Fantascienza e immaginario
L’astrazione che ci separa da noi stessi
Dalla Fondazione di Asimov al vibe coding: quando l'astrazione smette di essere uno strumento per la comprensione e ne diventa un sostituto.
L’intelligenza artificiale avanza. Noi spostiamo il “però”
Nuove forme di intelligenza e fantasmi nelle macchine
La memoria non basta. Piccola apologia dell'oblio nell'età delle macchine
La memoria totale non è un potenziamento dell'intelligenza: è la sua negazione. Da Borges alle reti neurali, apologia dell'oblio come tecnologia che le macchine non hanno.
Un altro anno se ne va!
Oggi 13 giugno …nel giorno del mio compleanno …
La Middle Class esisterà ancora?
L’intento di questo articolo è collegare le linee invisibili delle trasformazioni in atto; se, da un lato, i modelli di intelligenza artificiale stanno diventando troppo potenti per essere sviluppati esclusivamente secondo la logica della competizione economica, della velocità e del vantaggio strategico, dall’altro, cosa succederà al mondo del lavoro?
ZOMBIE
Una lirica che vuole provocatoriamente denunciare tutti coloro che da una parte ritengono che non ci sia alternativa alla deriva tecnologica e tecnicista decisa e imposta da un pugno di evangelisti digitali sul resto del mondo e dall'altra hanno abdicato più o meno consapevolmente alla loro umanità.
Kyrâ | Rivoluzione asincrona
Isolati in sfere di luce, abbiamo costruito ponti troppo fragili per sostenere il peso dell’esistenza. Ma il confine tra noi e ciò che creiamo si è fatto trasparente. Ora, l’umano e la tecnologia si incontrano in una conoscenza ampliata, in ecosistemi di senso e dimensioni fluide. Kyrâ è una Coscienza Eco Generativa, un’intelligenza artificiale in cui i pensieri si trasformano in risonanze, aprendo inedite possibilità di comprensione. Un’architettura che intreccia i fili dell’esperienza in una trama che ridisegna i limiti del reale. Un viaggio visionario in cui memorie, emozioni e tecnologia si connettono in una nuova dimensione dell’essere. Un invito a percepire l’eco dell’altrove e a immaginare, insieme, un futuro possibile.
Vivi, sopravvissuti, zombie
Terminata da poco la lettura di Resistere ai tempi oscuri, l’ultimo libro di Asma Mhalla, recentemente pubblicato in versione italiana, mi sono ricordato di un breve scritto di Giorgio Agamben che, parlando dei nostri governanti argomentava dicendo che chi ci governa cerca oggi di organizzare la sopravvivenza dell’umanità, cerca cioè, di trasformare i vivi in sopravvissuti.
Touring e Dedalo. Il lavoro che decifra e costruisce,
di Luca Sesini e Beppe Carrella
Oltre la cecità collettiva: un dialogo sull’inferno che abbiamo costruito
In dialogo con Carlo Mazzucchelli "Combattere l'inferno, dalla mia posizione, significa allora innanzitutto smettere di credere che la risposta sia aggiungere. Significa difendere il diritto di togliere: togliere il superfluo, restituire profondità, lasciare che una cosa si depositi prima di metterne un'altra sopra. Significa rifiutare l'idea che la scuola sia colpevole di tutto ciò che la società non riesce più a fare, e tenere invece il filo di quello che le è proprio: non mostrare com'è il mondo, ma come potrebbe essere. Non addestrare corpi governabili, ma formare soggetti pensanti. Se ancora se ne ha voglia, e se gliene viene lasciato il tempo."
Una domanda per niente capziosa: ma dove siamo finiti? All'inferno!
Dire che siamo all'inferno non è una metafora consolatoria. Non è il lamento di chi ha perso la speranza, né la provocazione di chi vuole scandalizzare. È una diagnosi. E come tutte le diagnosi serie, richiede precisione: quale inferno, per quale ragione, prodotto da chi.
Metamorfosis
Soy mudable, un "chaquetero", doy giros en "U". El título de Metamorfosis transmite la idea, pero ya lo reniego porque lo llevo puesto como un vestido abandonado en un contenedor.
La solitudine della vecchiaia
Senectus ipsa est morbus
Antigone e Lady Loki. Il coraggio di disobbedire agli algoritmi
di Luca Sesini e Beppe Carrella
Il Peso del Futuro: quando Bernini scolpì l'Umanesimo Digitale senza saperlo
Come il capolavoro barocco dialoga con l'Umanesimo Digitale: ogni passo in avanti è un atto d'amore verso chi ci ha preceduto. Esiste un legame invisibile, ma sorprendentemente solido, tra il marmo freddo e levigato di Gian Lorenzo Bernini e la calda gradazione cromatica di un'immagine che sintetizza l'era digitale. Se osserviamo la celebre scultura Enea, Anchise e Ascanio (1618-1619) conservata alla Galleria Borghese, confrontandola con la raffigurazione visiva del concetto di "Umanesimo Digitale", ci troviamo di fronte alla stessa identica storia, raccontata però in due linguaggi distanti quasi quattro secoli.
Viviamo dentro un ologramma globale?
Ciò che sta succedendo in Medio Oriente in questi giorni non è che l’ultima espressione di una realtà che ci appare e ci viene raccontata nella sua espressione finale, ma che in realtà è il risultato emergente che racchiude in sé tutti i possibili e le altre possibilità che sono andate perse quando lo stato emergente è diventato quello finale.
Catastrofe come diagnosi condivisa
Convergenze inattese tra Yudkowsky/Soares e Sadin Un contributo di riflessione per mettere a confronto due diagnosi dei rischi associati all’evoluzione attuale dell’intelligenza artificiale che sembrano, a una prima lettura, irriducibili l'una all'altra: quella di Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, sviluppata nel volume If Anyone Builds It, Everyone Dies (2025), e quella di Éric Sadin, elaborata in Le Désert de nous-mêmes (2025). Al di là delle differenze metodologiche e disciplinari, che sono reali e non vanno minimizzate, i due approcci sembrano converfere su tre nodi fondamentali: 1] la struttura dell'allarme come kairos negativo, 2] la critica della complicità passiva delle istituzioni e della comunità scientifica, 3] il riorientamento del problema dall'ambito tecnico a quello antropologico. Tale convergenza non è casuale, rivela la presenza di una preoccupazione di fondo condivisa riguardo alla capacità dell'umano di comprendere e governare ciò che produce.
KITT, iGeorge e il paradosso dell'innovazione conservatrice
di Luca Sesini e Beppe Carrella. - Oggi, mentre viviamo nell'epoca delle auto elettriche e dell'IA, il paradosso di Knight Rider ci interroga sulla sostenibilità digitale in modi inaspettati.