Cultura e arte
Protéger ou le nouveau roman de Stéphanie Arc
Comment je n'ai pas sauvé la terre nous parle d'une facette de la France que nous, Italiens, connaissons moins bien : l'amour de la nature et le désir de la protéger d'une manière sincère, honnête, jamais banale.
Proteggere o il nuovo romanzo di Stéphanie Arc
Una lettra del libro di Stéphanie Arc, "Comment je n'ai pas sauvé la terre" che parla di una delle anime della Francia, meno conosciuta da noi italiani, dell'amore per la natura e del desiderio di proteggerla in un modo sincero, onesto, mai scontato.
In Italia non legge più nessuno, lo dice un lettore fortissimo!
Anche a Milano ormai per trovare una libreria indipendente (3700 quelle rimaste aperte in Italia) bisogna camminare, spostarsi, tanto si sono rarefatte, trasformate, camuffate, in cerca costante di sopravvivenza. Tante librerie resistenti con librai capaci, dalle mille idee e iniziative, che si trovano però ad affrontare un calo della domanda sulla quale sembra impossibile fare qualsiasi cosa per invertire la rotta. In Italia l’anno scorso solo un terzo degli italiani ha letto almeno un libro, e le vendite sono calate, lo hanno riconosciuto anche gli editori.
Il senso del valore
Il senso del valore nell’epoca del rumore permanente Quando la memoria smette di essere forma e diventa consumo La civiltà si misura nella capacità di trasformare il timore in memoria L’umano tra memoria e rumore: la perdita del valore nel tempo dell’informazione continua Una notte insonne, segnata dalle notizie di guerra, incontra la potenza del Dies Irae di Verdi e diventa occasione per una riflessione sociologica sul mutamento del valore umano, sulla perdita dei rituali e sulla trasformazione della memoria nell’epoca del rumore permanente.
Chi non ha trascorso una notte insonne leggendo Dostoevskij?
Chi non ha trascorso una notte insonne leggendo Dostoevskij?
Prima del sempre
Ringrazio Andrea Rompianesi per questa sua recensione a "Prima del sempre", apparsa il 27 maggio 2024 su "Il blog di Enea Biumi. Scrittura nomade": QUI
L'italiano che non è nostro
Il lavoro rubato, secondo Asimov. Una profezia sul declassamento umano
Molto prima dell’IA generativa, Isaac Asimov aveva già raccontato il trauma sociale della sostituzione del lavoro umano con le macchine umanoidi. In Abissi d’acciaio i robot sostituiscono dapprima il lavoro di commessi e fattorini, ma la loro diffusione minaccia presto di soffiare il posto anche a poliziotti, impiegati, colletti sempre più bianchi. Ci sono proteste, declassamenti, folle inferocite e uomini che capiscono di poter essere rimpiazzati non solo nella forza lavoro, ma anche nel giudizio, nelle competenze, nelle funzioni mentali. Ma il bersaglio vero del romanzo non è la macchina in sé. Asimov mostra con lucidità sorprendente che una società senza protezioni trasforma ogni progresso in una minaccia, e che il vero incubo non è la macchina che lavora meglio dell’uomo, ma il sistema che rende quella superiorità una condanna per chi resta indietro.
L'Invasione dei Cyborg Canterini: Ascesa e Trionfo dell'Auto-Tune
Musica, ai, autotune C'è stato un tempo, nell'era glaciale della discografia, in cui per incidere un disco bisognava saper fare una cosa piuttosto bizzarra: cantare intonati.
Marcel Proust
"Alla ricerca del tempo perduto" è un capolavoro del XX secolo ed è un romanzo composto da sette libri, ognuno con un suo titolo, da leggersi uno dopo l’altro. Il primo volume intitolato "La strada di Swann" o "Dalla parte di Swann", secondo la traduzione italiana a cui si fa riferimento, è uno splendido affresco in cui il protagonista, comunemente chiamato il Narratore, rievoca la sua infanzia.
La guerra e l’illusione della supremazia. Una lezione dall’antico Egitto raccontata da Wilbur Smith
Una lezione fondamentale della storia militare insegna che la superiorità tecnologica permette di distruggere, ma non garantisce né il controllo del territorio né la stabilità politica. È la dinamica vista in Vietnam, Afghanistan, Somalia, Iraq, Libano, Gaza, e stiamo forse avviandoci ad allungare l’elenco. Le tecnologie avanzate permettono decapitazioni mirate della leadership, distruzione delle infrastrutture, dominio aereo e remoto del campo di battaglia, innumerevoli vittime. Ma il controllo del territorio, la legittimità politica, la gestione delle popolazioni civili, la costruzione di un ordine politico stabile e la chiusura reale di un conflitto seguono logiche diverse. Le forme della guerra cambiano, ma la competizione per le risorse rimane sempre la stessa. Nell’età del bronzo come oggi.
[ Image ]
In inglese image è anche verbo: to image sta per ‘to picture in the mind’, e per ‘costruire una immagine’, ‘rispecchiare’, ‘caratterizzare’, ‘descrivere’.
Come vi rovino l’ultima illusione di Sanremo: Il Festival come asset industriale integrato
Sanremo non è un festival, è un asset industriale. L'egemonia di Friends & Partners. Il monopolio che nessuno tocca. La fine dell'illusione Sanremo 2026: 186 milioni di fatturato, 18 Big su 30 nella stessa scuderia, un unico proprietario per artisti, biglietti e venue. L'inchiesta che svela il monopolio culturale di Friends & Partners/CTS Eventim e la sua neutralizzazione politica. Benvenuti nel negozio monomarca della musica italiana.
Invito al viaggio
Invito al viaggio si rivela un ponte tra poesia, musica e filosofia: non descrive semplicemente un altrove, ma suggerisce che il vero viaggio è quello che conduce verso una trasformazione dello sguardo, della coscienza e della dimensione interiore.
Lei o Voi, Watson?
Come traduciamo lo You di Arthur Conan Doyle, con un 'lei' o con un 'voi'? Dipende dal traduttore, forse.
Romanzo come baule. O istruzioni per l'uso della Stultifera Navis
I romanzi sono piacevoli avvicinamenti alla conoscenza, sono modi di organizzare conoscenze. I romanzi giungono a noi attraverso la forma vincolata del libro: una sequenza di parole, di frasi, di pagine. Ma ci mostrano forme, articolazioni, sistemi, reti, che vanno ben oltre la forma del libro. Si può in particolare guardare proficuamente a romanzi-reti-che-connettono. Casi esemplari: 'The Man in the High Castle' di Philip Dick; 'Pale Fire' di Vladimir Nabokov; 'Vie, mode d’emploie' di Georges Perec; 'Rayuela' di Julio Cortázar. Il ragionare attorno a qualche romanzo è anche una occasione buona per dire qualcosa a proposito di quel luogo digitale di scrittura e lettura che è la 'Stultifera Navis'. La 'Stultifera Navis' è un romanzo-baule.
La carne non è indifferente (Su 'Il deserto' di Jorge Baron Biza)
«Il deserto cresce. Guai a chi cela deserti dentro di sé» aveva avvertito Nietzsche, ma Jorge Baron Biza, che quel deserto ha dovuto attraversare, malgrado i suoi sforzi – emblematica in questo senso la frase conclusiva del romanzo: «È di riconciliazione che sto parlando» – non è riuscito a scongiurare gli esiti estremi del nichilismo.
Visconte Lascano Tegui, Un dandy della pampa
«A causa della molteplicità delle sue occupazioni, si potrebbe immaginare che si tratti di un bohémien, oppure di uno speculatore. Né l’uno né l’altro. È un uomo normale, senza desideri, senza aspirazioni e senza speranze. Sorride in società e scrive versi, oppure riflette in solitudine. Afferma di non aver mai dovuto un centesimo a nessuno. Se si è sempre comportato in modo onesto, vuole che si sappia che lo ha fatto unicamente per vendicarsi delle virtù borghesi che nobilitano i proprietari ma screditano i poeti»