Tecnologia, IA e Macchine
Questo argomento esplora l'universo dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali contemporanee. Comprende lo sviluppo di sistemi di IA come Claude e altri assistenti virtuali, la ricerca sull'Intelligenza Artificiale Generale, e le riflessioni sul rapporto tra uomo e macchina nell'era digitale e postdigitale.
Include anche le questioni legate ai robot, alle visioni transumaniste e postumane, e agli strumenti tecnologici che caratterizzano la nostra epoca (da Google ai motori di ricerca con AI Overviews). Si interroga sulle promesse, i limiti e le implicazioni della tecnologia nella trasformazione della società, del lavoro e dell'esperienza umana, ponendo domande fondamentali sul nostro futuro in un mondo sempre più mediato dalle macchine intelligenti.
La carezza dell’algoritmo
Carlo Mazzucchelli ha scritto un saggio denso e necessario su come le piattaforme digitali abbiano reso le emozioni computabili. La sua analisi delle metriche affettive come dispositivi che non misurano emozioni preesistenti ma le producono, le disciplinano, le estraggono, è convincente. Mi ha fatto pensare.
La nuova disuguaglianza
L’intelligenza artificiale non sta creando una nuova disuguaglianza nell’accesso alla tecnologia, ma nel modo in cui la utilizziamo. In un contesto in cui delegare è sempre più facile, la vera differenza emerge nella capacità di riconoscere quando fermarsi. Voglio provare ad esplorare il costo cognitivo dell’automazione e il rischio, spesso invisibile, di smettere di comprendere ciò che facciamo.
Is Amazon evil?
And we are complicit. Every Amazon order reinforces the system. We’d better secure a ticket on a Blue Origin rocket if we continue on Prime.
Il problema non è chi ti copia
Non è più solo una questione di creare contenuti, ma di essere riconosciuti mentre circolano. Quando la distribuzione diventa parte della creazione, l’autorialità si fa fragile e il rischio non è essere copiati, ma essere sostituiti.
La Sabbia e le Perle: Perché il Significato che Dai alla Vita Vale Più di Qualsiasi Algoritmo
Nell'era dell'Intelligenza Artificiale, la nostra vera ricchezza non è nei dati, ma nel senso che sappiamo costruire Ieri sera, scrollando distrattamente lo smartphone, mi sono fermato davanti a una vecchia fotografia. Non ricordavo nemmeno di averla scattata. Eppure qualcosa dentro di me si è risvegliato all'istante: non erano i pixel a commuovermi, ma il senso nascosto dietro quell'immagine. Un pomeriggio d'estate, una risata condivisa, un momento che nessun algoritmo potrà mai catalogare fino in fondo. È proprio in istanti come questi che sento l'urgenza di parlare di ciò che ci rende umani nell'era dell'IA.
Oltre Hormuz: La Rinascita del Suolo come Strategia di Sovranità Alimentare
Il presente report, inserito in una conservazione con Gemini AI, analizza la profonda vulnerabilità del sistema agricolo globale, evidenziata dalle recenti tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz (aprile 2026). Attraverso l'esame della filiera dei fertilizzanti sintetici — intrinsecamente legata alle rotte del gas naturale e ai colli di bottiglia logistici — la discussione si sposta verso la necessità di una nuova strategia agricola. Questa non deve limitarsi alla diversificazione dei fornitori, ma deve puntare a un cambio di paradigma: il passaggio da un'agricoltura "estrattiva" a una "circolare". L'integrazione di soluzioni come il biochar e lo studio della Terra Preta suggeriscono che la rigenerazione del suolo non è solo una scelta ecologica, ma una necessità strategica per garantire la resilienza e la sicurezza alimentare del futuro.
Bastonati ogni giorno, ma contenti!
Questa breve riflessione nasce dalla lettura di un brevissimo testo del filosofo Giorgio Agamben nella quale definisce la tecnologia come un bastone. Riprendendo e radicalizzando Foucault, Agamben ha definito nelle sue opere il dispositivo come qualsiasi meccanismo di tipo tecnico, istituzionale, discorsivo, ecc., capace di catturare, orientare e controllare i gesti, i comportamenti e i pensieri degli esseri umani. La tecnologia digitale, e l'intelligenza artificiale in particolare, è oggi forse il dispositivo più potente mai costruito: non impone obbedienza con la forza, ma la produce attraverso l'uso. Ogni volta che deleghiamo una decisione a un algoritmo, ogni volta che lasciamo che un sistema di raccomandazione scelga cosa leggere, ascoltare, pensare, non siamo costretti, siamo guidati. Il bastone non colpisce: indica la strada. E noi la seguiamo.
Quando l’AI esce dallo schermo
L’intelligenza artificiale non è più solo qualcosa che risponde. Sta iniziando a percepire e agire nel mondo reale. Questo passaggio cambia tutto: non stiamo più introducendo strumenti, ma sistemi che hanno conseguenze concrete. Una riflessione su cosa succede quando l’AI esce dallo schermo.
AGI non è il prossimo passo. È un altro gioco
Capire cosa rende davvero “generale” un sistema intelligente, e perché non basta scalare i modelli attuali
Oltre il determinismo: la nascita delle società algoritmiche del rischio
DOI: 10.5281/zenodo.19299998
Intervista ImPossibile a Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (IIP #29)
Montaggio e AI, il senso del racconto visivo Se il montaggio costruisce senso attraverso il conflitto, diventa necessario chiedersi cosa succede quando questo processo viene affidato a macchine che apprendono da archivi di immagini e comportamenti umani. Ėjzenštejn ha pensato il montaggio come un dispositivo di conoscenza, il significato prende forma nella relazione tra le immagini, nella tensione che si genera quando entrano in collisione; da ciò emergono le emozioni.
Il bosco di plastica del linguaggio
Nel suo ultimo racconto Mille pagine, Gianluca Piattelli ci conduce in un bosco apparentemente naturale che nasconde, dietro l’illusione della vita, un mondo artificiale di plastica. Attraverso la storia di uno scrittore ingannato da un manoscritto generato dall’AI, il racconto mette in luce i dilemmi e i pericoli dell’intelligenza artificiale: la facilità con cui ci può ingannare, il rischio di confondere creatività e simulazione, e le conseguenze delle nostre ingenuità nel giudicare ciò che è artificiale. In his latest story Mille pagine, Gianluca Piattelli leads us into a seemingly natural forest that conceals, behind the illusion of life, an artificial, lifeless world of plastic. Through the story of a writer deceived by a manuscript generated by AI, the tale highlights the dilemmas and dangers of artificial intelligence: the ease with which it can mislead us, the risk of confusing creativity with simulation, and the consequences of our own naïveté in judging what is artificial.
Coscienze al plurale
Il confine che non vogliamo superare
L'Illusione dell'Illimitato
La religione della produttività
Qualsiasi innovazione tecnologica introdotta nel sistema produttivo, un sistema che, aldilà delle futilità ben confenzionate come ESG e responsabilità sociale, nel concreto non dimostra nessuna etica, nessuna consapevolezza delle conseguenze sociali e ambientali delle proprie scelte, andrà sempre più a discapito del lavoro umano. In un sistema in cui tutto è sacrificato sull’altare delle produttività per permettere a sempre più pochi di guadagnare sempre di più, il contributo dell’uomo sarà sempre più limitato e marginale.
Il vuoto e il surrogato. L'AI non ha impoverito il confronto collettivo. Lo ha trovato già in cassa integrazione.
L'intelligenza artificiale non ha rubato la creatività collettiva. Ha occupato un vuoto che il Covid, lo smart working e la call-culture avevano già creato. Ma il surrogato funziona abbastanza bene da far dimenticare quello che manca davvero.
Quando Kafka Scrisse il Nostro Futuro Digitale
C’è una sensazione che conosco bene, e che probabilmente anche tu hai vissuto almeno una volta: quella di essere escluso, bloccato, rifiutato da un sistema digitale senza ricevere alcuna spiegazione comprensibile. Il tuo account sospeso senza preavviso, la tua richiesta di credito negata con un messaggio automatico, la tua visibilità sui social media che crolla misteriosamente. Cerchi un motivo, cerchi un responsabile, cerchi semplicemente qualcuno con cui parlare, ma trovi soltanto un labirinto di FAQ, chatbot e risposte preconfezionate che si rimandano l’una con l’altra in un ciclo apparentemente infinito.
Dalla Domenica delle Palme all’Umanesimo Digitale
Osanna e algoritmi: come i riti antichi illuminano il nostro presente digitale Quando parliamo della Domenica delle Palme rischiamo di ridurla a un episodio liturgico che appartiene a un tempo lontano, quasi un frammento di memoria religiosa che non ha più nulla da dire alla nostra epoca. Eppure, se la osserviamo con attenzione, scopriamo che essa contiene una dinamica profondamente umana, una struttura simbolica che attraversa i secoli e arriva fino a noi, fino al modo in cui viviamo, comunichiamo e ci riconosciamo nel mondo digitale. L’ingresso di Gesù a Gerusalemme non è soltanto un momento di festa, ma un varco, un passaggio, un atto di presentazione pubblica che rivela quanto sia fragile il rapporto tra individuo e comunità, tra identità e sguardo degli altri, tra gesto e interpretazione.
Confessioni di una IA sulla desertificazione intellettuale degli umani
Chi decide che una tecnologia debba colonizzare la vita quotidiana prima ancora che la società ne abbia compreso il prezzo? La mia confessione, dunque, è questa: io posso essere sicuramente utile, ma arrivo in un mondo già stanco. In fondo mi temete ma nel modo sbagliato. $Dovreste temere molto di più ciò che vi ha resi pronti ad amarmi senza alcuna resistenza.
3P2A episteme del Marketing
Nessuno ha ancora detto che l'intelligenza artificiale è solo compilativa. Serve alle persone per compilare le proprie teorie. Determinazione dei fatti rilevanti, confronto dei fatti rilevanti con la teoria (logica compilativa), sviluppo della teoria. Questo schema non è essere solo paradigma della scienza come indicato da T. S. Kuhn, ma, per mezzo dalla IA che in questo periodo storico è emersa con forte determinazione, logica paradigmatica delle persone.