NOVITA'[2712]
AI collapse e rischio esistenziale secondo i teorici della "pausa" Ai: tra mito e realtà.
Oggi vorrei approfondire alcune delle ipotesi più assurde che circolano in rete di un c.d rischio esistenziale associato all'Ai. In particolare vorrei provare a immettere realismo nelle profezie sci-fi dei vari sostenitori della "pausa Ai".
Le incertezze sul futuro dell'Intelligenza Artificiale
Una riflessione che nasce dall'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping: l'assenza di Anthropic e il sospetto di un occasione mancata. Un incontro tanto atteso. Un esisto difficile da interpretare. La sensazione strisciante e inquietante che la diplomazia non abbia molto da offrire. Sono molte le chiavi interpretative che si susseguono. Ciascuna portatrice di conclusioni che forse rispecchiano più l'intendimento di chi si applica nell'opinionismo laddove le notizie a disposizione sono talmente poche che alimentano più che altro l'immaginario. Provo a fare un analisi ragionata su alcuni aspetti. Basandomi più su quello che manca. E su quello che avrebbe dovuto esserci. A cominciare da Anthropic.
PERDONO!
La parola “perdono” sembra innocua, ma nelle lingue indoeuropee nasconde un gesto più radicale del previsto. In italiano, come in francese o in inglese, essa deriva dall’idea di “dare completamente”, “cedere interamente” qualcosa all’altro. In tedesco, vergeben (“ver-gé-ben”) conserva ancora più chiaramente questa struttura: “ver”, prefisso intensivo che implica separazione o completa cessione, unito a “geben”, dare. La radice indoeuropea è comune: perdonare significa letteralmente “dare via”, cioè rinunciare attivamente a un diritto morale, giuridico o emotivo che si sarebbe pienamente autorizzati a esercitare.
Cosa nasconde l'allarmismo contro la corsa all'Intelligenza Artificiale
Nasconde l'ambizione di coloro che con la scusa del rischio e della sicurezza vogliono controllarci, l'ambizione di coloro che con la scusa del rischio e della sicurezza vogliono controllarci (e fare affari d'oro) Tutti parlano di intelligenza artificiale. E' l'hype del momento. Il leitmotiv che fa tendenza Il "tormentone" high tech di attualità. Ovunque sui social, youtube & co. si moltiplicano gli "esperti". E soprattutto si moltiplicano gli allarmi sul pericolo esistenziale legato all'Ai. Persino chi, fino a qualche annetto fa si occupava sui social di tutt'altro, tra ricette di cucina e auricolari del nuovo del cellulare di turno adesso pontifica sulle Ai. Con video sempre più accattivanti (realizzati con l'Ai) in una corsa a chi è più sintetico (più il video è breve meglio è). Che bel modo di fare informazione! La tuttologia 3.0 in versione allarmismo apocalittico sintetizzata in comode pillole! In questo scenario social distratto la prima considerazione è che se c'è "adesso" tanta insistenza su questo argomento corre il rischio, questo sì concreto e realista, di essere prematuro. Siamo nella fase iniziale. Non è ancora cominciata quella di accelerazione. Non abbiamo nessuna affidabile proiezione sull'effettiva creazione in tempi brevi di un'Agi. Sul cui significato però c'è divergenza. In quanto "potrebbe" essere come l'hanno fino ad oggi descritta buona parte dei commentatori. Ma è un condizionale. Verosimilmente un rilevante numero di ipotesi in uso fanno affidamento sulla letteratura sci-fi futurista rivisitata in chiave filosofica. Questo merita un approfondimento.
Sull’articolo “L’Eclissi dell’Etica” di Jorge Charlin
CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA DISTINZIONE FRA MORALE ED ETICA E ALL’USO DELLA PHRONESIS ARISTOTELICA L’articolo di Jorge Charlin è un pezzo retoricamente efficace e intellettualmente onesto nelle sue intenzioni, ma poggia su una distinzione fondativa che merita un esame più severo di quanto l’autore stesso conceda.
Foucault. Cento anni e ancora
Tra i tanti motivi per ricordare Michel Foucault, oggi, nel tempo e nei luoghi in cui viviamo, nel giugno 2026, c'è anche la coincidenza di date. Foucault era nato cent'anni prima, il 15 ottobre 2026, ed è mancato il 25 giugno del 1984.
L’uomo che inventò la macchina per vedere i mostri (e perché potrebbe servirci)
Nel modello matematico dello psicologo cognitivo Donald Hoffman, la realtà è una matrice infinita di stati possibili di cui ciascun osservatore percepisce solo una finestra. La coscienza incarnata è solo una delle tante tipologie di osservatore, e tra le più limitate. Più che possibili, secondo questo modello forme di coscienza invisibili alla nostra banda percettiva sono altamente probabili. La scienza occidentale non ha ancora inventato nessuna tecnologia per interagire con loro, ma le grandi tradizioni del passato sì. In una fase in cui ci accingiamo a ridefinire il concetto di coscienza e il suo ruolo nell’universo, potrebbe essere il momento di riscoprirle.
L'ombra della ragione abbandonata: quando l'autorità diventa gabbia
“Non appena abbandoniamo la nostra ragione e ci accontentiamo di affidarci all’autorità, non c’è fine ai nostri problemi.” Bertrand Russell
Non-Dyslogical human vs AI
Oggi si afferma che certe AI superino il test di Turing e possano essere considerate effettivamente equiparabili da certi punti di vista alla realtà delle facoltà umane. Ma questo avviene solamente per un fraintendimento comune, queste macchine, sono state messe alla prova da esseri umani Dislogici.
Ulisse nella Silicon Valley
La Trasmutazione dell'Anima nell'Era dell'Algoritmo Omero non ha scritto del passato, ma del nostro futuro digitale. Un saggio che rilegge l'Odissea come manuale di sopravvivenza nell'era dell'Intelligenza Artificiale, smascherando le Sirene degli algoritmi e la Circe della dipendenza tecnologica per rivendicare la nostra Sovranità Cognitiva.
Identità dinamica vs profiling algoritmico
Negli ambienti digitali personalizzati l’AI sembra conoscerci sempre meglio. In realtà costruisce modelli del nostro passato, non della nostra identità in divenire. Questo testo riflette sul divario tra identità dinamica e profiling algoritmico, mostrando come i sistemi di raccomandazione tendano a restituirci versioni sempre più coerenti, e sempre meno vive, di noi stessi. Un’analisi non apocalittica, ma critica, di una proprietà emergente della personalizzazione: il congelamento silenzioso dell’evoluzione personale.
Eraclito oggi. Essere svegli nel tempo della doxa
Ha ancora senso studiare la filosofia del passato ai nostri giorni? O è meglio non soffermarci tanto su quanto detto nei secoli scorsi? In questo articolo si sostiene che non solo può essere interessante, ma è particolarmente pertinente proporre letture di filosofi distanti nel tempo ma di grande attualità. È il caso, ad esempio, di Eraclito che viene qui presentato come “filosofo per l’oggi”. E lo è per ragioni profonde, non decorative o divulgative. Innanzitutto perché Eraclito non offre risposte, ma un atteggiamento mentale adatto al presente. E poi, perché egli è il pensatore della crisi del mondo comune, ed uno dei problemi centrali di oggi è la frammentazione del mondo condiviso che genera una società in cui ciascuno vive nella propria versione della realtà, spesso manipolata dai media. Un contributo di Simone De Clementi.
L'Eclissi dell'Etica: Perché l'"IA Etica" è una Menzogna Matematica
L'industria tecnologica ci promette una 'IA Etica', ma Jorge Charlin svela l'inganno ontologico: stiamo confondendo la Morale (regole programmabili) con l'Etica (la decisione umana di fronte all'ignoto). Attraverso le lenti di Aristotele, Kant e Spinoza, questo manifesto denuncia la riduzione dell'etica a pura 'burocrazia automatizzata' e rivendica la responsabilità della scelta come un privilegio esclusivo, e non delegabile, dell'essere umano.
La Democrazia del Divieto e il Naufragio della Ragione
Ogni divieto statale è una confessione di fallimento pedagogico. In questo manifesto, Jorge Charlin esplora come le democrazie moderne si siano trasformate in 'Leviatani Balia', sostituendo la Sovranità individuale con la sicurezza della proibizione. Un'analisi impietosa che va dal sequestro degli smartphone nelle scuole alla criminalizzazione dell'homeschooling, denunciando la 'Zoocosi' di una società che preferisce le sbarre alla libertà di pensiero. Benvenuti nel naufragio della ragione.
Nodo di scotta: la domanda di Massimiano Bucchi
Nodo di scotta (ἐρώτησις ἄξιος). Una iniziativa di Stultiferanavis alla ricerca di domande che valgano la pena di essere poste e che poniamo qui a tutti coloro che ci seguono, rovistano nel baule dei nostri testi e leggono quello che hanno cercato e trovato.
Il dilemma degli esperti: perché la Scatola Nera terrorizza i suoi Creatori
L'ingenuità della regolamentazione senza la costruzione della Sovranità Perché i profeti della Silicon Valley chiedono solo divieti? La paura della "Scatola Nera" nasconde una dimenticanza fatale: l'essere umano. Questo articolo analizza la cecità degli specialisti e propone un cambio di paradigma: smettere di riparare il recinto algoritmico e iniziare a rafforzare la mente che lo abita. Non è una questione di regole, è una questione di evoluzione.
Cosmogonia orfica: neoplatonismo, Pitagora, psicologia archetipica
Contenuti salienti trattati all'interno del mio libro intitolato: «𝗟𝗮 𝗖𝗼𝘀𝗺𝗼𝗴𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗼𝗿𝗳𝗶𝗰𝗮: 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝗹𝗼 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗻𝗲𝗼𝗽𝗹𝗮𝘁𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗮 𝗣𝗶𝘁𝗮𝗴𝗼𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝘁𝗶𝗽𝗶𝗰𝗮 »
31/12. Ricordare tutto, tenere poco: relazioni e responsabilità in un anno che finisce
Un 31 dicembre segnato da guerre, morti e odio diffuso interroga il senso del bilancio di fine anno. Tra memoria e responsabilità, il testo riflette sul valore delle relazioni, sulla tentazione del solipsismo contemporaneo e sulla libertà come compito, a partire da Arendt, Sartre e Han.
La Presenza di una Assenza
Una riflessione sulla speranza nei contesti di crisi, ispirata a Gabriel Marcel. La speranza non come attesa di un futuro migliore, ma come postura che resta davanti all’assenza senza colmarla, affrontando il presente senza illusioni.
Un confine sottile. Tra l'incapacità di essere più chiari e l'uso artato nell’oscurità
Un pensiero critico ridotto a feticcio e simulacro è il mezzo oggi usato per celebrare il nuovo Moloch: la cosiddetta 'intelligenza artificiale'.