Leggere Gulliver nell'era dell'eccesso di confidenza digitale

Swift smontava le false certezze. Noi le deleghiamo alle macchine Leggere Gulliver nell'era dell'eccesso di confidenza digitale Nel 1726, Jonathan Swift pubblicava "I viaggi di Gulliver" non come semplice racconto d'avventura, ma come feroce satira delle certezze umane. Attraverso giganti e nani, isole volanti e cavalli razionali, lo scrittore irlandese smontava sistematicamente ogni presunzione di superiorità, quella della scienza, della politica, della ragione stessa. Tre secoli dopo, ci troviamo in un'epoca in cui quelle stesse certezze che Swift ridicolizzava non vengono più semplicemente coltivate, ma delegate. Le affidiamo agli algoritmi, alle intelligenze artificiali, ai sistemi che promettono risposte immediate a domande complesse. L'eccesso di confidenza non è più solo umano, è diventato digitale, amplificato, indiscusso. Rileggere Gulliver oggi significa ritrovare uno sguardo critico necessario. Significa chiedersi se, nel nostro rapporto con la tecnologia, non stiamo ripetendo gli stessi errori dei lillipuziani che misuravano Gulliver con formule geometriche, convinti di poterlo comprendere e controllare. Significa interrogarsi su cosa accade quando sostituiamo il dubbio metodico con la fiducia algoritmica, quando scambiamo la capacità di elaborare dati per saggezza. La satira swiftiana ci ricorda che ogni sistema che pretende di avere tutte le risposte merita il nostro sospetto più acuto.

Democrazia algoritmica (POV #22)

Jaron Lanier e Cathy O’Neil: Gli algoritmi possono essere compatibili con la democrazia, oppure la loro logica economica e tecnica la sta lentamente svuotando dall’interno? Viviamo immersi nei dati, ma comprendiamo sempre meno i dispositivi che li trasformano in decisioni. Che cosa accade quando scelte politiche, economiche e sociali vengono delegate a modelli matematici? Gli algoritmi promettono efficienza, oggettività, razionalità. Ma chi li progetta? Chi li governa? Chi ne subisce gli effetti? La cosiddetta “democrazia algoritmica” si presenta così come una forma di governo senza elezioni né dibattito pubblico, un potere incorporato nei sistemi che regolano l’accesso al credito, la selezione del lavoro, la circolazione delle informazioni, le pratiche di sicurezza e sorveglianza. Non è una nuova istituzione, ma un’infrastruttura decisionale che agisce sotto la soglia della visibilità politica.

Gaber e i "Polli d'allevamento" quarant'anni dopo. Una riflessione.

Riascoltare oggi, a più di quarant’anni di distanza, Polli d'allevamento (1978) di Giorgio Gaber, significa avere la conferma ancora una volta della straordinaria forza espressiva di quello spettacolo, nonché dell’analisi lucida e impietosa contenuta nei testi, così drammaticamente veri nella loro impronta esistenziale e sociale insieme.

"Il gatto vince su tutto e tutti"

Non c'è alcun bisogno di scrivere per vendere un personal brand. Si scrive per vedere se l’onestà, anche così nuda, attecchisce. E così si decide che nessun video, nessun hashtag, nessuna parola chiave, nessuna sponsorizzazione, nessun visual, nessun format emozionale, nessuna newsletter, nessun funnel od orpello dovrà essere postato.

AI Is the Cancer Eating Institutions Alive

Institutions won’t collapse because AI is too intelligent. They’ll collapse because they’re utterly unprepared for it. AI doesn’t strike like a storm. It erodes. Quietly. Systematically. And exactly in the places where institutions are weakest: in processes no one understands, in decisions no one verifies, and in responsibilities everyone keeps passing around like a hot potato. What happens next: AI will generate documents faster than institutions can grasp their consequences. Employees will stop making decisions and start outsourcing responsibility to algorithms. Systems will run flawlessly while the world around them falls apart. Model errors will become routine because no one has time to check them. Attackers will realize the weakest link isn’t the AI it’s the human who trusts it blindly. And then comes the moment when the institution wakes up and discovers it no longer runs its processes. The processes run it. AI won’t destroy institutions. Institutions will destroy themselves, unless they understand that technology isn’t a substitute for thinking, but a stress test of their resilience.

Sophie und Hans Scholl, der Mut, Nein zu sagen

Die Weiße Rose war eine der wichtigsten gewaltlosen Widerstandsbewegungen gegen Nazi-Deutschland während des Zweiten Weltkriegs. Die Mitglieder der Gruppe agierten politisch und als Bürger, indem sie die Verbrechen des NS-Regimes anprangerten, zum passiven Widerstand aufriefen, an das moralische Gewissen der Deutschen appellierten und Goethe, Schiller, Aristoteles und die Bibel zitierten.

Le discipline umanistiche nell'era degli LLM

Più che un insieme di discipline, le discipline umanistiche designano un certo tipo di attività intellettuale che si riferisce a modi di leggere, giudicare e interpretare. Questi coinvolgono il soggetto nel suo rapporto con il significato e la validità di ciò che afferma. Un'esigenza urgente per l'università contemporanea, che ha il compito di formare menti capaci di rispondere dei propri discorsi, in un contesto in cui questi possono ora essere prodotti senza un soggetto.

Holding and Letting Come. Synchronicity and recursive learning

This essay was originally meant for publication in the Journal of Future Studies. Approved in draft form, it was later rejected by peer reviewers, undoubtedly because of my criticism of the thought of post-humanist author Karen Barad. I am now resubmitting it to Stultiferanavis hoping that my attempt to engage with futurism will be relevant to less ideologically oriented futurists. In it, I present a series of vignettes about my life, forming a spiral from a distant past to the present and then back to a more recent past, the moment of my ecological conversion during the Covid-19 pandemic. In the second part, I offer a conceptualization of the journey that makes it possible to see the spiral as the living context that emerged from the hypotheses ”Evolution = learning from your ancestors” and “Future = a safe space-time where to become brave”. “Holding and letting come” (E.T. Gendlin) is the phenomenological move that can make sense of all of it.

Il Pensiero Critico come "Superpotere" Cognitivo

Il pensiero critico viene spesso presentato nel modo peggiore. Lo si riduce troppo spesso a "critica", cioè alla pratica di smontare pubblicamente gli errori e le opinioni altrui, assumendo un tono da correttori o da fact-checker professionali. Questa riduzione ha conseguenze concrete: trasforma il pensiero critico in un'attività prevalentemente reattiva, dove si risponde a ciò che è già stato detto per segnalarne le falle. La ‘critica’, per sua natura, arriva sempre dopo. E arriva con un atteggiamento che tende a mettere l'altro in posizione di inferiorità cognitiva. Non è un dialogo. È una correzione pubblica. Questo approccio genera resistenza, non apertura.

The Humanities in the Age of LLMs

When poorly used, LLMs tend to short-circuit the moment of suspension from which reflection should arise. Delegating a difficulty to a program without first confronting it oneself amounts to bypassing the passage to reflection that experience of the world makes possible. The risk—already widely observed in educational contexts—is that AI becomes an automatism that takes the place of thinking itself.

Les Humanités à l’ère des LLM

Mal employés, les LLM tendent à court-circuiter le moment de suspension face à un problème, où la réflexion devrait naître. Déléguer une difficulté à un programme sans s’y être d’abord confronté, c’est ainsi se dispenser de ce passage à la réflexion que l’expérience du monde rend possible. Le risque — déjà largement rencontré dans l’enseignement auprès des élèves — est alors que l’IA devienne un automatisme qui prenne la place de la pensée.