI locale è un fantastico assistente alla scrittura e alla consultazione, ma per costruire sistemi complessi ed evitare la frustrazione di codice corrotto, abbiamo bisogno di agenti che possano operare direttamente sul file system con precisione chirurgica Cronistoria del crollo di un'utopia
Della trasmissione e di ciò che si riceve.
Il presente saggio nasce come replica all’articolo di Pietro Cattana «La procreazione come atto eversivo. Filosofia della demografia nel Tecnoevo» (Stultifera Navis, 20 giugno 2026). Non lo confuta punto per punto: ne assume la diagnosi dove coglie un sintomo reale e ne mostra il rovescio dove scambia la privazione per eccesso. Il confronto non è polemica, ma il riconoscimento che una diagnosi parzialmente vera merita una lettura più profonda di quella che le ha dato il suo autore.
L’Architettura della lentezza: il treno e l’Aragosta
Abitare il confine: la dolorosa necessità di mutare pelle e certezze
Chi governa il pensiero quando il pensiero diventa distribuito?
Verso una Governance Cognitiva Osservabile nell’era del copilota permanente